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editoriale

Da Brozovic a Skriniar: i rinnovi di contratto come regalo per Simone

MADRID, SPAIN - DECEMBER 7: (L-R) Milan Skriniar of FC Internazionale Milano, Marcelo Brozovic of FC Internazionale Milano during the UEFA Champions League  match between Real Madrid v Internazionale at the Santiago Bernabéu Stadium on December 7, 2021 in Madrid Spain (Photo by David S. Bustamante/Soccrates/Getty Images)

L'editoriale della notte di FcInterNews.it

Stefano Bertocchi

Innesti imminenti in caso di cessioni e rinnovi di contratto dei pezzi pregiati per dare continuità al progetto tecnico. Il mercato di gennaio è alle porte, la strategia dell’Inter è ben definita ed è stata ribadita dal ds Piero Ausilio nella lunga intervista concessa giorni fa a Sky Sport: “Io penso che la squadra così com'è è forte e competitiva. Mercato in entrata? Posso solo pensarci nel momento in cui arriva qualche giocatore di quelli che sta giocando meno, sta trovando meno spazio e magari vuole andare via a trovare più opportunità. Ad oggi nessuno è venuto, ad oggi il numero che abbiamo è perfetto e siamo completi in ogni reparto”. Insomma, in casa nerazzurra si punterà alle opportunità (vedi i parametri zero di giugno come Onana o i giocatori a basso costo) mentre quello “di gennaio non è un mercato a cui stiamo pensando in questo momento”. 

Occasioni da cogliere in entrata, dunque, ma anche altre da non farsi sfuggire per restare competitivi nel tempo: i rinnovi di contratto di chi per questa Inter è diventato fondamentale. I primi segnali in questa direzione sono arrivati dai prolungamenti di Alessandro Bastoni, Nicolò Barella, Lautaro Martinez e Federico Dimarco, importanti per il presente e soprattutto per il futuro nerazzurro vista la giovane età e i ruoli che ricoprono in campo: due difensori, un centrocampista e un attaccante che hanno ricevuto il “giusto premio” per la crescita degli ultimi anni e che rappresentano “un asset importante” per il club. Ausilio dixit. Blindare lo scheletro della nuova creatura di Suning messa in piedi da Luciano Spalletti, resa vincente da Antonio Conte e abbellita da Simone Inzaghi con un moderno outfit è una mossa giusta e doverosa se si vuole garantire continuità. Ma va adesso arricchita e perfezionata nei contorni, trattenendo ad Appiano Gentile anche chi è più avanti nell’età rispetto ai quattro ragazzi d’oro ma che risulta da tempo imprescindibile nello scacchiere tattico interista e nella vitale dose di leadership di cui vive quotidianamente lo spogliatoio.  

Le urgenze temporali parlano croato: Marcelo Brozovic ed Ivan Perisic, entrambi in scadenza di contratto il 30 giugno 2022 e con trattative che viaggiano a velocità differenti. Se per Epic Brozo negli uffici di Viale della Liberazione filtra una certa dose di fiducia per chiudere a inizio anno, per Ivan - che in questi mesi è tornato Terribile - sembra invece esserci un velo di preoccupazione in più. Lui stesso ha dribblato l’argomento nei giorni della trasferta di Madrid, ma se Beppe Marotta e Ausilio dovessero riuscire a strappare le due firme nonostante i tempi così ristretti farebbero sicuramente felice Inzaghi e non solo. Mettendo a segno l’ennesimo colpo di classe dirigenziale. Nel 2022 andrà in scadenza anche Samir Handanovic (un prolungamento a cifre ridotte come ‘vice-Onana’ sarebbe apprezzato) ma anche elementi più marginali come Aleskandar Kolarov, Matias Vecino ed Alex Cordaz, tutti e tre destinati a salutare Milano nei prossimi mesi. Vedremo se a zero o con cessione anticipata. Il 30 giugno terminerà anche l’accordo con Arturo Vidal, il cui addio non sarebbe un dramma tenendo in considerazione l’età avanzata e soprattutto l’ingaggio monstre, ma pure quelli con Danilo D’Ambrosio e con Andrea Ranocchia, esperti uomini-spogliatoio che hanno sempre risposto positivamente quando chiamati in causa. Anche per loro la situazione è da decifrare. 

Dopo la risoluzione del doppio-rebus croato, che merita una certa attenzione, le strade prioritarie devono condurre a Milan Skriniar e Stefan de Vrij. Due terzi della sempre più solida difesa interista degli ultimi anni che andranno in scadenza nel 2023: ergo, c’è più tempo per trattare. E quindi meno fretta, come precisato da Ausilio nella solita intervista (“De Vrij? Non capisco perché si parli così tanto di lui che ancora un contratto di un anno e mezzo, lui come altri”). L’olandese è arrivato a Milano in cambio di zero euro e una sua cessione rappresenterebbe una corposa plusvalenza, ma è davvero necessario privarsi di una roccia come l’ex Lazio in nome dei soldi ora che “il club è in sicurezza” (come più volte sbandierato dopo gli addi di Lukaku e Hakimi)? Tra l’altro con il difficile compito di trovare un sostituto all’altezza. Meglio puntare al rinnovo del classe ’93. Stesso discorso per quel gigante slovacco che si comporta da capitano anche se non ha una fascia stretta al braccio e che mesi fa ha messo la firma sul nuovo accordo trattando in prima persona e liberandosi del vecchio procuratore. Dopo Bastoni, Barella, Lautaro e Dimarco bisogna puntare con forza sui rinnovi di Brozovic, Perisic, Skriniar e De Vrij. Controparti permettendo. Sarebbe di sicuro il regalo di Natale più bello per Inzaghi.

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