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Dacourt: “Via prima del Triplete, non ho rimpianti. Ibra? All’Inter era il leader”

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 27: Olivier Dacourt of Milan ives instruction next to Zlatan Ibrahimovic during the UEFA Champions League match between Inter Milan and Bayern Munich at the Giuseppe Meazza Stadium on September 27, 2006 in Milan, Italy.  (Photo by Lars Baron/Bongarts/Getty Images)

Il francese a IlPosticipo.it: "Ho lasciato i nerazzurri quando è stato il momento di farlo"

Mattia Zangari

Domani sera, dopo kick-off Di Bello che darà il via a Roma-Inter, Olivier Dacourt avrà il cuore letteralmente diviso a metà. "È una partita speciale per me, sono le due squadre italiane in cui ho giocato e a cui sono più legato - ha raccontato il francese a IlPosticipo.it -. Quando giocavo nella Roma ho perso due volte la Coppa Italia contro l'Inter, poi mi è successa la stessa cosa a maglie invertite: è curioso, all'inizio mi ha fatto male, poi l'ho superato. La Roma è stata la mia prima squadra italiana, all'Inter ho vinto tanto. Sono le due squadre della mia vita, faccio il tifo per entrambe".

Dopo l'amarcord, si passa alla stretta attualità: "È favorita la squadra di Simone Inzaghi. In questo momento secondo me i nerazzurri hanno qualcosa in più e lottano da favoriti nella corsa scudetto. Però la Roma spinta dai tifosi può fare una buona partita".

Riportando l'orologio del tempo al 2009, Dacourt spiega di non avere rimpianti per non aver fatto parte della squadra del Triplete: "No, non ne ho. Nella vita prendiamo delle scelte ed è giusto così. Poi vivere di rimpianti non porta da nessuna parte. Ho lasciato l'Inter quando è stato il momento di farlo".

D'altronde, prima aveva collezionato tanti successi con la maglia nerazzurra, grazie a due totem come Mancini e Ibrahimovic: "Mancio era un fuoriclasse, lo è stato ancora di più alla guida dell'Italia, ha conquistato scudetti e coppe con una squadra formata da campioni. Per quanto riguarda Ibra, era il nostro leader. Poi è sempre stato un capo per natura. All'Inter faceva giocare bene tutti quelli che gli stavano attorno: succede la stessa cosa al Milan. Ibra non invecchia mai. È un grande campione".

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