Come in un blockbuster americano non sai mai cosa aspettarti da una scena all'altra, ci sono stati momenti in cui era impossibile sapere come sarebbe finite Ia partita tra Inter e Sassuolo. Certo, rispetto alle produzioni cinematografiche a San Siro è mancato l'apparato pirotecnico: qualche timido colpo, ma nulla di più. Ma la squadra di Spalletti ha rischiato di vincere e allo stesso tempo di perdere la gara di ieri sera. E alla fine si accontenta di un punto. Certo, dopo i sei gol contro il Benevento, era lecito aspettarsi qualcosa in più da un’Inter imprecisa, che non prende gol in casa da sette partite (non accadeva dal 2010) ma che fa una fatica tremenda a segnare. Infatti, escludendo la goleada di Coppa Italia, dalla gara contro la Juventus la squadra di Spalletti ha segnato sei gol in sette partite. Troppo poco, soprattutto se si pensa al potenziale offensivo che 

BLOCCATI - Nella partita d’andata Spalletti ha scoperto sulla propria pelle le difficoltà che affrontare derivano dall’addio fare una squadra di De Zerbi che nonostante sia in crisi di risultati (una vittoria nelle ultime otto partite) non rinuncia a giocare e aggredire alto. Per questo, i terzini interisti rimangono bloccati e assistono poco la fase di possesso: il centrocampo ha difficoltà a muoversi tra le linee. Se il pressing ottiene spesso il risultato sperato, Joao Mario e soci non riescono mai a rendere fluida l’azione: la riaggressione continua del Sassuolo, come è successo a più riprese in questa stagione, toglie tempi e idee agli interisti che si arenano su un giro palla sterile, macchinoso e inefficace. 

CAOS - E mentre sugli spalti i bambini intonano cori per entrambe le squadre, in campo Sassuolo e Inter rischiano di vincere la partita. Sono molteplici le fasi concitate della sfida, dove basterebbe un gioco di centimetri per indirizzare l’ago da una parte o dall’altra. I neroverdi riescono a prendere in mezzo la difesa dell’Inter con costanza, nel primo tempo. E sembrano a un passo dal vantaggio. Poi tutto si ribalta ed è l’Inter a schiacciare i meccanismi di De Zerbi, costringendo il Sassuolo a una ritirata strategica, perchè Perisic ha capito che aggredendo i difensori alle spalle può far male, è un suo diagonale va a tanto così dal palo lontano di Consigli. Poi è il turno di Politano, ma in contro tempo Consigli devia e alza sopra la traversa. Niente da fare, climax interrotto è scontro finale rimandato nel secondo tempo. 

REMAKE - All’intervallo, è nell’aria il momento di Radja Nainggolan. L’uomo più atteso, il più necessario per cambiare le sorti di questa squadra. Icardi ha avuto una serata difficile, pochi palloni buoni. Colpa sua, certo, ma al tempo stesso di una squadra incapace di indirizzare il gioco verso di lui come nelle ultime gare prima della sosta. Perisic continua la sua latitanza, così c’è bisogno del Ninja: entra per un appannato Joao Mario, ma il tanto desiderato remake dei primi sei mesi nerazzurri ancora non si compie. Il belga è un po’ appesantito nei movimenti, prova qualche scarica ma predilige il gioco da fermo. Scodella qualche pallone in aria, azzanna un paio di palloni vaganti, ma per ora è tutto qui. Poco, soprattutto perchè a Roma non smettono di incensare il baby Zaniolo. Ma confondere i due percorsi è ingeneroso: Zaniolo è un regista indipendente, che per la prima volta si sta approcciando al mondo dei grandi. Nainggolan è uno Spielberg, un Tarantino: ha solo sbagliato un film, ma non può considerarsi finito. Parabole diverse, scenari alternativi. Ma, per ora, l’apporto del Ninja è risibile. 

BRIVIDI - Quando tutti si stanno rassegnando all’idea di un pareggio a reti bianche, Spalletti mette in campo l’artiglieria pesante: Borja Valero e Lautaro ridisegnano l’Inter in un ibrido 4312, con Perisic mezzala sinistra. In realtà il modulo è una mera finezza, visto che il piano partita è diventato semplice: fate un gol. Ma la rete rischia di farla il Sassuolo, quando Boga semina il panico sulla fascia, salta due uomini e entra in area: solo il gambone di Skriniar (e una grande parata di Handanovic su Boateng) evitano a Spalletti un peggioramento della serata. Che si conclude con uno 0-0 senza infamia e senza lode, che proietta l’Inter a quattro punti dal Napoli che stasera giocherà contro la Lazio. 

Sezione: Copertina / Data: Dom 20 Gennaio 2019 alle 08:15 / articolo letto 18547 volte
Autore: Marco Lo Prato / Twitter: @marcoloprato