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editoriale

Il tempo dei No VAR. Ma anche di Handanovic, Ranocchia e D’Ambrosio

Il tempo dei No VAR. Ma anche di Handanovic, Ranocchia e D’Ambrosio

Il successo in Supercoppa è anche dei giocatori che sino a qualche tempo fa venivano anche bersagliati dal pubblico amico

Simone Togna

Mancano meno di due giorni ad Atalanta-Inter. Una partita che potrebbe davvero essere uno snodo fondamentale della stagione di entrambe le squadre (la Dea per il sogno Scudetto, i nerazzurri milanesi per confermarsi favoriti alla vittoria finale), ma nell’immaginario dei tifosi della Beneamata c’è ancora il gol di Sanchez dell’ultimo secondo del Derby d’Italia che è valso una meritatissima vittoria della Supercoppa Italiana. Ci sta. Per un finale che sembra essere stato scritto e deciso da Peppino Prisco o dal Dio del calcio, che premia chi ha provato a vincere la partita, e non chi ha cercato di non perderla. Certo, l’assenza di Chiesa è stata oggettivamente una mancanza importante per la Vecchia Signora. Ma se i primi 10 minuti fossero terminati 3-0 per l’Inter non ci sarebbe stato nulla da dire.

Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Anche se resta un fatto che Doveri non sia stato mai richiamato da Mazzoleni quando di errori, forse, ne aveva anche commesso più di uno. Siamo nel periodo No VAR. Va bene, però ricordiamocelo anche quando sentiremo: “il contatto c’è”, “lo cerca, ma poi viene toccato” e frasi di questo tipo. I giocatori dell’Inter, in ogni caso, alla fine hanno esultato. E gente come Handanovic, Ranocchia e D’Ambrosio, che oggi fanno parte di una rosa vincente, ma che sino a qualche tempo fa venivano anche bersagliati dal pubblico amico, stanno vivendo dei momenti di soddisfazione personale e di gruppo che si meritavano come uomini.

Una squadra non è fatta solo di chi scende in campo, ma anche e forse soprattutto di quei ragazzi fondamentali per lo spogliatoio che però giocano pochissimo. Io per carattere sono sicuramente più vicino a Sanchez, perché non riesco a tenermi dentro i pensieri, ma non è che il cileno sia più o meno professionista (o interista) dei suoi compagni di squadra perché vuole sempre dimostrare sul verde quanto sia forte. Sono solo caratteri diversi. Tutti potranno tornare utili alla causa nerazzurra. E occhio perché ora inizia il difficile. Ognuno vorrà spodestare l’Inter dal trono. E come dice Inzaghi, i pensieri (degli altri) sul Biscione sono letteralmente cambiati negli ultimi mesi. L’obiettivo del mister e dei suoi giocatori è di certificare la supremazia con nuovi e meritati titoli. Come quello della Supercoppa.

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