angolo tattico

Shakhtar-Inter – Dumfries e Dimarco frenati. Stavolta i cambi non variano la trama

KIEV, UKRAINE - SEPTEMBER 28: Denzel Dumfries of FC Internazionale battles for possession with Manor Solomon of Shakhtar Donetsk during the UEFA Champions League group D match between Shakhtar Donetsk and Inter at Metalist Stadium on September 28, 2021 in Kiev, Ukraine. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

I due esterni nerazzurri devono tenere a bada Solomon e Tete. A Kiev vincono le difese e la voglia di non rischiare

Daniele Alfieri

L'Inter sfida lo Shakhtar Donetsk allo stadio Oliympiskiy di Kiev nel match 2 del Gruppo D di Champions League e per molti, dopo le sconfitte nelle gare d'esordio di fronte rispettivamente a Real Madrid e Sheriff Tiraspol, è già una sfida da dentro e fuori. Inzaghi schiera il consueto 3-5-2 ma cambia tre interpreti rispetto al pari di sabato con l'Atalanta: sulle fasce entrano dal primo minuto Dumfries a destra e Dimarco a sinistra al posto di Darmian e Perisic, in mezzo c'è Vecino con Brozovic e Barella, davanti il tandem Lautaro-Dzeko. Partono dalla panchina Calhanoglu e i recuperati Vidal e Correa. Lo Shakhtar di De Zerbi gioca con il 4-2-3-1: sulla trequarti il tecnico ex Sassuolo sceglie Pedrinho, Alan Patrick e Solomon alle spalle dell'unica punta Traoré, rimangono fuori quindi Marcos Antonio e Tete.

Ritmi alti già nei primi minuti, la prima grande occasione è per Solomon che approfitta di un buco sulla trequarti e rientrando in velocità da sinistra calcia con il destro non trovando per poco la porta di Handanovic: in ritardo inizialmente Dumfries, mentre il 22enne israeliano sfrutta l'eccessivo temporeggiare anche da parte di Skriniar che, ripetendo quanto accaduto sabato in occasione del gol di Malinovskyi, concede anche stavolta all'avversario il tempo e lo spazio per tirare da fuori. Al 10' primo cambio forzato per i padroni di casa: Traoré deve lasciare il campo per infortunio dopo uno scontro con Dumfries, al suo posto entra Tete che si sistema a destra, mentre Pedrinho ora fa da terminale offensivo. Sull'altro fronte azione speculare a quella di Solomon con Barella che, lasciato libero di prendere la mira dalla trequarti di sinistra, prova il destro a giro centrando in pieno l'incrocio a Pyatov battuto.

In fase di costruzione per l'Inter, Alan Patrick segue a uomo Brozovic limitando gli appoggi per il croato e costringendo l'Inter ad alcuni lanci lunghi che non hanno seguito, ma è tutto lo Shakhtar a proporre un pressing asfissiante attaccando persino i retropassaggi verso Handanovic. Stessa aggressività mostrata dalla squadra di Inzaghi, anche se gli ucraini, più rapidi nei movimenti che facilitano il paziente palleggio, arrivano spesso a concludere da fuori area, mentre i nerazzurri quando si portano sulla trequarti avversaria cercano soluzioni più sofisticate. Poche chance di colpire per Lautaro e Dzeko soprattutto a causa dell'organizzazione difensiva della squadra di De Zerbi (il bosniaco spreca però un'occasione sugli sviluppi da corner), appaiono inoltre piuttosto frenati Dumfries e Dimarco che in fase di non possesso devono tenere d'occhio clienti scomodi come Tete e Solomon.

In apertura di ripresa è un fulmine anche Dodo che sovrapponendosi sulla destra a Tete semina Dimarco e mette in mezzo per l'inserimento sotto porta di Solomon, ma sull'assist che ha già superato Handanovic l'israeliano deve fare i conti con Skriniar, miracoloso nello stoppare in tackle il tap-in a rete. Il pallino del gioco è in mano agli ucraini, l'Inter ha bisogno di fosforo, così al 55' Inzaghi manda in campo Calhanoglu e Correa al posto di Brozovic e Dzeko. Il possesso palla a 30' dal termine recita 60% Shakhtar e 40% dei nerazzurri. La scossa sperata dopo i cambi non arriva e la trama non cambia, quindi al 71' tocca ad Alexis Sanchez che subentra a Lautaro, poi a Perisic e Gagliardini per Dimarco e Vecino, dall'altra parte anche De Zerbi ha inserito energie fresche con Kryvtsov, Mudryk e infine Marlos al posto di Ismaily, Solomon e Alan Patrick. Nel finale i ritmi rallentano e le due squadre evitano di scoprirsi.

C'è però il tempo per le ultime chance dei nerazzurri. All'86' Correa, muovendosi come sempre lungo tutto il fronte d'attacco, dialoga sulla sinistra con Perisic e va al tiro accentrandosi, Pyatov ci arriva in tuffo e poi compie un secondo prodigio sul colpo di testa di De Vrij scaturito dal corner. Termina dopo due minuti di recupero e senza ulteriori sussulti una partita tattica in cui a vincere soprattutto l'organizzazione difensiva e la voglia di non rischiare. Un punto a testa per Shakhtar e Inter che in tutta la partita hanno calciato nello specchio tre volte, incluse le due paratone di Pyatov nel finale e una ben più semplice nel primo tempo per Handanovic su un tiro da fuori di Alan Patrick. A fermare il destro di Barella era invece stata la traversa, Skriniar, protagonista del salvataggio su Solomon, è il Player of the Match scelto dall'UEFA. Terzo 0-0 consecutivo fra le due compagini dopo i primi due della fase a gironi della scorsa stagione. Ma se l'Inter un anno fa poteva recriminare, stavolta il pari sembra il risultato più giusto.

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