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Inter-Atalanta – Malinovskyi non dà punti di riferimento, Dimarco fa la rivoluzione

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 25:  Federico Dimarco of FC Internazionale in action during the Serie A match between FC Internazionale and Atalanta BC at Stadio Giuseppe Meazza on September 25, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

L'ucraino fulcro nei 2 gol della Dea (e non solo). L'ex Hellas entra al posto di Bastoni e cambia il match, poi l'errore dal dischetto

Daniele Alfieri

Squadra che vince (a Firenze) non si cambia. Dopo aver battuto la Fiorentina 1-3 al Franchi l'Inter sfida a San Siro l'Atalanta, reduce dal successo per 2-1 di Bergamo con il Sassuolo. Inzaghi non pensa alla prossima partita di Champions contro lo Shakhtar e conferma il blocco di partenza vittorioso martedì sera in casa della Viola: nel 3-5-2 nerazzurro, Skriniar, De Vrij e Bastoni formano il solito muro davanti ad Handanovic. A destra Darmian vince l'ennesimo ballottaggio con Dumfries, sull'altro lato c'è Perisic, in mezzo ancora spazio per Barella, Brozovic e Calhanoglu. Nel reparto offensivo rimane out per precauzione Correa, altra conferma per il tandem Dzeko-Lautaro. Poche sorprese anche nei bergamaschi: nel 3-4-1-2 di Gasperini, Demiral in difesa è preferito a Djimsiti. A centrocampo la linea è composta da Zappacosta, Freuler, De Roon e Gosens, Pessina gioca alle spalle dei due attaccanti Zapata e Malinovskyi.

La prima chance per l'Inter arriva dopo appena 2 minuti. Dzeko cambia campo per Darmian che è lasciato libero da Gosens, sul cross dalla destra dell'esterno la palla carambola di nuovo verso il bosniaco che da solo sul secondo palo (disattento stavolta Zappacosta) calcia a lato. Al 5' altro errore da matita blu della retroguardia orobica, ma stavolta Lautaro non perdona: il rimpallo a centrocampo favorisce a destra ancora Darmian che premia la sovrapposizione di Barella, il 23 va al cross immediato indirizzando il pallone alle spalle dei difensori rimasti troppo alti, ne approfitta sul filo del fuorigioco il Toro che firma in sforbiciata la rete del vantaggio. Reazione veemente della Dea che si affida soprattutto alle giocate di Malinovskyi: l'ucraino si allarga e indietreggia permettendo gli inserimenti dei centrocampisti, Pessina parte spesso da destra e viene appoggiato da Zappacosta, l'Inter ben schierata non si lascia sorprendere e torna ad essere pericolosa in contropiede con Calhanoglu, ma sull'assist del turco Musso rammenda il buco difensivo e in uscita bassa anticipa Lautaro.

Alla mezzora Malinovskyi opta per la soluzione personale tirando fuori dal cilindro un'invenzione che fulmina Handanovic: il rimpallo sulla trequarti fra Zapata e De Vrij favorisce il 18 della Dea, Skriniar indietreggia concedendogli lo spazio per il siluro che ristabilisce la parità fra le due squadre. L'Inter però non ha imparato. Dopo 8 minuti l'ucraino rimane ancora in zona trequarti non concedendo punti di riferimento alla retroguardia nerazzurra, Pessina parte da destra e lo vede, mentre De Vrij tenta la chiusura in extremis fuori dall'area venendo battuto in rapidità dal controllo e missile dell'attaccante: il mancino anche stavolta potentissimo di Malinovskyi viene respinto da Handanovic che però la ributta centralmente regalando il facile tap-in a Toloi, molto più rapido di Skriniar nel leggere l'azione e fiondarsi in anticipo sulla sfera.

In apertura di ripresa doppia chance clamorosa per la Dea, prima in contropiede con Freuler dimenticato a destra e Handanovic a salvare sull'inserimento in stirata di Malinovskyi che sfugge di nuovo a Skriniar, quindi sul susseguente corner con Palomino che di testa non inquadra lo specchio. L'ucraino andrà vicinissimo di nuovo al tris su punizione. Al 57' Inzaghi rivoluziona l'Inter con il triplo ingresso di Dimarco, Dumfries e Vecino al posto di Bastoni, Darmian e Calhanoglu. In fase d'attacco De Vrij rimane ultimo uomo, Dimarco e Dumfries si sganciano sulle fasce mentre Perisic e Vecino assaltano l'area dando manforte ai due attaccanti. Gasperini risponde con Ilicic, Piccoli e Djimsiti che subentrano a Malinovsky, Zapata e Pessina, poi è il turno di Maehle che rileva l'infortunato Palomino: muta lo schieramento degli ospiti con Zappacosta che sale sulla trequarti insieme a Ilicic, mentre il danese gioca a destra in una sorta di 3-4-2-1 in fase offensiva che diventa 4-4-1-1 in fase difensiva.

Al 71' l'Inter la riacciuffa con la rapidità e i polmoni di Perisic, Barella e ultimo Dimarco, la cui corsa prende in controtempo l'Atalanta nell'azione che porta al gol di Dzeko: il croato approfitta di un lancio maldestro e partendo palla al piede da centrocampo vede lo scatto del 23 che a sua volta serve l'ex Hellas catapultatosi in area, Musso neutralizza il mancino del neo entrato ma sulla respinta ecco il bosniaco che da due passi non può sbagliare. Dieci minuti dopo Inzaghi si gioca anche la carta Sanchez al posto di Lautaro, a cambiare le sorti della partita però poteva essere un regalo dell'avversario: sul cross dalla destra di Dumfries, ingenuità di Demiral che anticipa Dzeko usando il braccio, fallo di mano e rigore concesso dal Var, ma Dimarco fallisce dal dischetto stampando il penalty sulla traversa.

Succede di tutto anche sull'altro fronte: Piccoli è lesto ad approfittare della ribattuta di Dumfries e a girarsi sul destro regalando all'Atalanta l'insperato tris, ma il pallone durante l'azione era uscito e il Var corregge Maresca che assegna il calcio d'angolo. Entrambe le squadre cercano i tre punti nei 6 minuti di recupero concessi dall'arbitro: nessuna si accontenta del 2-2. Nell'Inter entra anche Satriano al posto di Barella, saltano gli schemi e l'ultima occasione è per Dzeko che di testa sul cross di Sanchez (in area c'è anche Dumfries) manda il pallone sul fondo. Un punto a testa per Inter e Atalanta, 53 le conclusioni totali nella partita, 7 a 5 i tentativi nello specchio in favore della squadra di Inzaghi che ha anche corso più chilometri (102 a 100,9), mentre il possesso si divide fra 50% e 50%. La partita a scacchi con Gasperini termina in parità, all'orizzonte dopo Malinovskyi, migliore in campo nei bergamaschi fino alla sostituzione, c'è un'altra insidia ucraina, quella europea sul campo dello Shakhtar.

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