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CdS – Marotta chiude a Interspac, ma Zhang può cercare compratori

MILAN, ITALY - MAY 12:  Steven Zhang attends the Serie A match between FC Internazionale  and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on May 12, 2021 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors.  (Photo by Claudio Villa - Inter/Inter via Getty Images)

Situazione ancora critica per Suning: la famiglia Zhang potrebbe decidere di cedere le proprie quote del club nerazzurro

Alessandro Cavasinni

Panoramica societaria del Corriere dello Sport dopo le dichiarazioni di ieri di Marotta che sembrano sbarrare la strada alle velleità di Interspac. Il quotidiano romano da una parte conferma lo stato di attuale serenità del club nerazzurro dopo gli interventi vari che hanno iniettato liquidità, ma dall'altro sottolinea ancora il momento di difficoltà di Suning in patria. "La quota di Zhang in Suning.com (società operativa del gruppo, quotata alla borsa di Shenzhen) si è gradualmente ridotta man mano che nuovi azionisti indicati dal governo cinese, poi investitori privati, ne hanno acquisito le azioni per consentire di sanare ingenti posizioni debitorie - si legge -. La presenza in Suning.com della famiglia Zhang si è ridotta al punto che ne è conseguita l’uscita di Zhang Jindong dal consiglio di amministrazione. Ma i problemi di Zhang non si fermano a Suning: la crisi del settore immobiliare cinese ha ormai travolto il colosso Evergrande, verso cui Zhang è esposto per 2,6 miliardi di euro tramite la sua società Suning Appliances". Insomma, la situazione è seria.

Com'è noto, le proiezioni di bilancio 20/21 dell'Inter, come di tutti i club italiani, è in perdita, mentre per il 21/22 il tutto dovrebbe essere più roseo anche e soprattutto al mercato in uscita. Ma occhio alla cassa. "Coi proventi delle cessioni (Lukaku sarà probabilmente saldato dal Chelsea a rate) bisognerà in ogni caso onorare i debiti verso Real (dovrebbe residuare una trentina di milioni) e Manchester United (una cinquantina) - si legge -. Si dovrà poi far fronte a una gestione che continua a bruciare cassa (almeno 10 milioni al mese). Per avere un’idea: partendo a giugno 2020 con 88 milioni in cassa, provenienti in gran parte dalla cessione di Icardi e pure con i proventi (67 milioni) di un prestito obbligazionari, l’Inter aveva necessitato di 50 milioni in extremis per bilanciare le uscite di cassa a fine maggio onorando con ritardo gli stipendi. Quest’anno ci saranno gli incassi di San Siro e i proventi delle cessioni, ma resta che i costi di gestione dell’Inter superano i ricavi di almeno un centinaio di milioni. In questa situazione poco equilibrata, senza la presenza di un azionista in grado di sostenere il club con apporti di cassa, il management non potrà continuare a vendere i gioielli ogni anno per pareggiare le uscite. Può funzionare l’iniziativa Interspac a prescindere dalle dichiarazioni di Marotta? Molto difficile, anzitutto perché non si vede come l’eventuale acquisto di una quota di minoranza da parte di un soggetto terzo possa incidere sullo squilibrio economico strutturale del club. Più facile che Zhang cerchi un compratore per uscire nel meno peggiore dei modi. Una soluzione a cui sarebbe interessata Oaktree che dovrà rientrare del prestito concesso, ma anche il misterioso investitore asiatico LionRock titolare del 32%, finora silente".

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