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Sassuolo-Inter – Vidal double, Darmian l’anti-Boga, Dzeko energico: Inzaghi ripesca gli assi

REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - OCTOBER 02: Ivan Perisic of FC Internazionale  and head coach Simone Inzaghi celebrate the win at the end of the Serie A match between US Sassuolo v FC Internazionale at Mapei Stadium - Citta' del Tricolore on October 02, 2021 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

Il cileno ristabilisce la superiorità in mezzo al campo. L'entrata dell'ex United arresta l'ala ivoriana e il 9 colpisce in profondità

Daniele Alfieri

Dopo il 2-2 di San Siro con l'Atalanta e lo 0-0 in Champions a Kiev contro lo Shakhtar, l'Inter va alla ricerca dei 3 punti in campionato sfidando il Sassuolo al Mapei Stadium. Inzaghi si affida come sempre al 3-5-2 con il rientro di Calhanoglu a centrocampo e di Perisic sulla sinistra. A destra confermato Dumfries, davanti c'è Correa, preferito a Dzeko per formare il tandem con Lautaro. La formazione di Dionisi, che è reduce dal successo per 1-0 contro la Salernitana, risponde con il consueto 4-2-3-1: sulla trequarti Berardi, Djurcic e Boga giocano a supporto dell'unica punta Defrel, rimane fuori Raspadori, nessuna sorpresa invece in difesa e in mediana.

I primissimi minuti vedono un'Inter più aggressiva rispetto alle ultime due uscite. Consigli anticipa Calhanoglu sulla ripartenza fulminea scaturita dal recupero in mezzo al campo di Brozovic, ma il pressing degli attaccanti e degli stessi centrocampisti nerazzurri inizia già al limite dell'area di rigore dei padroni di casa. Correa si muove lungo tutto il fronte d'attacco e partendo dalla sinistra crea l'azione per la prima palla gol sui piedi di Barella al 6', con il numero 23 nerazzurro che calcia di prima con il mancino sulla sponda di Lautaro ma non riesce a inquadrare lo specchio. L'atteggiamento spregiudicato della formazione di Inzaghi mira a schiacciare quella di Dionisi, che rimane però temibilissima quando attacca in velocità. Così nel tre contro due in contropiede del Sassuolo è Handanovic a doversi superare su Defrel, azione che suona come un campanello dall'allarme per l'Inter che decide di abbassare il baricentro ed i suoi ritmi, mentre la squadra neroverde guadagna campo.

La mobilità e la rapidità nel palleggio dei trequartisti di casa creano i maggiori grattacapi ai colossi della difesa nerazzurra che, data anche la differenza di passo, concedono spazi e si ritrovano costretti a rincorrerli. Il più pericoloso è Boga, sul quale manca sempre il raddoppio: Dumfries (così come Perisic dall'altro lato) gioca sin dall'inizio come ala d'attacco e fa fatica a rientrare, mentre l'attaccante ivoriano dopo aver soffiato il pallone a Barella, in campo come sempre da mezzala destra, sfrutta l'ennesimo uno contro uno con Skriniar guadagnandosi in area il rigore realizzato al 22' da Berardi. Dall'altra parte gli stessi Barella e Dumfries in tandem sulla destra sono le soluzioni più sfruttate dall'Inter, ma a parte un doppio tentativo del centrocampista sugli sviluppi di un corner Consigli non viene mai chiamato in causa. Trema in chiusura di primo tempo invece Inzaghi sul retropassaggio impreciso di De Vrij, l'Inter è sbilanciata ma per fortuna Defrel non riesce ad arrivare sul pallone, causa scontro fortuito con Handanovic in uscita.

In apertura di ripresa il Sassuolo sorprende di nuovo i nerazzurri sempre e solo sulla fascia sinistra, stavolta è Rogerio a puntare in area Skriniar che indietreggia e gli concede lo spazio per il tiro, respinto dopo la deviazione dello slovacco di piede da Handanovic. Due minuti dopo, altro duello fra Boga e il difensore nerazzurro, l'ivoriano stavolta sceglie la soluzione esterna andando al cross sbrogliato da De Vrij. Gli assalti sinistrorsi del Sassuolo proseguono con le azioni fotocopia di Boga che, sfidando ancora una volta Skriniar, calcia con il mancino trovando in risposta la parata in tuffo di Handanovic, poi ci riprova anche Rogerio scaraventando il tiro sull'esterno della rete. Come accade ormai spesso, Inzaghi rivoluziona la sua Inter con i cambi, stavolta addirittura quattro: escono Bastoni, Dumfries, Calhanoglu e Correa, dentro Dimarco, Darmian, Vidal e Dzeko. Passa un minuto e proprio Dzeko chiama palla a Perisic che dalla trequarti di sinistra risponde imbeccandolo con il cross in area alle spalle della difesa, il bosniaco è scaltro nel movimento che gli permette di sfuggire alla marcatura di Ferrari e battere Consigli con il colpo di testa in tuffo. L'entrata in campo di Darmian ha invece stretto nella morsa Boga che non trova più varchi, mentre Vidal è decisamente più vivace di Calhanoglu nella doppia fase e sia con i recuperi in mezzo al campo che rendendosi pericoloso con gli inserimenti a supporto degli attaccanti contribuisce a ristabilire la supremazia nerazzurra a centrocampo.

Al 64' arriva il momento di Raspadori che subentra a Defrel, dieci minuti dopo è invece il turno di Traore che prende il posto di Djurcic. È però Dzeko sul fronte d'attacco dell'Inter a dimostrare di avere ancora tantissime energie, confermandosi la carta che stravolge le sorti del match. Il 9 invita stavolta Brozovic all'assist con i giri contati, il filtrante del croato prende in controtempo Chiriches e mette l'attaccante a tu per tu con Consigli che in uscita lo abatte: rigore trasformato con freddezza da Lautaro e 1-2 Inter. Dzeko continua ad attaccare la profondità, corre e si sbraccia, mette la firma anche sul gol dell'1-3 con doppietta personale che viene però annullato per fuorigioco millimetrico. Nel Sassuolo entra Scamacca che va a infoltire l'attacco al posto di Frattesi, Inzaghi risponde inserendo D'Ambrosio per Lautaro. I nerazzurri chiudono in tranquillità con la difesa a cinque e anche approfittando del tutto per tutto di Dionisi riescono a portare più di un pericolo verso l'area neroverde. La sfida si chiude dopo 4 minuti di recupero: altra rimonta completata per i 3 punti che consentono all'Inter di scavalcare momentaneamente il Milan al secondo posto e portarsi a meno 1 dal Napoli capolista. A Verona la mossa vincente era stata Correa, al Mapei fra i quattro assi pescati nella ripresa da Inzaghi la firma decisiva è senz'altro quella di Dzeko, con Lautaro che sigilla la vittoria su rigore e ringrazia il partner.

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