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angolo tattico

Inter-Udinese – Correa esce dai radar, Perisic e Dumfries beffano Molina e Larsen

MILAN, ITALY - OCTOBER 31: FC Internazionale coach Simone Inzaghi looks on during the Serie A match between FC Internazionale and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on October 31, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

Nella ripresa il Tucu (doppietta) si risistema tra centrocampo e attacco. Il croato e l'olandese hanno la meglio sulle fasce

Daniele Alfieri

Tornata alla vittoria nel turno infrasettimanale di mercoledì al Castellani contro l'Empoli, l'Inter è chiamata a confermarsi nel lunch match di San Siro con l'Udinese. La squadra di Inzaghi (di nuovo in panchina dopo il turno di squalifica) prosegue la sua corsa al vertice puntando sul solito 3-5-2 ma con più di un pensiero anche alla sfida di mercoledì prossimo in Champions League in casa dello Sheriff. Sette i  cambi nell'undici di partenza rispetto alla gara vinta 0-2 contro i toscani: davanti ad Handanovic, rientra Skriniar con Ranocchia al centro che prende il posto di De Vrij e Bastoni. A centrocampo sulle fasce ci sono Dumfries e Perisic, nessun riposo in mezzo per Barella e Brozovic, torna invece Calhanoglu sulla mezzala sinistra. In attacco tocca al tandem Dzeko-Correa. Schieramento speculare per l'Udinese di Gotti, reduce dall'1-1 casalingo con il Verona: Molina vince il ballottaggio con Udogie e gioca sull'ala destra, in corsia opposta spazio per Stryger Larsen. Davanti confermato Success al fianco di Beto, solo panchina per Deulofeu.

L'Udinese copre bene il campo anche grazie al lavoro in marcatura delle due ali, che per tenere a bada Perisic e Dumfries si abbassano fino a formare una linea a cinque di difesa. In fase d'attacco la fisicità e i movimenti di Success e Beto, il primo agendo da boa, l'altro con gli scatti in profondità, permettono ai friulani di mantenere alto il baricentro tenendo impegnata nei primi frangenti la retroguardia nerazzurra. La prima chance per l'Inter arriva al 13' su azione di ripartenza: Success sbaglia l'appoggio, Dzeko a centrocampo difende palla e vede il corridoio per Correa, dall'argentino l'assist per l'inserimento in area di Barella, il quale approfitta del ritardo di copertura dei tre mediani ma a tu per tu con Silvestri si lascia ipnotizzare dal portiere. Il duello si ripete al 27', stavolta sugli sviluppi di una rimessa laterale di Perisic, con Barella che riceve palla sul colpo di testa ad allontanare di Becao, si libera di Makango, ma il destro centrale viene respinto ancora dal numero 1 dei friulani.

Alla mezzora l'Inter controlla il possesso palla e continua a portarsi avanti alla ricerca del vantaggio, ma quando arriva sulla trequarti trova un'Udinese compatta e solida che le intasa tutte le linee di passaggio. Non è una partita semplice, l'occasione giusta può arrivare da una palla da fermo. Da una nuova rimessa laterale di Perisic, sul primo palo Ranocchia prolunga di testa per Dzeko che per un soffio non arriva all'appuntamento con il gol sulla linea. I nerazzurri aumentano i giri nella ripresa, mentre i friulani difendono in undici dietro la linea del pallone. Tra i più attivi Calhanoglu che chiama spesso palla muovendosi da sinistra a destra sulla trequarti, ma sui cross del turco la difesa bianconera si fa trovare sempre ben appostata. Correa, invece, si stacca da Dzeko e risistemandosi tra il centrocampo e l'attacco si sottrae ai radar della retroguardia avversaria.

Primo doppio cambio per Gotti al 59': entrano Deulofeu in attacco e Walace in mezzo al campo, fuori Success e Jajalo. Passa un minuto e la partita si ribalta in favore dell'Inter. Sul passaggio nel binario di sinistra di Bastoni, velo di Perisic che beffa Molina e manda Correa all'uno contro uno con Nuytinck, il difensore olandese gli concede il varco per accentrarsi, mentre il neo entrato Walace è già in ritardo, la differenza di passo fa il resto: 1-0 Inter con la cavalcata del Tucu, che entra in area e batte Silvestri incrociando di destro sul primo palo. Al 68' l'azione del raddoppio parte dal lato destro: Dumfries chiede il lancio a Barella, arriva sul fondo battendo d'astuzia e rapidità Stryger Larsen, quindi scarica dietro per Correa che è rimasto solissimo all'altezza del limite d'area, mentre Dzeko si è catapultato sotto porta impegnando i tre difensori, l'argentino approfitta del buco dovuto allo scarso coordinamento tra retroguardia e mediana e dopo lo stop fulmina ancora Silvestri con il destro scagliato sotto l'incrocio.

Dopo la doppietta Inzaghi richiama lo stesso Tucu con Calhanoglu in panchina mandando in campo i due cileni Sanchez e Vidal, poi è il turno di Lautaro e Sensi che entrano per far rifiatare Dzeko e Barella, infine Dimarco a 5' dal termine rileva Perisic. Gotti si gioca le carte Arslan, Udogie e nel finale Soppy (fuori Makengo, Stryger Larsen e Molina), ma le variazioni danno energia e nuovi spunti di gioco soprattutto ai nerazzurri. Vidal sale in area a staccare sui cross e Sanchez agisce da satellite attorno a Lautaro, mentre il forcing dell'Udinese, che si affida alla fantasia di Deulofeu e ha aumentato volume di maglie in area e spinta sulle fasce, si scontra con una difesa sempre attenta e abile nel sapersi chiudere per ripartire. Il triplice fischio di Sacchi manda in archivio il 2-0 in favore dell'Inter.

Dopo Empoli, pur cambiati in sette undicesimi nello schieramento di partenza, i nerazzurri replicano punteggio e prestazione altisonante: sono 15 i tentativi effettuati verso la porta di Silvestri, di cui 5 nello specchio, mentre il possesso palla recita 65% e un totale di 559 passaggi per la squadra di Inzaghi contro il 35% e i 240 passaggi della formazione friulana. La rincorsa al vertice prosegue nei risultati e nei numeri incoraggianti, mentre il focus si sposta ora alla sfida cruciale di mercoledì in Champions contro lo Sheriff. Poi sarà già tempo di derby.

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