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editoriale

Lautaro e Correa, prime prove di tango argentino

VERONA, ITALY - AUGUST 27: Joaquin Correa of FC Internazionale celebrates his goal with his team-mate Lautaro Martinez during the Serie A match between Hellas Verona and FC Internazionale at Stadio Marcantonio Bentegodi on August 27, 2021 in Verona, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

L'editoriale di FcInterNews.it

Stefano Bertocchi

Ripartire e ritrovare i tre punti. C’è solo un imperativo dalle parti di Milano, dove l’Inter è chiamata a ritrovare la via della vittoria dopo che la settimana del post-sosta ha portato un pareggio in campionato sul campo della Sampdoria e una bruciante sconfitta nella notte di Champions League contro il Real Madrid. Due match in cui la squadra di Simone Inzaghi ha creato tanto, senza però riuscire a concretizzare le chiare occasioni da gol. Un problema facilmente visibile nella serata europea che alla fine ha visto esultare i Blancos, letali nel finale con la zampata della bestia nerazzurra Rodrygo arrivata dopo che il Biscione aveva controllato ampiamente la gara tenendo bene il campo. Incidenti di percorso che generano dei rallentamenti in classifica ma che, allo stesso tempo, confermano la reale forza dell’Inter.

Niente drammi, la stagione è lunga. Se però non fai gol, non vinci: il concetto è semplice ed è stato espresso a più riprese anche dai diretti interessati dopo il triplice fischio di San Siro. Per provare a cambiare la musica fin da oggi, Inzaghi pensa di lanciare per la prima volta dall’inizio la coppia albiceleste composta da Lautaro Martinez e Joaquin Correa. Finora i due connazionali sono sempre stati protagonisti della solita ed abituale staffetta: la prima è arrivata al Bentegodi contro il Verona (dove entrambi sono andati in gol, con il Tucu decisivo con la doppietta da subentrato al debutto in nerazzurro), la seconda al Marassi contro la Samp (complice anche il jet lag dovuto ai viaggi da una parte all’altra del mondo per gli impegni con la Selección), fino ad arrivare alla recente - e amara - notte di gala contro le Merengues.

Fuori Lautaro, dento Correa. Una cantilena che potrebbe - e dovrebbe - essere interrotta già nel tardo pomeriggio di oggi davanti agli oltre 30mila spettatori previsti a San Siro, con Edin Dzeko pronto ad accomodarsi in panchina per ricaricare le batterie in vista del tour de force che attende in nerazzurri prima della sosta di ottobre. Dopo la sfida ai rossoblu degli ex Mihajlovic e Arnautovic, infatti, l’Inter è attesa da un mese di fuoco che metterà in luce le vere ambizioni di Handanovic e soci: dalla trasferta infrasettimanale di Firenze contro la Fiorentina (in calendario martedì 21 settembre) fino a quella con il Sassuolo del 2 ottobre, passando per il big match contro l’Atalanta (sabato 25 settembre) e il delicato impegno in Ucraina contro lo Shakhtar Donetsk (martedì 28 settembre).

Una serie di partite importanti con una prima fetta di stagione in palio. E un calendario che obbliga Inzaghi a ragionare anche in proiezione futura, con le forze dei suoi da dosare e un turnover competitivo da mettere in atto quando possibile. A partire da questa sera, dove oltre al già citato cambio in attacco potrebbe trovare finalmente spazio dall’inizio il voglioso Denzel Dumfries (sarebbe panchina per Darmian), ma anche il gioiello del vivaio Federico Dimarco (magari questa volta come quinto di centrocampo, al posto dello spremuto Perisic). Senza dimenticare l’esperto Arturo Vidal, pronto a far rifiatare Calhanoglu e a fare la guerra in mezzo al campo. Diversi dubbi da sciogliere, a cui si unisce la - quasi - certezza di vedere dal fischio d'inizio le prime prove di tango del Toro e del Tucu. Puntando ad una ripartenza in salsa argentina che servirebbe all’Inter per muovere di nuovo la classifica e per scrollarsi di dosso qualche incertezza dell’ultimo periodo.

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