A 21 giorni di distanza dall'ultima partita di campionato, domani l'Inter torna in campo al Meazza contro il Sassuolo, con lo stadio quasi interamente vuoto a causa delle sanzioni del giudice sportivo. Per presentare la gara e gli altri temi che ruotano intorno al mondo nerazzurro, Luciano Spalletti è protagonista dell'odierna conferenza stampa al Suning Training Centre. FcInterNews.it è sul posto e riporta le parole del tecnico.

Partiamo dallo slogan anti-razzista lanciato dalla società. Cosa ne pensa?
"Brothers Universally United è un modo attraverso il quale la società ha trasformato un brutto episodio di razzismo in una grande opportunità per prendere le distanze una volta per tutte da chi usa questi comportamenti. Contiamo sulla collaborazione e l'impegno di tutti i nostri splendidi tifosi, che più volte hanno fatto vedere di stare dalla parte giusta. Sono d'accordo con questa iniziativa e faccio i complimenti a chi ha pensato di trasformare questi 'Buu' in qualcosa di differente. Il vero significato è questo, che è scritto anche nello statuto dell'Inter. E' la verità: siamo tutti fratelli e tutti uniti. Averlo messo dentro un significato secondo alcuni discriminatorio diventa fondamentale".

La confusione degli ultimi giorni sui rinnovi va un po' in contrasto con esempi positivi come l'intervista di Ranocchia o il video del bambino che ha postato lei?
"Qui non c'è alcuna confusione. E' tutto molto ordinato. I giardini sono perfetti. I giocatori hanno le intenzioni giuste per fare al meglio la loro professione. Il momento del mercato sappiamo che funziona così: nomi che escono fuori, all'Inter qualcuno in più, ma dobbiamo accettarlo. Io leggo alcune anticipazioni da voi, ci prendo anche delle conoscenze. A volte si avverano anche. E' una cosa normale. Quello sui social è un discorso un po' più profondo. Al messaggio di Ranocchia si fanno i complimenti perché rende bene l'idea di essere un professionista che vuole bene soprattutto all'Inter prima che a sé stesso. Si fa di tutto per i risultati della squadra togliendosi anche qualcosa a livello individuale".

Cominciate contro il Sassuolo. Cosa si aspetta di diverso in questa seconda parte del campionato da alcuni giocatori?
"Faccio i complimenti a Squinzi, Carnevali e Rossi perché scelgono i calciatori e dettano le regole della loro società. In questi anni hanno fatto un grandissimo lavoro, anche nella scelta degli allenatori. Giocano un buon calcio, sono convinti di quello che fanno. Le differenze, quando si parla di dover vincere le partite, si annullano. Bisogna farlo vedere in campo. Noi probabilmente nelle ultime partite con loro, causa qualche episodio contro, non siamo stati all'altezza del nostro massimo. Dobbiamo metterla in pratica di continuo la nostra qualità. Non possiamo esibirla occasionalmente. Deve far parte dei tuoi comportamenti naturali. Dobbiamo essere più bravi perché si vede la differenza nel comportamento collettivo contro alcuni avversari e altri no. Loro sanno comportarsi da squadra, sanno giocare in campo aperto, hanno qualità nel costruire bassi. Sono una squadra forte. Dobbiamo essere quasi al massimo delle nostre opportunità, domani e fino alla fine, se vogliamo mantenere la nostra posizione di classifica. Ci sono squadre forti che ambiscono alle prime quattro posizioni, che si rafforzeranno e che sono al nostro livello".

Come sta Nainggolan? Quanta voglia ha di riprendersi?
"Sta recuperando, ha avuto qualche problema a livello fisico e lui ha bisogno del supporto fisico perché poi anche mentalmente è difficile fare la differenza. Se sei sempre distrutto a livello fisico, poi anche a livello mentale e caratteriale è difficile metterle in pratica se non riesci a fare tanti chilometri a una determinata velocità. Sta tornando ad essere quello che tutti conosciamo. E' dispiaciuto di questo periodo sotto livello. Sono molto fiducioso perché il ragazzo ci tiene a far bene la sua professione e il suo calcio, anche se poi ogni tanto lo mischia con qualche altra cosa. Ma è la cosa a cui tiene più di tutte. Da qui alla fine sono convinto riuscirà a spiegare a tutti perché qui quando si è parlato di lui sono stati entusiasti dell'idea che avevano. Ed era quella giusta".

E' prematuro vederlo domani dal 1'?
"Nainggolan è da valutare oggi e domani. Non è facile prevederlo dentro 90' a determinati livelli, ma questo potrebbe anche voler dire farlo giocare dall'inizio e sostituirlo. Sta lavorando in maniera costante e sta abbastanza bene".

Firmeresti per fare altri 39 punti nel girone di ritorno?
"Si è soddisfatti quando la squadra non torna indietro rispetto ai progressi fatti. Non so se riusciremo a fare altrettanti punti, che sono abbastanza secondo me. Non vogliamo metterlo come limite. Essendo l'Inter abbiamo ambizioni forti e questo da una certa parte ti fa sentire un po' tutti sempre in discussione ma allo stesso tempo non possiamo porci limiti. Vogliamo fare il massimo di quello che abbiamo davanti senza doverci legare a un tot di punti che potrebbero essere abbastanza".

Il Sassuolo è una bestia nera. Serve fare lo psicologo per domani?
"Dentro gli spogliatoi i calciatori la vivono come chiunque. Il fatto di essere riusciti a vincere le ultime partite diventa uno stimolo in più, un voler mettere a posto qualcosa che casualmente non è voluto come volevamo che andasse. Siamo nelle condizioni di fare delle buone partite contro qualsiasi squadra. Non che questa sia considerata inferiore ad altre, ma che sia quella possibilità di prendere tre punti. Non esserci riusciti le ultime volte è chiaro che diventa uno stimolo. Nelle ultime partite non c'è stata opportunità di variare risultato. Abbiamo perso. E questo è uno stimolo superiore. E i calciatori le hanno addosso le situazioni precedenti. Vogliono metterci qualcosa di diverso in questa partita".

Questa sosta prima della Coppa Italia vi ha permesso di fare un lavoro per essere al top più avanti?
"La preparazione non si fa mai in funzione del lungo termine. Si fa sempre in funzione della partita. Si usa tutto giorno dopo giorno, facendo delle valutazioni su cosa ci vuole per quello successivo, perché non sono uguali tra loro. Anzi, dipenderanno da quello che riesco a produrre oggi. Ma se io oggi e domani creo presupposti importanti dopodomani sarà sicuramente migliore".

Che traguardi si pone a livello di risultati nelle tre competizioni?
"Quelli che sono i vostri carichi di crearci delle tensioni sui risultati da prendere ce li abbiamo già da noi. Siamo ambiziosi, vogliamo fare risultati importanti. Tentare di andare a vincere un titolo perché una società come l'Inter è troppo che non vince. Di conseguenza bisogna fare rincorse veloci per questi obiettivi. Poi è chiaro che non sarà facile perché ci sono sei o sette società che fanno i nostri stessi ragionamenti. Nella ricerca c'è quello di prendere il Napoli, misurarsi con quelli più bravi. Il Napoli è sempre stato più bravo di noi. Come classifica e come modo di interpretare la partita. Negli ultimi anni per noi è stata difficile contro di loro. Il fatto che l'ultimo incrocio l'Inter lo abbia vinto meritatamente fa parte di quella crescita di cui sopra. Vogliamo migliorare la nostra classifica attuale".

De Vrij ha raccontato di essere venuto all'Inter anche grazie a lei. Come giudica il suo girone d'andata?
"De Vrij ha fatto quel che doveva fare. E' in primis una grandissima persona e professionista. Ci ha migliorato perché ha delle qualità importanti, costruisce bene l'azione dal basso e allarga gli spazi dove si vuole giocare perché chi gioca bene la palla ampia gli spazi in cui si vuole giocare. Lui è un calciatore tecnico, che sa difendere, che ha carattere, forza. E' un calciatore quasi completo. Poi tutti possono migliorare ma è stata brava la società a prendere un calciatore così".

Si aspetta che altre società si accodino all'Inter nella lotta alla discriminazione?
"Mi aspetto che tutti partecipino a questa ricerca perché dall'interno si percepisce che tutti vogliono che venga messa a posto questa cosa. Tutti vogliono eliminare il razzismo dal calcio e i comportamenti violenti di qualsiasi tipo. Non fa parte del volersi misurare dentro la partita. Sono convinto che se gli si dà uno spunto importante come ha fatto l'Inter poi tutti saranno contenti di rafforzare la campagna dell'Inter".

FcIN - E' un passo avanti anche aver giocato con il Benevento una partita diversa da quella contro il Pordenone di un anno fa?
"E' un segnale sì perché basta vedere nelle altre nazioni quante squadre hanno avuto difficoltà a giocare contro formazioni di livello inferiore si trovano tanti esempi. La partita disputata non ha messo in dubbio la qualificazione. Siamo entrati dentro con atteggiamento corretto. Ognuno di noi si deve alzare e fare lo sforzo di rientrare nei panni di quel che si vuole essere, di chi ha da costruire qualcosa anche giornalmente. Ogni giorno noi dobbiamo essere quelli lì. Noi dobbiamo aiutare i calciatori a diventare bravi e loro devono ambire a diventare più forte per far questo ci vuole un'impostazione ricercata".

Da metà settembre in poi, dopo aver perso punti con Sassuolo, Torino e Parma, avete preso un passo più vicino alla prima rispetto all'avvio di stagione. Vi sentito più forti di quel gap da 14 punti dalla prima?
"La distanza di punti è segno che non riusciamo a portare in tutte le partite quella qualità per cui siamo stati chiamati all'Inter. Siamo stati chiamati a vestire questi colori ed è una delle cose più belle che possono capitare in carriera. Nel primo periodo non siamo stati bravissimi ma non ci è andata bene su qualche episodio. Quando non sei bravo la fortuna ti va contro perché dipende sempre dall'atteggiamento che riesci ad avere. Che Sassuolo, Parma e Torino siano considerate squadre facilmente battibili è sempre un tentativo di mettere un po' di pressione perché sono squadre forti e noi dobbiamo giocare le partite al massimo. Queste sono squadre che possono creare dei problemi perché li hanno creati anche agli altri. Il Sassuolo gioca bene, bisogna fare i complimenti a De Zerbi perché ha ereditato una squadra che sapeva già giocare in maniera moderna ma ci ha messo del suo".

Si sente di esprimere un messaggio di vicinanza per chi subirà la sanzione collettiva delle porte chiuse domani?
"Il messaggio viene da sé, basta vedere le lamentele che si hanno dalle famiglie o dai bambini che avevano preso il biglietto per domani e non gli viene permesso di poter stare vicino ai suoi campioni. Se li vede svanire non avendo colpa. A loro va il nostro pensiero e il dispiacere di non avere i nostri tifosi, che per noi è una difficoltà in più. Giochiamo in uno stadio senza pubblico in cui manca quella emozione forte. Ci dispiace perché il razzismo è uno sbarramento che dobbiamo spostare dalla nostra squadra".

Sezione: Copertina / Data: Ven 18 Gennaio 2019 alle 15:19 / Fonte: dall'inviato al Suning Training Centre (Appiano Gentile), Mattia Todisco
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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