editoriale

Da CR7 a Gigio: Serie A al ribasso. Nell’Inter resta un’unica vera incognita

VERONA, ITALY - AUGUST 27:  Samir Handanovic of FC Internazionale arrives before the Serie A match between Hellas and FC Internazionale at Stadio Marcantonio Bentegodi on August 27, 2021 in Verona, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Getty Images)

Le big italiane appaiono indebolite. I nerazzurri hanno privilegiato un mercato interno intelligente, però Handa fa preoccupare

Alessandro Cavasinni

Ultimo giorno di mercato che una volta tanto non riguarda troppo da vicino l'Inter. Una sessione estiva colma di grandi e grandissime sorprese, basti pensare che hanno cambiato casacca i vari Messi, Cristiano Ronaldo, Lukaku, Hakimi, Donnarumma, Sergio Ramos, Alaba, Varane, Sancho, Wijnaldum e non solo. Insomma, alla faccia dell'austerity e della pandemia, anche perché, laddove il trasferimento si è concretizzato a parametro zero, poi tra commissioni agli agenti e ingaggi monstre le spese sono stato parecchio elevate.

Restando nei confini nazionali, possiamo certamente dire che, a meno di sorprese clamorose dell'ultima ora, un po' tutte si dono indeboliti e quasi nessuna si è rinforzata, almeno tra le big. La Juve ha perso tantissimo con l'addio di Ronaldo e non è da sottovalutare neppure il prestito di Demiral, che l'anno scorso ha rappresentato un'alternativa importante per Chiellini e Bonucci spesso acciaccati. Non meglio è andata al Milan, che ha salutato a zero Donnarumma e Calhanoglu, non due elementi qualunque. La nuova Roma di Mourinho ha visto partire il totem Dzeko, il sempreverde Pedro e non è riuscita a piazzare il colpo Xhaka, mentre l'estate del Napoli di Spalletti è stata condizionata dalla telenovela del rinnovo di Insigne e da un mercato sostanzialmente fermo. Infine Lazio e Atalanta: i capitolini sembrano aver assorbito nel migliore dei modi il passaggio da Inzaghi a Sarri, mentre i bergamaschi appaiono in un momento di leggera flessione anche a causa delle tante defezioni.

E poi c'è l'Inter, che ha preferito il mercato domestico a scommesse estere. La prima scelta nostrana riguarda la panchina: via Conte? Pronto Inzaghi. Difesa confermatissima e a ragione, almeno a vedere le prime uscite ufficiali. In mezzo, ecco il turco ex Milan che si è già fatto amare dai suoi nuovi tifosi, senza dimenticare due "nuovi" acquisti come quelli di Sensi e Vecino, di fatto out per tutto lo scorso anno. Sempre in mediana, Da sottolineare anche la grande voglia di Vidal, subito impattante con Genoa e Verona. Sugli esterni, Dimarco per Young rappresenta probabilmente un upgrade, Perisic e Darmian sono le certezze, Dumfries – erede designato di Hakimi – è in fase di apprendistato un po' come capitò lo scorso anno allo stesso marocchino. In attacco, la partenza di Lukaku è stata ammortizzata da un'idea chiara: impossibile reperire un centravanti dello stesso livello del belga e allora costruiamo un reparto più completo globalmente. E così Correa e Dzeko si sono uniti a Lautaro, in attesa del rientro a pieno regime di Sanchez e con Satriano baby in rampa di lancio (a meno di trasferimenti in extremis): erano anni che alla Pinetina non si avevano quattro punte di così alto valore tutte insieme.

Insomma, a ben vedere, sulla carta la rosa dell'Inter è completa in ogni reparto. Magari ha meno picchi di qualità individuale, ma in generale appare più omogenea, con Inzaghi che potrà disporre di scelte ampie e varie. L'unica vera incognita, a questo punto, resta in porta. Handanovic è un capitano serio e un portiere con qualità indiscutibili, ma la sensazione ormai è quella che non sia ancora così insostituibile come negli anni passati. Gli anni, purtroppo, passano per tutti. Ci sono già passati i vari Zenga, Toldo, Julio Cesar... Ci sta passando anche lui. La speranza è che torni a livelli accettabili e che non si riveli un neo troppo grosso.

tutte le notizie di