FC Inter News
I migliori video scelti dal nostro canale

editoriale

La farsa di Lazio-Inter

BUENOS AIRES, ARGENTINA - SEPTEMBER 09: Lautaro Martínez of Argentina reacts during a match between Argentina and Bolivia as part of South American Qualifiers for Qatar 2022 at Estadio Monumental Antonio Vespucio Liberti on September 09, 2021 in Buenos Aires, Argentina. (Photo by Juan I. Roncoroni - Pool/Getty Images)

Era già capitato ad Allegri, ora tocca a Inzaghi: l'allenatore nerazzurro penalizzato dal calendario internazionale

Alessandro Cavasinni

"Non siamo robot". Così Courtois ha attaccato frontalmente la UEFA, rea a suo dire di pensare solo alle proprie tasche e di non curarsi della salute dei giocatori. "Più partite uguale più incassi" è l'equazione che il portiere belga, e tanti altri, pensano spinga Ceferin e i suoi a organizzare il calendario annuale degli impegni calcistici. Ma il problema, purtroppo, non riguarda solo la UEFA e non è solo europeo.

In questa sosta per le nazionali, infatti, la CONMEBOL – esattamente come a settembre – ha incasellato tra le due giornate già in programma anche una tra le due perdute lo scorso marzo a causa della pandemia, con il risultato di sovraccaricare la già fitta agenda di impegni. E se a settembre la più penalizzata era stata la Juventus, con Allegri costretto a fare a meno di svariati titolari nella trasferta di Napoli, stavolta la più colpita è l'Inter.

I nerazzurri, infatti, avendo lo Sheriff il 19 ottobre per la Champions, anticiperanno a sabato l'impegno con la Lazio all'Olimpico (ore 18). Considerando che le gare di Argentina, Cile e Uruguay si disputeranno nella notte tra giovedì e venerdì, i cinque sudamericani (Vidal, Sanchez, Lautaro, Vecino e Correa) torneranno in Italia solo tra la notte di venerdì e la mattina del sabato. In parole povere, Inzaghi, nel tanto atteso incrocio con la sua ex squadra, con ogni probabilità dovrà fare a meno di cinque pedine molto importanti, se non decisive. E se le defezioni di Vidal e Vecino vanno a intaccare soprattutto il discorso rotazioni a gara in corso (con Sensi non al massimo dopo l'infortunio al ginocchio, l'unica alternativa resta Gagliardini), molto più complesso è il discorso che riguarda l'attacco.

Per il reparto avanzato, le uniche due opzioni restano Dzeko (sperando che stasera vada tutto liscio in Ucraina-Bosnia) e il giovane Satriano. Stop. Vista la gestione spericolata di Lasarte, dubitiamo che Sanchez torni in Italia fresco come una rosa: sarebbe già miracoloso vederlo in panchina all'Olimpico. E allora al tecnico nerazzurro non resta che valutare seriamente la staffetta programmata tra Lautaro e Correa: un rischio enorme, che infatti non è sicuro Inzaghi vorrà correre. In ogni caso – come appunto già capitato ad Allegri con il Napoli – la partita di Roma sarà pesantemente condizionata. Molto simile a una farsa.

Forse il calcio è del popolo (ride). Sicuramente non è dei calciatori.

tutte le notizie di