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Quanti ce ne sono meglio di lui?

COMO, ITALY - AUGUST 25: Alexis Sanchez of FC Internazionale in action during the FC Internazionale training session at the club's training ground Suning Training Center at Appiano Gentile on August 25, 2021 in Como, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

L'editoriale di FcInterNews.it

Fabio Costantino

Primo pensiero: che tutti i Nazionali tornino ad Appiano Gentile in salute, con il giusto mix di stanchezza ed entusiasmo, pronti per rimettersi a disposizione di Simone Inzaghi ch avrà il compito di valutarne l'impiego nelle prossime partite. Secondo pensiero: la Sampdoria. Quella vista contro il Milan e a Reggio Emilia non è una squadra arrendevole, è compatta dietro e vive di folate offensive molto pericolose. In più, nel frattempo ha aggiunto Ciccio Caputo al proprio arsenale. Not bad, abbastanza per pretendere il giusto rispetto. Anche perché, grazie ai calendari stilati dalla FIFA, accolti con una certa disapprovazione da tutti i club coinvolti da esodi internazionali (eufemismo), Inzaghi avrà ben poco margine di scelta nella formazione da schierare almeno dall'inizio. Terzo pensiero: mercoledì al Meazza arriva il Real Madrid. Non ci sarà Kylian Mbappé (peccato, sarebbe stato più affascinante), ma la squadra di Carlo Ancelotti è sempre preceduta dalla sua fama a prescindere da giocatori e stato di salute. Ci sarà anche il pubblico, non la cornice che una classica come questa avrebbe meritato. Ma meglio dello scorso dicembre andrà, si spera anche nel risultato finale.

In tal senso, la domanda integrativa è: ci sarà Alexis Sanchez?Gli aggiornamenti dalla Pinetina assicurano che il polpaccio del cileno sta decisamente meglio, che il pallone è tornato finalmente nel suo programma di lavoro e che ieri ha lavorato parzialmente in gruppo. Non è al massimo, avendo sprecato praticamente tutta la preparazione atletica per aver forzato eccessivamente in Copa America (gracias, Lasarte), ma già vederlo in panchina sarebbe un toccasana. Il Nino Maravilla va verso i 33 anni e, diciamo la verità, nel pieno della spending review la dirigenza nerazzurra avrebbe accolto con serenità un suo eventuale addio. Non tecnicamente, ma esclusivamente finanziariamente.

Perché, aggiungiamo un'altra verità, nel nostro campionato quanti sono i calciatori con una migliore tecnica di base di Sanchez? Per rispondere bisogna prendersi qualche minuto, a conferma del fatto che in un campionato un po' povero qualitativamente non è semplice individuare tanta qualità. Il cileno ha il talento che gli sgorga dai piedi e mentalmente ragiona da top player sul rettangolo di gioco. A fregarlo, non è un mistero, è la tenuta fisica. Muscoli tanto scolpiti quanto fragili, un rischio enorme per chi decide di affidarsi al suo talento e da un momento all'altro potrebbe ritrovarsi senza.

Ma al di là del guaio al polpaccio (gracias de nuevo, Lasarte), Sanchez ha mostrato una certa costanza nello scorso campionato, soprattutto nel girone di ritorno, con lampi di classe che hanno reso omaggio alla sua fama. Non è un caso se Inzaghi voglia puntare su di lui, quel ruolo da sotto punta interpretato da Stefano Sensi contro il Genoa sembra disegnato apposta per il numero 7 nerazzurro. Anzi, sopra c'è scritto proprio il suo nome. Non è difficile immaginare quello che potrebbe combinare agendo tra le linee difensive avversarie, Alexis ha tutte le qualità per cambiare il corso delle partite, anche quelle più bloccate.

Fondamentale sarà quindi mettersi alle spalle questa pausa forzata e tornare gradualmente a garantire 90 minuti. Per difendere lo scudetto e mirare alla seconda stella, l'Inter ha bisogno di tutte le stelle che ha in rosa. E Sanchez è tra quelle che splendono di più.

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