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Dove ci eravamo (quasi) lasciati

MILAN, ITALY - JANUARY 09: Milan Skriniar of FC Internazionale celebrates with teammate Edin Dzeko following the the Serie A match between FC Internazionale v SS Lazio at Stadio Giuseppe Meazza on January 09, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

L'Inter inizia il nuovo anno dominando la Lazio e tornando prima con l'ottava vittoria di fila. Tra protagonisti inattesi e... 'varianti'

Daniele Alfieri

Non bastava il calendario asimmetrico per questo girone di ritorno, a scompaginare ulteriormente tabelle e classifiche mandando all'aria i nostri tentativi ostinati di fare ordine ci doveva pensare pure la variante Omicron, l'entrata in campo meno attesa e senza dubbio la più spiacevole e chiacchierata alla ripresa del campionato. Un po' come Bastoni, al primo gol in questa Serie A, anzi al terzo nelle sue tre stagioni nerazzurre dopo i due siglati nella prima 2019-2020 e poi essere rimasto completamente a secco proprio nell'annata dello scudetto con Conte. Nella nuova Inter di Inzaghi, il classe '99 di Casalmaggiore si è tramutato in una delle armi più insidiose a partita in corso, quando c'è da fare breccia nella difesa avversaria. Da collega di reparto, conosce il nemico e sa dove si può colpire, finora sempre in versione apriscatole come per gli assist a Correa contro l'Udinese e Dumfries contro la Roma, mentre a tu per tu con il portiere da quel gol decisivo nell'1-2 al Tardinj contro il Parma non ha più avuto fortuna. Tant'è che ieri sera la Lazio non ci credeva poi mica che avrebbe tirato dai 30 metri, indirizzando il mancino all'angolino basso alla destra di Strakosha, riuscendo a forare il muro di maglie rimaste addossate davanti al portiere proprio per tenere a bada i pericoli maggiori. Sale così a 16 il numero di marcatori nerazzurri stagionali, con Lautaro, Sanchez e i subentrati Dzeko e Correa che, visto l'andazzo, avranno pensato bene di conservare la proprie cartucce per il match di Supercoppa.

Il nuovo anno porta sussulti sulle tribune anche quando il pallone passa dalle parti di Handanovic, protagonista in negativo insieme a Skriniar e De Vrij nel patatrac che consente a Immobile di mettere la firma sul momentaneo pareggio. Finisce così la serie di 6 partite con clean sheet, mentre Onana guadagna posizioni per la maglia da titolare il prossimo anno pur non avendo mai messo piede a San Siro. Allo squillo della Lazio l'Inter risponde riprendendo in mano il pallino del gioco, ma stavolta i reparti di centrocampo e attacco appaiono più staccati, manca un collante come Calhanoglu e anche per questo Sanchez deve agire da vero e proprio regista offensivo. Ai fianchi di Lautaro salgono come al solito Dumfries da una parte e Perisic dall'altra, ma di fronte a una Lazio arroccata, e in alcune occasioni anche fortunata, non basta: la soluzione arriva ancora una volta dalle retrovie. Bastoni rispolvera il mancino facendo svettare Skriniar, sempre più un habitué dell'area avversaria e al quarto centro stagionale, tre messi a segno in campionato e uno in Champions contro lo Sheriff a Tiraspol. Lo slovacco si fa perdonare l'errore commesso in occasione dell'1-1, mentre Handanovic, a parte le uscite rimasto inoperoso, non avrà mai l'occasione del riscatto (e si spera che questa arrivi il più tardi possibile). L'entrata simultanea di Dzeko e Correa consente ai nerazzurri di mantenersi vivi e frizzanti in avanti, Dimarco e Darmian cambiano le turbine sulle corsie, Vidal entra in tempo per farsi ammonire e forse sembra quello che ha bisogno di qualche giorno in più dei compagni per smaltire i panettoni. L'Inter domina e vince, contro-sorpassando il Milan che a Venezia naviga facile, ma il passaggio in gondola è offerto dall'arbitro Irrati.

Dovevano essere il Bologna e il Dall'Ara, sono stati invece la Lazio e, dopo l'ultimo successo di dicembre contro il Torino, di nuovo San Siro, stessa cornice che mercoledì avvolgerà il derby d'Italia in Supercoppa contro la Juventus, reduce dal rocambolesco 3-4 in casa della Roma di Mourinho ma priva dell'infortunato Chiesa e degli squalificati Cuadrado e De Ligt, con Allegri che schiererà il suo undici migliore scegliendolo tra i superstiti della sfida dell'Olimpico. Mentre l'Inter, all'ottava vittoria di fila, si ripresenta sia nella stessa forma camaleontica e quadrata che nella sostanza concreta e divoratrice con cui aveva chiuso il 2021. Esattamente, o quasi dove ci eravamo lasciati.

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