Ha fatto discutere il dato riferito indirettamente all'Inter sull'andamento di Champions ed Europa League questa settimana. Il Tottenham ha raggiunto la finale di Champions e l'Eintracht è stato eliminato in semifinale solo ai calci di rigore dal Chelsea, dopo una competizione strepitosa.
Sono tanti tifosi dell'Inter che hanno associato il destino della squadra ai famosi dettagli di cui parlava José Mourinho, riferendosi a quel maledetto Inter-PSV in cui la qualificazione è stata gettata al vento. 

Certamente le eliminazioni possono essere, se possibile, nobilitate dal rendimento delle squadre su cui l'Inter non è riuscita a prevalere.
Ci sono tuttavia molti elementi che spiccano, guardando la stagione nerazzurra. A partire da un annuale calo fisico e mentale, senza giustificazioni a cui si è aggiunta la tempesta perfetta in seno alla squadra. Sia il Tottenham che l'Eintracht sono andati ben oltre i propri limiti e, rispetto all'Inter, hanno mantenuto l'equilibrio, costanza e una straordinaria convinzione nei propri mezzi, nonostante la stagione li abbia messi in seria difficoltà. 
Qualunque squadra di buon livello può raggiungere un grande risultato, la Roma della scorsa stagione ha rimontato il Barcellona e per poco in semifinale, anche il Liverpool. 

Se i giocatori dell'Inter avessero avuto una personalità e uno spirito diverso fin da inizio stagione e si fosse creato un gruppo, è più probabile che avrebbero raggiunto traguardi che oggi sembrano impensabili, sorprendendo tutti, a partire da sé stessi. È successo ad esempio in una competizione breve come il Mondiale, dove Brozovic e soprattutto Perisic, hanno giocato come all’Inter non si visto raramente. A questi livelli le differenze in una singola partita e dell'intero campionato la fanno il momento fisico, la componente tecnica e una mentalità sopra la media, oltre che una naturale dose di fortuna che, beninteso, va meritata. 

Ho letto i commenti di tanti tifosi convinti che l'Inter sia una squadra composta da giocatori mediocri, su cui Spalletti ha fatto il miracolo, riuscendo a raggiungere l'attuale quarto posto. Lo dicono convintamente e quindi rispetto il loro giudizio ma i fatti dicono esattamente il contrario. Pensare che Atalanta, Milan e Roma abbiano una rosa superiore all’Inter è parecchio opinabile, per quanto quella dei giallorossi abbia una qualità maggiore in alcune individualità, mortificata da altrettanta incostanza. 

Si poteva poi parlare di impresa se l'Inter, dopo aver passato il girone eliminando il Tottenham, avesse poi eliminato il Borussia Dortmund, il Manchester City e l'Ajax, ma non è matematico e soprattutto dipende da componenti che nessuna squadra al mondo può controllare, nemmeno se è più forte, come dimostrano le eliminazioni di Barcellona, Juventus e Liverpool.

Vale invece la pena riflettere molto sul tema della condizione fisica che, anche quest'anno, ha abbandonato l'Inter per periodi troppo lunghi, perdendo così obiettivi nettamente alla portata, così come vale la pena affrontare il tema della mentalità che rimane sempre un argomento tabù perché inodore, insapore e incolore e senza forma, quando lo si evoca.

Il tema della mentalità è ancora poco accettato ma è esattamente quello che viene creato dal lavoro culturale di una società, da giocatori abituati a vincere e allenatori meno realisti e più sognatori. L'Inter è una squadra composta da giocatori tutt'altro che mediocri ma non adatti a questo tipo di gioco e soprattutto dal rendimento mutevole.

Per il resto c'è da preoccuparsi soprattutto per il clima attorno ad una società che sembra aver già definito le partenze di Spalletti, Icardi e Perisic e che è ancora in ballo per andare in Champions League, senza alcuna certezza che questa eventualità data a lungo per scontata, si verifichi.

Le parole di Spalletti in conferenza stampa lasciano trapelare questo tipo di coerenza e di serietà ma oggi l'Inter è realmente appesa alla professionalità di giocatori e allenatore, più che al legame verso una maglia che probabilmente lasceranno a breve.

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Sezione: Editoriale / Data: Lun 13 Maggio 2019 alle 00:00
Autore: Lapo De Carlo / Twitter: @LapoDeCarlo1
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