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Il nuovo leader e un attacco Lukaku-indipendente

VERONA, ITALY - AUGUST 27: Lautaro Martines of FC Internazionale  celabrates with team -mats after scoring the goal during the Serie A match between Hellas and FC Internazionale at Stadio Marcantonio Bentegodi on August 27, 2021 in Verona, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Getty Images)

L'editoriale di FcInterNews.it

Stefano Bertocchi

L’addio di Romelu Lukaku è il passato. Per quanto doloroso e improvviso, il cambio di maglia di Big Rom ha portato l’Inter a studiare una via alternativa - e in corsa - per regalare comunque a Simone Inzaghi un attacco competitivo anche senza la potenza e i gol del bomber belga. Da quel 9 agosto in poi, quando Romelu si imbarcava per volare verso Londra, la strategia disegnata negli uffici di Viale della Liberazione è apparsa subito piuttosto chiara: trattenere Lautaro Martinez e Alexis Sanchez, dare fiducia al giovane Martin Satriano e, soprattutto, tappare il buco lasciato in rosa con l’esperienza di Edin Dzeko e con la fantasia di Joaquín Correa.

Quella dell'accoppiata Marotta-Ausilio è una mossa che, oltre a garantire una fresca boccata d’ossigeno alle casse mettendo “in sicurezza il club” (Inzaghi dixit), permette al tecnico piacentino di avere a disposizione un ventaglio più ampio di scelte e una strategia offensiva senz’altro più imprevedibile del recente passato. La devastate e codificata LuLa che sotto la guida di Conte ha dominato l’Italia trascinando l’Inter verso la conquista del 19° scudetto viene ora rimpiazzata da una serie di potenziali coppie d’attacco, (quasi) tutte complementari tra loro: Lautaro-Dzeko, Lautaro-Correa, Dzeko-Correa, Sanchez-Lautaro, Dzeko-Sanchez. E la lista potrebbe allungarsi con le opzioni di emergenza che potrebbero vedere il Tucu o il Niño come falsi nove in caso di emergenza, o con uno tra Sensi, Vidal e Çalhanoğlu a ridosso dell’unica punta di turno. Senza dimenticare la presenza in rosa del promettente Satriano, che ovviamente non va caricato di eccessive responsabilità.

Attaccanti completi come Lukaku, in giro per l’Europa, ce ne sono ben pochi. La perdita di un totem capace di garantire gol, assist e prestazioni sarà pesante, e questo è fuori da ogni dubbio. Ma adesso l’intenzione dell’Inter è di fare ancor più leva sulla forza del gruppo che sui singoli, anche nel reparto offensivo. E i primi segnali arrivati dai nuovi bomber nerazzurri fanno ben sperare in questo senso: gol e assist all’esordio interista per Dzeko, doppietta decisiva al debutto per Correa in appena 20 giri di orologio. E graffio alla prima recita ufficiale della nuova stagione anche per Lautaro, in tribuna alla prima giornata causa squalifica ma con il nome puntualmente annotato sul tabellino dei marcatori una settimana dopo al Bentegodi.

Nel momento più incerto e complicato del post-Scudetto, Lauti si è cucito sulla pelle l’etichetta di nuovo leader indiscusso del Biscione: prima il ‘no, grazie’ alle proposte arrivate dall’estero, poi l’accordo raggiunto per il rinnovo di contratto che ormai deve solo essere ufficializzato. Nel mezzo, il significativo post promosso su Instagram nel giorno del via al campionato: “L’anno scorso, prima d’iniziare il campionato, sognavamo di finire cosi, alzando la coppa - scriveva il Toro in una foto con bacio al primo trofeo in nerazzurro -. Con tanto lavoro, con tanta umiltà, con tanti momenti di fatica, ma soprattutto con tanta responsabilità e voglia di vincere, lo abbiamo fatto. Oggi inizia un nuovo campionato, oggi inizia un altro percorso dove tutti dobbiamo essere uniti, noi giocatori, lo staff, i tifosi e tutta la gente che lavora intorno a noi, per un solo obiettivo far rimanere l’Inter sempre più in alto possibile. Parole pesanti, la cui sincerità verrà sancita dalla firma sull'atteso prolungamento. A differenza delle false promesse di chi, come Mauro Icardi o Big Rom, per un motivo o per un altro hanno deciso di condividere l’amicizia con il bomber di Bahia Blanca solo per pochi mesi, salutando poi Milano e l’Inter in nome dei capricci, delle ‘ambizioni’ o del Dio Denaro.

Intanto Lukaku continua a segnare (con il suo Belgio) anche nei giorni in cui sono le Nazionali a prendersi la scena. Ma le nuove frecce dell'arco di Inzaghi non sono da meno: rete di Dzeko contro la Francia, reti di Lautaro e Correa contro il Venezuela. Il tutto in attesa del recupero di Sanchez e dell’esplosione, chissà, di Satriano. Adesso l’Inter ha un nuovo leader con il 10 sulla schiena. E un attacco (si spera) Lukaku-indipendente.

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