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editoriale

Maledetta sosta: ancora un conto salatissimo

Maledetta sosta: ancora un conto salatissimo

Dopo i ritardi dei sudamericani, stavolta sono gli infortuni a preoccupare Inzaghi. E l'Inter si gioca mezza stagione

Alessandro Cavasinni

Ancora una volta l'Inter paga un conto salatissimo alla sosta delle Nazionali. Se nel recente passato i problemi erano derivati soprattutto dal rientro ritardato dei sudamericani, stavolta il club nerazzurro deve fare i conti con la situazione degli infortuni.

Tutti ricorderanno la sfida con la Lazio condizionata pesantemente dalle defezioni più o meno totali dei sudamericani: Vidal e Sanchez non partirono neppure per Roma, mentre Lautaro, Vecino e Correa furono impiegati solo a match abbondantemente avviato. Stavolta, le gare della Conmebol termineranno dignitosamente nella notte italiana tra oggi e domani, consentendo (facendo gli scongiuri) di rivedere tutti a Milano con ampio margine sulla partita di campionato. Ma a preoccupare sono le condizioni di alcuni elementi come Bastoni e Dzeko, senza dimenticare lo sforzo di Barella: il centrocampista sardo sarà pure una sorta di Robocop, ma anche lui è fatto di carne e ossa come tutti noi. Bastoni e Dzeko, invece, erano partiti per i rispettivi ritiri già con qualche acciacco post-derby, ma hanno comunque risposto alla convocazione. Niente da fare: nonostante gli sforzi degli staff medici, hanno dovuto alzare bandiera bianca e fare ritorno alla Pinetina. Adesso sarà lo staff nerazzurro a valutarne l'eventuale possibile impiego per il Napoli. Di certo, avrebbe fatto meglio a entrambi starsene a Milano e lavorare in maniera specifica con l'obiettivo di recuperare in vista della gara contro la squadra di Spalletti piuttosto che viaggiare inutilmente col rischio di aggravare la situazione diversificando la preparazione fisica.

Purtroppo, nel calcio sono inconvenienti che possono capitare. Il problema è che Inzaghi ha già una certezza per domenica: non potrà contare su Stefan De Vrij, che s'è fatto male sabato sera nel finale di partita contro il Montenegro. Il centrale olandese ha avvertito una fitta dietro la coscia destra e si è subito accasciato sul terreno per non rischiare di compromettere ancor di più il fastidio. Un fastidio che, per fortuna, si è rivelato essere meno grave del previsto: risentimento muscolare ai flessori e non stiramento. Dunque, scongiurato il possibile lungo stop (c'era chi prefigurava già di rivederlo in campo nel 2022...). Resta però il danno in considerazione del calendario che propone subito due partite cruciali per la stagione nerazzurra: domenica il Napoli, poi lo Shakhtar. In pochissimi giorni, insomma, l'Inter si gioca la possibilità di rientrare concretamente nel discorso scudetto e quella di chiudere il discorso qualificazione agli ottavi di Champions League. Due sfide tutt'altro che banali che Inzaghi dovrà affrontare senza il suo insostituibile per antonomasia.

Ranocchia si è sempre dimostrato affidabile in questi anni quando è stato chiamato a rilevare il posto dell'olandese, specie nella difesa a tre prima di Conte e ora di Inzaghi. Ma è evidente che parlando di De Vrij si discute di uno dei migliori difensori della Serie A e d'Europa. Uno che sa interpretare quel ruolo in maniera egregia. E se è vero che in questi primi mesi non è sempre stato impeccabile come ci aveva abituato, è altrettanto vero che pure con una gamba sola resta superiore al 95% dei colleghi che giocano in Italia. Un'assenza pesantissima anche perché i nerazzurri si troveranno a dover affrontare uno degli attacchi più temibili del campionato, guidati da quel satanasso di Osimhen.

Un'ulteriore prova da affrontare e superare per i campioni d'Italia, finora tutt'altro fortunati con le situazioni contingenti, che si parli di infortuni o decisioni arbitrali. Tanti punti persi fin qui non sempre per demeriti propri. Un test di maturità, senza De Vrij, ancor più arduo. Una reazione positiva anche a questi imprevisti vorrebbe dire tanto. Maledetta sosta.

 

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