Sono trascorsi ormai due anni da quando Suning Holdings Group ha acquistato il 68,55% dell'Inter, diventando così l'azionista di maggioranza della società nerazzurra. Ricordo ancora lo scetticismo di alcuni tifosi e le risatine dei rivali: “Chi sono? Cosa vogliono? Vorranno solo farsi pubblicità e speculare sul club”. Sono solo alcune delle frasi più ripetitive che si potevano ascoltare sotto la sede di Corso Vittorio Emanuele e nei bar sport di tutta Italia.

Io non so se l’Inter tornerà a vincere sotto la guida del gruppo cinese. Ma mi sembra lampante come tutti quelli che abbiano dubitato del loro operato dovrebbero quantomeno ricredersi. E anzi, chiedere proprio scusa. Per onestà intellettuale e perché ammettere i propri sbagli non è un reato, ma sinonimo di intelligenza. Patron Zhang di soldi sul mercato ne ha spesi eccome. Forse all’inizio male, perché gli acquisti di Gabigol e Joao Mario pesano ancora sulle casse della Beneamata. Ma di certo non è colpa di Suning se il brasiliano e il portoghese non hanno reso quanto auspicato. Ma se poi l’Inter si è qualificata per la Champions League è il risultato stesso a dimostrare come posteriormente si sia fatto un buon lavoro. Intanto i ricavi sono in aumento. Arriva gente come Nainggolan. E il settore giovanile nerazzurro si dimostra essere il migliore d’Italia. Non so se le cessioni dei vari gioiellini canterani sia la mossa migliore, semplicemente perché se dimostreranno in Serie A quanto di buono fatto con la Primavera, il diritto di riacquisto a prezzo maggiorato verrà applicato su ognuno di loro, e allora si dovrà ricominciare da capo con le cessioni. Ma questo si vedrà più avanti.

Voglio porre l’accento sul fatto che ogni grande azienda ha delle basi solide. Nel caso attuale dell’Inter si parla dei giovani. L’armata di Vecchi (a proposito un grande in bocca al lupo al mister per la sua nuova avventura col Venezia) è stata sicuramente la migliore squadra Under 19 d’Italia. E sicuramente era tra le migliori del mondo. Si chiama programmazione. Lavoro. Scouting. Per dei benefici che poi vengono a loro volta riversati anche sulla Prima Squadra. E se vi dicessi che ci sono della fondamenta ancora più radicate di quelle di cui stiamo parlando? Ci sono.

Suning sta aprendo in tutto il mondo delle Scuole Calcio affiliate ai nerazzurri. Per crescere i campioni di domani in casa propria. Da poco è uscito il mio libro: “Un mister in Cina”, edito da Urbone Publishing, dove si racconta l’esperienza lavorativa di Kevin Cauet direttamente dal Paese Asiatico, alla guida dell’Inter Academy. Scrivendo questa avventura, tra le altre cose, è emersa proprio quella voglia da parte di Suning di fare le cose per bene. Di creare e portare a termine un progetto. Di credere in quello che si fa. Certo, le nuove imposizioni del governo cinese non facilitano il compito. Ma il risultati fin qui ottenuti, da tutte le componenti nerazzurre, dai più piccoli fino a Icardi e compagni, dimostrano come la strada intrapresa sia quella giusta.

Il confronto con il Milan è scontato. Non mi piace gioire delle disgrazie dei rossoneri. Dico solo che anche in questo caso, dopo la campagna faraonica del Diavolo della passata stagione e i borbottii, che in realtà erano insulti, di tanti tifosi nerazzurri che pensavano di essere finiti nelle mani dei “cinesi sbagliati”, di riavvolgere il nastro, guardare tutto quello che è successo, e ammettere l’errore. Non entro in merito alle sentenze UEFA perché non ne ho la competenza. Ma mi permetto di ribadire come sul campo non ci sia stata partita.

Tutti prendiamo degli abbagli. Io, tu che leggi l’editoriale, anche Mister Zhang. Ma se pianifichi un percorso lavorativo, credi nel tuo progetto e sai come agire avrai tante possibilità di successo. Un po’ come quando l’allenatore dice ai suoi ragazzi: “L’importante è che diate tutto. Se lo farete potrete uscire dal campo soddisfatti. E probabilmente con la vittoria in tasca”. E se poi subentra un fattore emotivo, vedi Steven Zhang commosso dopo la vittoria sulla Lazio, capisci ancora di più come Inter, obiettivi e sentimenti si possano mescolare insieme. Per un mix tanto unico quanto sensazione. Da far commuovere persone che normalmente per la loro cultura sono restie a farlo. Il risultato? La gioia di tutto il popolo nerazzurro per l’approdo in Champions League. Ed è solo la prima tappa.

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Sezione: Editoriale / Data: Ven 29 Giugno 2018 alle 00:00 / articolo letto 33161 volte
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna