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editoriale

Calhanoglu come il jolly a scala quaranta

Calhanoglu come il jolly a scala quaranta

Alla luce delle prestazioni in campo, l'ingaggio del turco a zero è stata una grande mossa di mercato del club nerazzurro

Simone Togna

Carissime amiche e stimati amici, inizio augurando a voi e alle vostre famiglie un sereno Natale. Sicuramente l’Inter ha regalato a tutti i suoi tifosi un 2021 da fiocchi. La speranza dei sostenitori nerazzurri è che si ripeta nel nuovo anno quanto accaduto nello scorso campionato. E magari si faccia il colpaccio contro il Liverpool in Champions League. In ogni caso, titolo (aleatorio) di campioni d’inverno a parte, i ragazzi di Inzaghi hanno certamente fatto la loro parte. Tra cenoni e uscite con i vari parenti, questa volta agli interisti non si potrà dire nulla. Anzi, saranno proprio gli interisti a poter stuzzicare, in tutto e per tutto, i rivali di tifo.

Potreste parlare di economia legata al calcio. In questo mese, ma è normale per via delle festività, ho speso più del solito tra regali e spesa al supermercato. Un centinaio di euro sono usciti dalle mie tasche e sono entrati in quelle dei commercianti. Ci sta a dicembre. Una mia abitudine invece è quella, ogni volta che posso, di fare colazione con cappuccino e brioche. Nonostante paghi 2,40 (poi dipende dal bar che si frequenta) questa cifra è superiore, come ovviamente quelle precedenti, a quanto Zhang abbia speso per il cartellino di uno degli uomini chiave di questa Inter: quell’Hakan Calhanoglu che davvero sta facendo benissimo col Biscione.

A conti fatti, ed è proprio il caso di dirlo, qualsiasi acquisto costa più del turco. È vero che il suo ingaggio è qualcosa che temo il mio conto bancario non vedrà davvero mai, ma in un mondo dove in tanti, troppi, sono sempre pronti a criticare l’operato dell’Inter e ad esaltare quello delle sue rivali, si può ad oggi sostenere che i nerazzurri abbiano centrato l’acquisto? E che i rossoneri abbiano commesso un gravissimo errore? Attenzione: non sto dicendo che adesso Calhanoglu sia meglio di Messi, né che sia il migliore dell’universo, perché non è così. Ma l’Inter, dopo quanto accaduto a Eriksen, aveva bisogno di un giocatore di qualità in quel ruolo. Meglio se economico. Ancora meglio se si tratta del miglior uomo assist di chi si è classificato secondo nell’ultimo campionato.

Ergo: anche se il 20 nerazzurro avesse toppato, numeri alla mano, sei andato a indebolire i rivali cittadini. Se poi, come sta succedendo, il turco diventa protagonista indiscusso, l’affare diventa ancor più conveniente. Certo, per diventare un top a livello mondiale Hakan dovrà risultare decisivo nelle partite che contano e avere una continuità di rendimento importante. Ma è chiaro che sia sulla strada giusta. E nei discorsi del bar sport odierno, dove ora si parla di calcio giocato ma anche di plusvalenze, la carta Calhanoglu a zero è un po’ come il jolly a scala quaranta. Quella che ti fa sorridere. Vincere le partite. E porta i propri avversari ad arrabbiarsi tantissimo. Buon Natale!

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