"Mi fa piacere che Milano, dopo tanti anni di dominio della Juventus, sia tornata grande. E che finalmente lo scudetto per il Milan e per l’Inter sia una prospettiva concreta e non soltanto una parola da sbandierare per alimentare le illusioni". Lo dice Hernan Crespo, ex di entrambe le milanesi e oggi allenatore del Defensa y Justicia. Ecco le parole di Valdanito alla Gazzetta dello Sport.

Che cosa pensa della prova di forza dell’Inter con la Juve?
"Partita perfetta. Una vittoria che dà entusiasmo e consapevolezza. Quando batti la squadra che negli ultimi anni ha dominato il campionato, credi davvero di essere arrivato al traguardo. E poi, parliamoci chiaro, l’Inter non ha vinto: ha stravinto. Va sottolineato. Dal punto di vista tecnico e tattico non c’è stata gara. E la squadra di Conte ha ancora margini di miglioramento. Ora ha forza, carattere, disciplina in campo. Tutti sanno quello che devono fare e lo fanno alla grande".

La qualità che le piace di più dell’Inter?
"La concretezza. Cercano sempre la giocata in verticale, vanno subito al sodo. Ha elementi che fisicamente sono molto strutturati, ha potenza, energia. Guardate Hakimi: per fermarlo ci vogliono i cecchini! E Lukaku, là davanti, è una forza della natura: si trascina i difensori con una forza pazzesca".

Inoltre c’è sempre il suo pupillo Lautaro Martinez.
"Non andando al Barcellona, come gli avevo suggerito, ha fatto un affare e i risultati mi stanno dando ragione. Lautaro è un fenomeno, in area di rigore è un rapace: non sbaglia un movimento, quando calcia centra sempre la porta. In giro ce ne sono pochi come lui".

Un uomo che può essere decisivo nella volata?
"Non un solo uomo, ma un intero reparto: il centrocampo dell’Inter è ben assortito. Barella mi piace parecchio, ma attenzione alla crescita di Vidal: Arturo non è ancora al top e, quando ci arriverà, i nerazzurri avranno fatto bingo".

L’Inter è fuori dalle coppe, il Milan ha ancora gli impegni europei: quanto peserà sulla volata-scudetto?
"Le partite internazionali a metà settimana tolgono energie, è innegabile. Ma si può sopperire con l’entusiasmo e con una saggia rotazione dei giocatori. A volte, come dice il mio maestro Ancelotti, è più difficile gestire una squadra che fa una sola partita alla settimana: magari ci sono mugugni perché uno gioca poco o non gioca".

Classifica finale?
"Non cado nella trappola. L’Inter è più strutturata per vincere, lo dimostrano gli investimenti. Il Milan sta andando oltre i propri limiti, e ancora non si sa dove possa arrivare. È una sfida bellissima: vorrei proprio giocarla. Un tempo con il Milan e un tempo con l’Inter…".

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Sezione: Copertina / Data: Mer 20 gennaio 2021 alle 08:49 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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