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editoriale

Quei famosi dettagli

KIEV, UKRAINE - SEPTEMBER 28: Andrij Pyatov of Shakhtar Donetsk in action during the UEFA Champions League group D match between Shakhtar Donetsk and Inter at Metalist Stadium on September 28, 2021 in Kiev, Ukraine. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Pareggio inevitabile per quanto visto in campo, nerazzurri incapaci di approfittare delle falle ucraine dietro e sofferenti nella ripresa

Fabio Costantino

Stavolta non c'è neanche la scusa dell'imbattibile Trubin, bestia nera dell'Inter di Conte rimasto in panchina per tutta la serata del match di Kiev. Persino con il non sempre irreprensibile Pyatov in porta lo Shakhtar è riuscito a imporre il terzo 0-0 consecutivo in Champions League ai nerazzurri. Cambiano i giocatori, cambiano gli allenatori, cambiano i valori complessivi ma il risultato è sempre lo stesso. Così come il canovaccio, che vede gli ucraini tendenzialmente gestire i ritmi e i nerazzurri fallire occasioni enormi, collezionando anche stavolta un legno che aumenta il rammarico. Un pareggio che toglie entrambe dall'imbarazzo dello zero in classifica e rimanda ai prossimi impegni lo spoiler di chi, Sheriff permettendo, accompagnerà il Real Madrid agli ottavi di finale.

Due allenatori che praticano una filosofia offensiva prima che difensiva non sono riusciti a trovare la rete, sembra un paradosso ma analizzando l'andamento della gara non lo è: Shakhtar ben messo in campo, assorbita la sberla del grave infortunio di Traore e concedendo qualche palla gol agli avversari ha gestito bene i ritmi, costringendo l'Inter ad abbassarsi soprattutto nella ripresa e a vivere di scampoli nella metà campo avversaria, che potevano essere comunque più produttivi. Ecco, l'imprecisione nerazzurra, assecondata dai due voli pittoreschi di Pyatov (sì, lo stesso che corre verso gli anta e che in patria non gode di grandi referenze) al tramonto della partita, si sono perfettamente allineati alla stitichezza offensiva dei singoli calciatori offensivi, in grado di creare sempre i presupposti per segnare ma poi recidivi nello sbattere contro il muro dei tre centrali ospiti.

Uno 0-0 che somiglia a quello della scorsa stagione a Kiev e che è comunque ampiamente rimediabile, anche se la prestazione non è stata all'altezza delle ambizioni europee dell'Inter e neanche lontana parente dei 60 minuti di espressione calcistica mostrati contro il Real Madrid. Complice la stanchezza, sicuramente, ma anche un attacco spuntato, che ha sprecato tanto e non ha punito le falle evidenti della retroguardia ucraina. Prestazione non entusiasmante, eppure Handanovic ha vissuto una serata tranquilla mentre dall'altra parte il migliore è stato proprio il portiere. Misteri del calcio, misteri dell'Inter versione Champions, dove non è che gli episodi abbiano finalmente invertito il loro trend negativo. Sconfitta ingiusta contro il Real Madrid, pareggio con tanto spreco ieri a Kiev. Che sia una competizione decisa dai dettagli è arcinoto (si pensi al 'cuscinetto' Sheriff a punteggio pieno), però sarebbe ora anche di girarli a proprio favore questi dettagli. Perché il girone è ancora lungo, ma è un attimo trovarsi con l'acqua alla gola.

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