editoriale

El hombre del mercado e il guerriero Arturo

MILAN, ITALY - AUGUST 21: Arturo Vidal of FC Internazionale celebrates his goal during the Serie A match between FC Internazionale v Genoa CFC at Stadio Giuseppe Meazza on August 21, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Xivan Zazzobelli, direttore di TuttoCalcioeNientaltro, i nerazzurri Correa e Vidal sono i protagonisti di tre racconti di fine estate

Daniele Alfieri

EL HOMBRE DEL MERCADO

"Quanti centimetri ha saltato per il gol? Qual è la sua dieta? Orologi, auto... Spulciate nel profilo Instagram della fidanzata... ma non troppo. Domani voglio le prime 4 pagine sul Tucu. Sentite la sorella, mi pare facesse danza...". Xivan Zazzobelli, direttore del quotidiano TuttoCalcioeNientaltro, percorreva nervosamente i corridoi di redazione istruendo i suoi editori subito dopo il triplice fischio finale di Verona-Inter, quando venne interrotto dagli squilli del suo telefono.

"Presidente, che succede?". Alcuni dei giornalisti si alzarono di scatto dalle loro sedie per avvicinarsi e provare ad ascoltare la conversazione, ma dall'altro lato sentivano solo borbottio e lacrime: "Gliel'ho venduto ma non volevo, gliel'ho regalato, è stata colpa di Igli!".

Nel salotto del presidente, Tare stava dando i croccantini al gatto Salas. "Ausilio mi aveva detto che avrebbero chiuso per Belotti, dovevamo accettare". Il gatto miagolava e allora Tare tornò alle sue mansioni.

"Senti Igli, lascia sta'", rispose incupito il presidente. Per Xivan non era decisamente il momento adatto, ma per un amico ci sarebbe stato sempre: "Presidente, lei sa quanto ho a cuore la questione. Ma purtroppo usciamo a mezzanotte con i pezzi su Correa. La chiamo domani, ok?".

Mise giù il telefono. "Ragazzi, ho il titolo: 'El hombre del mercado'".

A CENA CON L'AGENTE

Joaquin Correa stava cenando in un noto ristorante del centro di Milano insieme al suo procuratore, Alessandro Lucci. "Prima di tutto c'è da pensare al numero di maglia", spiegò l'agente mettendo un bloc-notes e una penna sopra la tovaglia. "Vediamo, il 3 e il 4 sono stati ritirati... Puoi prendere il 16 come a Roma".

"Ma scherzi, dopo Schelotto e Politano?".

"Ok, tagliamo anche questo... Non guardare il 17, come tuo agente te lo proibisco. Rimangono il 18, il 19...".

"19 está bien. Come gli scudetti, correcto?".

"Sì, corretto, ma non dimenticare Cambiasso".

Correa sorrise ripensando alle imprese del 'Triplete', che aveva seguito alla tv dopo gli allenamenti con le giovanili dell'Estudiantes.

"E quindi questa è fatta". L'agente segnò un appunto e girò pagina. "Ah ecco, devi fare il solito saluto ai tuoi ex tifosi e alla Lazio. Pastorello l'ha scritto per Lukaku, io invece voglio che le parole sbocchino dal tuo cuore. Casomai poi lo rivediamo insieme".

"Tranquilo, ci penso io. Solo come si scrive 'Grazie', con una o con due zete?".

IL GUERRIERO ARTURO

Com'è che mi chiamano, lo scudiero di Conte? Gli faccio vedere io. Vidal si bagnava per l'ultima volta la cresta prima di scendere in campo. Palla fuori, finalmente, e anche il tabellone del quarto uomo si alzò illuminandosi: esce in rosso il numero 12, entra in verde il numero 22. Abbraccio a Sensi: "Bravo hermano", ma lui può fare molto di più, giusto non avere fretta, questa è la mia zona di campo. Non puoi restare così dietro, è la prima, fagli vedere. Ecco, segui l'azione. Dobbiamo chiuderla. Paratona di Sirigu su Dzeko, qui Bare: tiro, gol! Scudiero di Conte? Io che ho sempre scelto l'Inter. Che grande il mister Inzaghi con questo schema. Però il ginocchio nemmeno lo sento. Devo ricordare di aggiornare la playlist dopo la partita. Non è finita, dai, rimani concentrato. Qui, Edin, ci sono, vai in area che te la do morbida e caliente: gol! Son cuatro, vamos, quest'anno un super-equipo. La proxima? Verona. Ci sarà bisogno ancora del guerriero Arturo.

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