La classifica sorride all’Inter. Anzi usiamo il plurale. Il terzo posto dei nerazzurri in campionato è un piazzamento che ogni tifoso non può non apprezzare, figuriamoci il primo posto nel girone di Champions League.
Tra i confini del Bel Paese, dopo quell’inizio così complicato, la banda di Spalletti si è ripresa giornata dopo giornata. Se è vero che a Ferrara non si è visto un gioco spumeggiante, e in ogni caso complimenti alla Spal, è altrettanto vero che sicuramente in casa col Parma l’Inter, tra occasioni create e errori arbitrali grossolani, avrebbe meritano di più. Quindi per favore finiamola di dire che gli ultimi tre punti in Serie A non siano giusti. Anzi, tra le qualità migliori delle grande squadre c’è proprio il sapere soffrire e il colpire nel momento più adatto. Il cinismo nel calcio è una dote non da poco. Meglio sfruttare al massimo ogni occasione, piuttosto che averne decine e lasciare la rete inviolata.
E il discorso si estende anche in Europa. E qui però pretendo solo applausi scroscianti per Icardi e compagni. Perché dopo un assenza di così tanti anni dalla competizione più importante del Vecchio Continente, le incognite e le preoccupazioni potevano starci. E invece i 6 punti su 6 conquistati dimostrano come la Beneamata sia senza ombra di dubbio un team di tutto rispetto. Quella squadra che inserita dalla quarta fascia nel girone della morte ad oggi ha messo in chiaro la situazione: se la potrà giocare con tutti.
Dopo la sosta ci sarà il Derby contro il Milan. Sulla carta, oggettivamente parlando mi sembra piuttosto evidente che i nerazzurri siano più forti dei cugini rossoneri. Ma data la partita secca, e soprattutto la connotazione di Stracittadina, ogni pronostico non servirebbe a nulla. Sarà il verde a decretare chi merita il: “Milano siamo noi”.
Poi ci sarà la trasferta di Barcellona. Contro l’alieno Messi. E forse la squadra più forte del Pianeta. Qualche giorno più tardi si va a Roma, in casa della Lazio.
Con l’Inter che è chiamata a confermarsi. Nessuno pretende tre vittorie su tre. Anche se sarebbe uno spettacolo. Ma di vedere dei leoni sul terreno di gioco assolutamente sì.
Sono queste le partite che tutti i giocatori professionisti hanno sognato di giocare fin da quando erano bambini.
Ora saranno accontentati. Adesso viene il bello. E anche il difficile. 

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Sezione: Editoriale / Data: Ven 12 Ottobre 2018 alle 00:00 / articolo letto 6535 volte
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna