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Bellinazzo: “Lukaku via non per urgenze finanziarie. Scelta che rischia di essere miope”

MILAN, ITALY - AUGUST 08:  Romelu Lukaku poses with FC Internazionale president Steven Zhang during his unveiling as new FC Internazionale signing on August 8, 2019 in Milan, Italy.  (Photo by Claudio Villa - Inter/FC Internazionale via Getty Images)

Il giornalista de Il Sole 24 Ore: "La proprietà ha voluto accelerare un percorso di riassestamento percorribile per altre vie"

Christian Liotta

In un lungo post sul suo blog 'Calcio&Business', Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, offre un'approfondita analisi delle motivazioni che hanno portato la proprietà dell'Inter ad operare la dolorosissima cessione di Romelu Lukaku al Chelsea. Il club nerazzurro, si legge, ha dovuto interrompere bruscamente il suo processo di crescita con un fatturato strutturale che si apprestava, senza plusvalenze, a superare i 350 milioni annui, a causa della crisi sanitaria e del blocco degli investimenti di Suning, che hanno portato ad un ridimensionamento del 10/20% del monte ingaggi e una campagna acquisti per la stagione 2021/22 da chiudersi con un saldo positivo di 80/90 milioni, budget comunque raggiungibile anche con la finestra del prossimo gennaio e quella estiva del 2022 con eventuali operazioni messe a bilancio prima del 30 giugno.

Sia Beppe Marotta che Piero Ausilio perciò erano convinti di poter conseguire l’obiettivo senza cedere altri big dopo Achraf Hakimi. Poi, è arrivata la proposta del Chelsea per il belga, con l'Inter che alla fine ha deciso di trattare e accettare anche vista la pressione del calciatore: "Ciò che va però rimarcato è che la cessione dell’attaccante non dipende, sia pure in un contesto difficile di revisione del piano strategico, da urgenze finanziarie né del club, né della proprietà. In altre parole, anche una proprietà solidissima avrebbe avuto il dovere di ascoltare una proposta così elevata, che configura la più ricca operazione del calciomercato mondiale, a maggior ragione di fronte alla volontà del calciatore di cambiare aria. La proprietà peraltro ritiene indispensabile porre un baluardo preventivo rispetto alla possibilità che anche la prossima stagione sia colpita dal Covid (l’Inter perderebbe ancora un’ottantina di milioni con gli impianti chiusi) e che maturi lo scenario peggiore per cui il club tra le due stagioni precedenti e quella in corso si ritrovi a fare i conti con perdite per 400 milioni. L’obiettivo per rendere il bilancio dell’Inter più sostenibile è di riportare il monte ingaggi (al lordo delle imposte) dagli oltre 200 milioni attuali ai 150/160 dell’era anteriore ad Antonio Conte".

In conclusione, la decisione di vendere Lukaku, secondo Bellinazzo, è dettata dalla volontà di accelerare un percorso di riassestamento dei conti, "comunque percorribile per altre vie. Prendere tutto subito senza correre altri rischi. Un ragionamento che ha un suo fondamento. Ma alla fine gli elementi per cui la decisione di vendere Lukaku potrebbe rivelarsi miope, soprattutto in relazione ai tempi, appaiono preponderanti rispetto ai fattori che la rendono contabilmente conveniente. Se la stagione dovesse ingarbugliarsi con una mancata qualificazione Champions il tutto potrebbe rivelarsi addirittura controproducente. Nell’industria calcistica per guadagnare di più bisogna vincere, e al contrario, se non appropriati, i risparmi possono causare ancora più perdite".

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