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La forza del gruppo e la cooperativa del gol

MILAN, ITALY - AUGUST 21:  Hakan Calhanoglu of FC Internazionale celebrates with team-mates after scoring the second goal of his team during the Serie A match between FC Internazionale v Genoa CFC at Stadio Giuseppe Meazza on August 21, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

L'editoriale di FcInterNews.it

Stefano Bertocchi

Undici marcatori diversi e 18 gol complessivi messi a segno nelle prime cinque giornate di campionato. Questo è uno dei dati che balza più facilmente all’occhio se si va ad analizzare la nuova Inter di Simone Inzaghi. La creatura che sta plasmando il tecnico piacentino ha tra i suoi punti di forza la fase offensiva: lo dimostrano i quattro gol gentilmente offerti Genoa come benvenuto nella Serie A 2021/22, i tre nella trasferta di Verona, i due nel pari di Genova contro la Sampdoria, i sei nella goleada di San Siro rifilata al Bologna e gli ultimi tre della preziosa rimonta di Firenze. L’unico appuntamento in cui il Biscione è andato in bianco è stato nella notte di gala contro il Real Madrid, nella prima recita in Champions League: nessun dramma, anche perché in quella partita Lautaro e soci hanno creato tanto senza però riuscire a bucare un ottimo Courtois.

I numeri parlano chiaro e fanno contento anche mister Inzaghi, che nella chiacchierata con InterTV alla viglia del delicato impegno di oggi contro l’Atalanta (appuntamento alle 18 a San Siro) si è detto particolarmente entusiasta per essere riuscito a far esultare già undici giocatori diversi in questa prima fetta di stagione: "Se sono soddisfatto? Certo, perché io cerco di coinvolgere tutti. Ho la fortuna di avere ottimi giocatori che si fanno sempre trovare pronti, chi gioca dall'inizio e chi subentra. Con i 5 cambi titolari ce ne sono sempre meno, hai sempre bisogno di tutti e tutti stanno dando ottimi segnali". Ecco, coinvolgere tutti: le keyword sono tutte qui. Per informazione chiedere ai nuovi volti che hanno da pochi mesi riempito gli armadietti di Appiano Gentile, come Edin Dzeko (4 gol), Joaquin Correa (2 gol), Hakan Calhanoglu (1 gol) e Federico Dimarco (1 gol), a cui si aggiungono gli interisti di vecchia data come Lautaro Martinez (3 gol), Milan Skriniar (2 gol) e i vari Nicolò Barella, Arturo Vidal, Matteo Darmian, Ivan Perisic e Matias Vecino (tutti autori di un centro).

Per adesso l’attacco interista - orfano di un certo Lukaku - è il migliore della Serie A: segue il Napoli con 14 reti, poi Roma e Lazio con 12 e il Milan con 10. Più staccata la Dea (ferma a 6), che l’anno scorso strappò lo scettro ai nerazzurri di Conte chiudendo a 90 reti contro le 89 dei Campioni d’Italia. Ma non è tutto, perché l’Inter è anche la squadra che crea più occasioni da gol, come dimostra il conteggio dei tiri in porta: 35 i tentativi verso lo specchio della banda di Inzaghi, che divide il primato con lo spumeggiante Napoli di Spalletti. A seguire Lazio con 32 e Fiorentina 28 (dati della Lega Serie A). Ora l’attacco dell’Inter non è più dipendente da Lukaku e dalla LuLa, ma dalla forza del gruppo e del collettivo. Come dimostrano le rimonte di forza e carattere offerte in trasferta a Verona e Firenze, diverse nelle forma ma uguali nel risultato: dallo svantaggio del primo tempo alla reazione della ripresa, senza dimenticare il medesimo risultato di 1-3 segnato sul tabellino finale. Nel tardo pomeriggio di oggi la prova sarà tra le mura di casa, ma con un coefficiente di difficoltà più alto ed a poche ore da un altro impegno cruciale come quello di martedì in Champions contro lo Shakhtar Donetsk. Un motivo in più per esaltare la forza del gruppo e la cooperativa del gol.

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