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editoriale

Chissà cosa ha detto nell’intervallo

FLORENCE, ITALY - SEPTEMBER 21: Simone Inzaghi manager of FC Internazionale celebrate the victory during the Serie A match between ACF Fiorentina v FC Internazionale on September 21 in Florence, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Inzaghi nell'intervallo è riuscito a ribaltare una partita indirizzata verso i viola. Vinto il primo scontro diretto in campionato

Fabio Costantino

Dopo una serata come quella di Firenze, in cui si è assistito a un autentico ribaltone calcistico, sorge spontanea una domanda: cosa ha detto Simone Inzaghi ai suoi giocatori per ottenere una risposta del genere nella ripresa? Ha urlato sbattendo i pugni? Li ha coccolati con parole di incitamento? Ha vestito i panni del mental coach o è andato al sodo parlando di mera tattica? Non è che in 15 minuti, più o meno, ci sia chissà quanto tempo per essere così convincenti. Eppure lui ce l'ha fatta, perché l'Inter mediocre dei primi 45 minuti, destatasi da un torpore inquietante solo dopo la mezz'ora, è tornata sul rettangolo di gioco con il costume dello squalo affamato, pronto ad avventarsi sulla preda senza lasciarle scampo.

Due facce della medaglia, la prima preoccupante, sicuramente figlia di stanchezza e della difficoltà di fare rotazioni in attacco e a centrocampo (pesano le assenze di Vidal e Correa); la seconda letteralmente esaltante, un'esibizione di pura personalità e convinzione dei propri mezzi contro un avversario che poco prima ti aveva costretto alle corde e avrebbe potuto spedirti alla pausa con un risultato ben più deludente. L'Inter ha mostrato la sua faccia cattiva, non quella remissiva e a tratti spaventata all'impatto con i viola di Italiano, davvero una gran bella realtà frutto di programmazione e competenza. Il che avvalora ulteriormente il bottino raccolto dai nerazzurri al Franchi, dove la striscia di imbattibilità arriva a 5 partite consecutive e stavolta, una rarità, non arrivano brutte notizie nei minuti di recupero.

Quella dell'Inter è stata una vittoria diversa rispetto alla scorsa stagione, un robusto 0-2 con il minimo sindacale di sofferenza e il controllo quasi totale della reazione avversaria nel secondo tempo. Un successo stile Antonio Conte, in altre parole. Ieri invece è arrivata la classica vittoria che avrebbe ottenuto la Lazio di Simone Inzaghi: sofferenza, momenti di apnea, necessità di fare mente locale per non peggiorare la situazione. E poi via alla qualità, enorme di questa squadra a cui basta meno di un quarto d'ora per polverizzare l'enorme lavoro dei viola nel primo tempo e rischiare di portare a casa un punteggio ben più largo del 3-1 finale. Gli ingredienti inzaghiani su una base salentina, molto solida e sicura di sé. Il contesto ideale per far emergere il talento dei singoli, finalizzato al gioco di squadra. E con un pizzico di fortuna, che non guasta mai: Dumfries e Sanchez sono pronti a subentrare a Darmian e Dzeko. E chi segna prima delle due sostituzioni? Le famose sliding doors che ti aiutano a vincere.

I tre punti di Firenze hanno un peso specifico enorme, il Franchi era la classica trappola sul percorso di una squadra che mira a restare ai vertici e non può rischiare di lasciare nulla per strada. Quarta partita in 9 giorni, con due trasferte che di certo non aiutano. Non certo le premesse ideali per dribblare in modo secco l'ostacolo viola. Invece, con la testa già a sabato prossimo (al Meazza arriverà l'Atalanta), oggi possiamo ancora mantenere quel cauto ottimismo indebolitosi dopo la delusione europea e riattivato dai 6 gol al Bologna. La sensazione è che i nerazzurri abbiano superato con la giusta personalità il primo, vero scontro diretto del campionato, mentre le rivali speravano, anche in virtù del primo tempo, che lasciassero le penne contro i viola.

Invece, anche se non capita sempre, qualità e solidità alla lunga la spuntano sempre e l'Inter ne ha in abbondanza. Va solo gestita nel modo giusto, come le energie in un periodo di calendario trafficato. E, se serve, in panchina c'è un allenatore che sa toccare le corde giuste per ricaricare i suoi giocatori. Come? La domanda è sempre la stessa.