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GdS – Laboratorio Appiano: le mosse di Inzaghi per un’Inter da scudetto

COMO, ITALY - SEPTEMBER 14: Head Coach Simone Inzaghi of FC Internazionale gesture during the FC Internazionale training session at the club's training ground Suning Training Center at Appiano Gentile on September 14, 2021 in Como, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

L'analisi della Gazzetta dello Sport

Alessandro Cavasinni

La Gazzetta dello Sport lo vede come un "laboratorio". Inzaghi lavora alla sua Inter e i progressi si vedono. Senza Lukaku, sono arrivati già 18 gol con ben 11 marcatori diversi: è evidente la mano dell'allenatore piacentino, che non ha caso ha parlato di "cooperativa del gol". Con l'addio del belga, la chiave per far rendere l'Inter sotto porta era stata subito chiara: coinvolgere tutti il più possibile nella manovra offensiva. E i risultati si vedono.

Come spiega la rosea, oggi per le avversarie è notte fonda. L'Inter è capace di mettere in ghiaccio il risultato fin dalle prime battute come accaduto con Genoa e Bologna oppure rimontare da situazioni particolari come con Verona e Fiorentina. Sa attaccare difese schierate e far male in ripartenza. Inzaghi ha dato scacco matto in due mosse: alzando il baricentro della squadra e fidandosi delle qualità dei suoi singoli, che poi in campo si traducono non con l'improvvisazione ma con giocate decisive. "L’esempio migliore, paradossalmente, arriva da uno di quelli che ancora non fa parte del club dei marcatori. Brozovic ha ampliato il suo raggio d’azione e anche la tipologia delle sue giocate. Arriva con molta facilità al tiro – più volte ha sfiorato la rete – ed è maggiormente libero di scrivere linee di passaggio. Che poi la sua continuità di rendimento abbia raggiunto vette inesplorate, questo è un altro discorso, che comunque lascia ben sperare", si legge.

Un lavoro certosino confermato anche dall'attenzione alle situazioni da calcio piazzato studiate in allenamento. Con tiratori come Calhanoglu e Dimarco tutto diventa più facile, ma alla base c'è la ricerca continua di alternative e invenzioni, come testimonia ad esempio il pari di Verona arrivato su rimessa lunga di Perisic. E le cartucce non sono ancora finite. Ad esempio, c'è da incastonare in pianta stabile la potenza di Dumfries, finora impiegato a intermittenza. "L’olandese, come già si visto contro il Bologna e pure in parte a Firenze, ha nei piedi e nelle gambe assist e una maggiore presenza in area avversaria di quella che può garantire Darmian, che pure è andato a segno al Franchi - si legge -. Come a dire: i 18 gol sono giusto una tappa del percorso. Il laboratorio promette di rilasciare nuovi aggiornamenti".

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