"Davvero mi sta chiedendo se l’Inter vincerà lo scudetto? E perché? Non si è ancora capito?". Jurgen Klinsmann non ha dubbi su quale sarà l'esito della stagione dell'Inter, come ammette in un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco qualche stralcio.

Quali i meriti di Conte?
"Ha a disposizione una rosa fortissima, onestamente. Ma su questa ha fatto un lavoro enorme, ha migliorato uno ad uno tutti i singoli: pensateci, non ce n’è uno che sia sotto il suo livello. E poi nelle ultime settimane ha pure risolto un paio di problemini: il primo è Sanchez, il secondo è Eriksen...".

Che cosa pensa del danese?
"Giocava nell’altra mia squadra del cuore, il Tottenham. Sono un suo tifoso, non si discute uno così: ha permesso all’Inter di giocare in maniera diversa rispetto a prima".

Perché il feeling è sbocciato così tardi?
"Un’idea ce l’ho: la pandemia non l’ha aiutato. Intendo dire: per uno straniero arrivare in un’altra nazione e ambientarsi non è semplice, quantomeno non per tutti. Pensate a lui, che non ha potuto neppure frequentare fino in fondo la città, conoscere gente. Con il tempo, credo che i compagni gli abbiano dato una grossa mano: ora si vede che ha preso gusto a giocare nell’Inter".

Lei prima parlava di giocatori cresciuti con Conte. Non si può non pensare a Lukaku.
"Lo dico da attaccante: oggi è tra i primi 5 centravanti d’Europa. Non ha avuto la fortuna di avere in dono la tecnica di Messi. Ma in una partita mette tutto, lui completa i suoi 90’: corsa, fisico, grinta, carattere. Vede, dentro una squadra funziona così: ci sono quelli che prendono e quelli che danno. Lukaku dà. Dà ai compagni più di quello che riceve, è un leader, trascina gli altri e dà spazio agli altri".

Si riferisce a Lautaro?
"Esattamente. Grazie al belga, riferimento costante, l’argentino sa sempre dove prima o dopo cadrà la palla. E siccome Romelu non è egoista, i due formano una grande coppia".

C’è chi li ha accostati a lei e Serena.
"Vero: il feeling è molto simile, uno sa tutto dell’altro".

A proposito di similitudini: Conte e Trap.
"In una cosa si avvicinano: partono dalla difesa come concetto, ma poi le loro squadre hanno sempre segnato tanto. La filosofia di base è la stessa. Però il tipo di calcio non è confrontabile: prima si ragionava per reparti, oggi si gioca d’insieme. Com’è che si dice? Il contropiede del contropiede è sempre più importante".

E fuori dal campo?
"Conte ha un carattere molto forte, pensa sempre di avere ragione e pur di ribadirlo, pur di difendere le sue idee è disposto a litigare con il mondo. E fa bene: nel calcio i grandi allenatori sono quelli dalla personalità spiccata, penso a Mourinho o Guardiola. Si vince così, con il carattere. E Conte sta scrivendo un pezzo di storia dell’Inter".

Lei e il suo presidente: lo convinca a regalarle un giocatore dell’Inter.
"Facciamo due, posso? Bastoni e Barella. Italiani, poi: una squadra deve sempre avere un nucleo base della stessa nazionalità del campionato per cui competono. Bastoni è una roccia, impressionante. E Barella è oggi il centrocampista più forte di tutta Europa".

Sezione: Copertina / Data: Sab 27 marzo 2021 alle 11:19
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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