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Il noi prima dell’io. L’importanza di essere una squadra

Il noi prima dell’io. L’importanza di essere una squadra

L'editoriale di FcInterNews.it

Simone Togna

Non siamo nemmeno a novembre, ma dopo il pareggio beffa dell’Inter contro la Juventus in parecchi avevano già decretato il fallimento della stagione nerazzurra. Di Inzaghi, come allenatore non adatto ad un top club, di Dumfries come nuovo bidone dell’ampia collezione di laterali della Beneamata, della squadra che non vince uno scontro diretto e così via. In realtà tutto è apertissimo. Ed è davvero presto per esternare giudizi definitivi. Chiaramente si deve sottolineare come per forza la fase difensiva dell’undici nerazzurro debba essere migliorato. Come successe l’anno scorso, i gol presi ad inizio stagione sono davvero troppi. E ovviamente se si punterà a conquistare il Tricolore, ma anche ad andare avanti in Champions, devi per forza battere le tue rivali. Su questo non si scappa. Le prestazioni però lasciano ben sperare.

L’Inter non è stata messa sotto davvero da nessuno, anzi. Avrebbe sicuramente meritato risultati ben diversi, sia in campo europeo, sia in ambito nazionale. Attenzione: se non segni, e gli avversari ci riescono, beh, c’è da poco da dire. È colpa tua. Ma spesso basta pochissimo per cambiare l’inerzia di una gara e di tutta un’annata. A tal proposito i prossimi tre incontri potrebbero determinare già parte di quel che potrebbe essere. Sia meramente per i punti da conquistare, sia per rinvigorire l’aspetto mentale, sempre determinante, nello sport e nella vita. Ecco, a seconda di come andranno i match contro Udinese, Sheriff e Milan si potrà stilare un bilancio provvisorio più specifico: positivo o negativo. Le critiche ascoltate in precedenza mi sono sinceramente sembrate un po’ forzate. Soprattutto quelle provenienti dai tifosi dell’Inter. Già ci siamo noi giornalisti per questo, non rubateci il lavoro!

Scherzi a parte, quest’anno non si sente più che l’allenatore più pagato della serie A debba stravincere lo scudetto. E pazienza se la Juventus in questo momento gioca da provinciale senza nemmeno ottenere buoni risultati nella massima serie e vada bene, molto, in Champions. E un discorso similare può essere ai cugini del Milan, primi in ambito nazionale – e a cui vanno riconosciuti meriti importanti, perché non si vincono a caso 9 partite su 10 – ma pessimi fuori dai confini nazionali. Classifica alla mano quegli zero punti in Champions certificano che il DNA europeo del Milan, almeno per il momento, debba essere ritrovato. Ma siccome finita si dice solo alla fine – e io sono convinto che la Juve troverà la quadra e i rossoneri non chiuderanno con sole sconfitte il girone, anzi - prima emettere sentenze di condanna pesanti e grevi, aspettiamo. Vale per tutti, Inter compresa.

Ma un plauso va fatto alla squadra nerazzurra ed in particolare al discorso di Danilo D’Ambrosio dopo la rete e la vittoria di Empoli. Solo col noi, e non con l’io, la Beneamata potrà arrivare lontano. Esserne consapevoli è un punto di partenza importanza. Bellissimo pure il gesto del giocatore campano col compagno olandese. Qualcosa che dovrebbe preso esempio da tutti. Calciatori e non. E a proposito di buone notizie, l’ufficialità del rinnovo di Lautaro, certifica che – nonostante tutto – non si stia poi così male nella Milano interista. Anzi.

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