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editoriale

Quello che i commissari tecnici non dicono

MILAN, ITALY - NOVEMBER 07: Edin Dzeko of FC Internazionale injured asked for substitution during the Serie A match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on November 07, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

L'editoriale di FcInterNews.it

Egle Patané

"Le parole di Simone Inzaghi? Le abbiamo lette. Lui vorrebbe che non rischiassimo il giocatore in queste due gare. Ma sono stupidaggini. Se Dzeko sarà pronto, di sicuro giocherà. Per ora c’è ancora la possibilità che giochi". Così Elvir Rahimic, vice di Ivaylo Petev, commissario tecnico della Bosnia, aveva infuocato la sosta Nazionali del numero nove dell'Inter. Parole pronunciate all'indomani dell'arrivo in Patria di Edin dopo l'affaticamento rimediato durante il derby che aveva inevitabilmente suscitato l'apprensione dell'allenatore della Beneamata che nel post-partita aveva parlato di situazioni che possono capitare giocando a certi ritmi dichiarando al contempo la necessità di fare le giuste valutazioni proprio in relazione agli impegni con le rispettive Federazioni. "Penso sia una soddisfazione rappresentare la propria Nazionale, dovremo fare delle valutazioni per questi giocatori usciti affaticati", aveva detto. Parole alle quali è prontamente dunque arrivata la replica di Rahimic, dichiarazioni però non troppo apprezzate dal club nerazzurro, indotto a temere in un'uscita incauta da parte della Bosnia. Dzeko sì o Dzeko no? Dzeko no. Ad avere la meglio è stata l'Inter, assecondata nei suoi auspici di non vedere schierato l'ex Roma, che nella giornata di ieri l'altro però ha pubblicamente alzato bandiera bianca: "Nonostante il travolgente desiderio e gli sforzi dell'equipe medica, non siamo comunque riusciti nei nostri sforzi congiunti per essere pronti per la partita contro la Finlandia". Esternazioni che hanno messo un punto definitivo persino sulle speranze di Petev che aveva lasciato aperta ogni possibilità circa l'impiego dell'attaccante: "Dzeko farà un ultimo provino domani, poi vedremo se sarà pronto o meno". Nulla da vedere però perché nel match di ieri contro la Finlandia il grande assente è proprio Edin Dzeko.

Dzeko ma non solo. Perché quelle di Rahimic sembrano essere un remake di un film dall'Inter già visto in precedenza e in un passato neanche troppo lontano. Le frizioni o incomprensioni che fossero tra il Club di Viale della Liberazione e le Federazioni di alcuni tesserati nerazzurri non sono nuove da queste parti, erano già comparse lo scorso anno in occasione dei vari impegni ristretti tra impegni di club e impegni con le Nazionali aggravati dalla variante Covid che in più occasioni aveva turbato gli equilibri della rosa di Antonio Conte. Nervosismi non esclusivamente riconducibili alle vicissitudini legate alla pandemia, come dimostra l'ennesimo episodio di divergenza di vedute verificatesi qualche mese circa l'infortunio del Niño Maravilla durante una delle uscite del cileno sotto l'egida di Lasarte. Lo stesso ct che qualche giorno fa non aveva risparmiato le frecciatine a Simone Inzaghi, reo secondo il cileno di non puntare abbastanza sul 7 interista. Ed è proprio dal Cile che arriva uno dei tanti spauracchi ai quali l'Inter è spesso costretta: nel finale di gara contro il Paraguay infatti, l'8 della Roja Arturo Vidal si è accasciato al suolo chiedendo il cambio e lasciando temere ad un problema muscolare che avrebbe fatto tremare i campioni d'Italia in vista del big match contro il Napoli. Piccolo spavento rimasto tale come poi ha spiegato Sky Sport che ha rassicurato i nerazzurri parlando di allarme rientrato che scongiura un eventuale stop dell'ex Barça.

Dal Cile a Roma. Anche in terra nostrana le inquietudini non mancano e se Vidal ha prontamente rasserenato gli interisti, non si può altrettanto dire di Alessandro Bastoni. Il difensore, uscito anzitempo durante il derby per via di un affaticamento agli adduttori, oltre a non recuperare in tempo per la Svizzera è stato costretto a lasciare il ritiro degli Azzurri per via di un acutizzarsi del problema che lo ha messo fuori dai giochi anche per la sfida contro l'Irlanda del Nord. Patata bollente che dovrà essere raffreddata proprio dallo staff medico di Appiano Gentile, dove verranno valutate le sue condizioni quindi le possibilità di averlo domenica prossima contro la squadra di Luciano Spalletti. Gara per la quale Simone Inzaghi è già costretto a sperare se non pregare. Se Bastoni avrà tutta la settimana per rifiatare nel tentativo (e nella speranza) di far rientrare l'affaticamento, della stessa 'fortuna' non può godere Nicolò Barella. Il centrocampista sardo, tra i più utilizzati dal piacentino, appare pedina altrettanto fondamentale per Roberto Mancini che dopo l'1-1 di venerdì contro la Svizzera sarà chiamato all'all in per la qualificazione nella prossima sfida contro gli irlandesi. Match per il quale difficilmente potrà permettersi di rinunciare all'ex Cagliari, in cima alle gerarchie del commissario tecnico, quasi mai ben disposto a rinunciare a lui. Fiducia che comprova l'importanza del centrocampista tutto pepe che tra la stagione scorsa, l'Europeo, preparazione estiva intensiva e un inizio di stagione tutt'altro che leggero inizia ad andare in riserva di carburante. 

Una lista di beghe per l'ex allenatore della Lazio che sembra non accennare a sfoltirsi, al contrario rimpolparsi. Ultimo ma non meno importante, anzi..., l'infortunio di Stefan De Vrij. L'olandese, in campo novanta minuti nella gara contro il Montenegro, finita con un pari che non spaventa troppo gli oranje ancora primi del Gruppo G, è stato costretto ad abbandonare il campo per un problema muscolare, la cui entità sarà valutata nelle prossime ore ma che al momento mina e non poco la serenità dei milanesi, specie dopo le parole di Van Gaal che dopo la fine del match ha detto perentoriamente: "Penso che sia fuori discussione che De Vrij giocherà martedì contro la Norvegia".

Insomma, ancora una volta maledette siano le soste per le Nazionali e tra una frecciatina d'oltreoceano e una oltre i Balcani, pare i commissari tecnici dimenticano che da che mondo è mondo chi rompe paga eccezion fatta per le Federazioni. Sacrosanta verità mai ponderata nei vari ritiri con le Nazionali, dove di tanto in tanto si parla e si parla ma gli infortuni... Sono ciò che i commissari tecnici non dicono.

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