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L’analisi di Conte: “Lukaku forza della natura, ma l’Italia può farcela. Favola danese in nome di Chris”

MILAN, ITALY - MAY 23:  Antonio Conte of FC Internazionale poses with the trophy for the victory of "scudetto" at the end of the last Serie A match between FC Internazionale Milano and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on May 23, 2021 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors (Photo by Claudio Villa - Inter/Inter via Getty Images)

L'ex allenatore nerazzurro propone il suo sguardo su Euro 2020

Alessandro Cavasinni

"Contro il Belgio ce la giochiamo alla pari, possiamo metterli in grande difficoltà, batterli ed andare avanti". Questa la convinzione di Antonio Conte, che ha scritto di Europei sulla Gazzetta dello Sport. L'ex allenatore dell'Inter ha analizzato il cammino della Nazionale e pure dato uno sguardo a 360 gradi a Euro 2020, dall'importanza del ritorno dei tifosi negli stadi al fattore Covid-19.

Sulle prospettive azzurre. "Le vittorie nel girone hanno evidenziato una qualità di gioco che ci ha fatto subito ben sperare. La partita con l’Austria, una squadra attrezzata, ostica e fisica ci ha messo a dura prova, evidenziando la nostra capacità di soffrire e compattarci in alcuni momenti di difficoltà. La fatica per raggiungere la vittoria può essere stata addirittura più utile rispetto a un successo facile, perché ha fatto capire a tutti quello che il gruppo azzurro sicuramente già sapeva. E cioè che andando avanti non si può più sbagliare nulla: ogni movimento con e senza palla, individuale e collettivo, ogni passaggio, pressione alta, diagonale, sovrapposizione, scalata, raddoppio, tackle, verticalizzazione, giro palla, diventa decisivo. Così come l’aspetto psicologico e l’atteggiamento: quell’indispensabile mix di grinta, concentrazione, voglia di aiutarsi, capacità di soffrire e non mollare. Una partita, a questi livelli, può essere decisa da un particolare qualsiasi, dallo sviluppo di un fallo laterale, da una distrazione o da un centimetro del corpo davanti o dietro a una linea tracciata dal Var. Ogni giocatore deve mettere al servizio del collettivo quelle tre qualità che differenziano nel calcio moderno gli atleti top da quelli normali: forza, velocità e resistenza. Non parlo neanche delle qualità tecniche che do per scontate. A tutto questo, che è la base per raggiungere risultati importanti, la nostra Nazionale ha dimostrato di saper aggiungere una sua fisionomia e una idea di gioco che altre squadre hanno mostrato meno, affidandosi maggiormente ad individualità importanti, capaci di decidere una partita da soli o quasi. E’ quello che ho visto fare anche ad alcune grandi Nazionali, date per favorite.Il Belgio nostra prossima avversaria è una squadra forte individualmente e collettivamente. Lukaku è una forza della natura, fa reparto da solo, ma scopro l’acqua calda nel dire che la presenza o meno di De Bruyne ed Hazard venerdì può cambiare gli equilibri. Stimo molto il c.t. Martinez per il lavoro svolto in questi anni, ma la prestazione contro il Portogallo non mi ha convinto del tutto sia nella fase di aggressione offensiva che nella fase difensiva. Possiamo certamente metterli in difficoltà sugli esterni e a centrocampo saranno fondamentali i tempi di gioco che sa dare Jorginho. Ma Mancini non ha bisogno di consigli, a livello tattico i tecnici italiani sanno preparare la partita come pochi, Roberto metterà in campo una squadra che saprà gestire ogni situazione".

Sulla Danimarca. "Non è solo una questione tecnico-tattica: nel momento più drammatico, la lotta tra la vita e la morte in campo di Christian Eriksen, si è creata una alchimia, una straordinaria forza del gruppo che sta dando vita a una storia sportiva e umana che ha i contorni della favola. La Danimarca è diventata la squadra di tutti e sembra spinta da un vento leggero che la rende veloce, imprevedibile, fresca. Non so quanto ancora proseguirà il cammino, perché anche la favole a volte sbattono contro la realtà, ma auguro loro di andare avanti: sarebbe il miglior regalo anche per Christian".

Sul resto. "L'eliminazione della Francia è la grande sorpresa negativa del torneo. La Svizzera ha compiuto l'impresa e viste le differenze qualitative in campo, ha meritato di coronare un sogno. Ora affronterà la Spagna, un'altra grande che non regala ancora certezze. Oggi Svezia-Ucraina, ma l'ultimo ottavo più affascinante è senza dubbio Inghilterra-Germania. Riuscirà finalmente l’Inghilterra in questo Europeo che si concluderà a Wembley a chiudere il famoso cerchio e a smentire chi ritiene che l’innalzamento del livello della Premier non sia dipeso solo dall’arrivo di tanti giocatori e top coach stranieri? Anche i tedeschi però non hanno sempre convinto finora rischiando anche l'eliminazione nel girone e, pur avendo tanti punti di forza, presentano un punto debole: l'assenza di un terminale offensivo, un vero centravanti che concluda la mole di gioco".

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