Sono quindici i giocatori indisponibili per Stramaccioni, costretto ad inventarsi ancora una volta una formazione d’emergenza. L’Inter si schiera con il 3-4-2-1. In difesa confermato il giovane Pasa insieme a Juan Jesus e a Cambiasso. Kovacic in cabina di regia a centrocampo, affiancato da Kuzmanovic. Pereira e Nagatomo sulle ali, davanti Guarin e Alvarez a supporto di Rocchi. Modulo quasi speculare per Guidolin, che sfrutta la duttilità dei suoi uomini offensivi.

Muriel e Di Natale tengono in costante apprensione la retroguardia nerazzurra. Ma la firma sul primo gol è di Pinzi, abilissimo nell'inserimento da dietro. Juan pasticcia prima in disimpegno, poi si fa saltare dal centrocampista bianconero che solo, davanti ad Handanovic, va in rete dopo cinquanta secondi dall’avvio. È una partita in salita per l’Inter, sotto subito 1-0 e travolta dall’impeto degli avversari. La squadra di Guidolin se la gioca a viso aperto, i nerazzurri rimangono passivi. Dopo quattro minuti, Kuzmanovic commette già due falli. Muriel, Pereyra, Basta e Gabriel Silva allargano il gioco e affondano quando vogliono, Di Natale sbuca da tutte le parti.

Il raddoppio però arriva dopo il calcio di punizione del bomber bianconero. Domizzi approfitta di un pallone prolungato di testa e la schiaccia lui sul secondo palo. L'1-2 di Juan arriva quasi per caso dopo una serie di rimpalli in area. Rocchi è isolato, il suo lampo è un diagonale sbilenco che finisce a lato della porta di Brkic. Idee confuse per l'Inter che non riesce mai a rendersi pericolosa. Sull'altro fronte l'Udinese è micidiale. E Di Natale non perdona, all'intervallo si va sull'1-3 con la magia del bomber dei friulani. Dopo il gol Cambiasso avanza a centrocampo, l'Inter si schiera con un 4-3-2-1 variabile. Il risultato cambia. In peggio.

Dopo sette minuti dall'inizio dell'intervallo è infatti Gabriel Silva a farsi beffe dell'inguardabile difesa interista. Il brasiliano è lanciato in contropiede e batte Handanovic con il cucchiaio. L'Inter soccombe davanti ai propri tifosi. Stramaccioni sceglie quindi di inserire in campo un'altra punta. Fuori un impalpabile Alvarez, sommerso dai fischi di San Siro, dentro Palacio. E la musica stavolta è diversa. È proprio l'argentino infatti a mandare in gol Rocchi, poco prima fermato dal palo. El Trenza svaria in attacco e dà quel pizzico di vivacità in più alla manovra nerazzurra. Poi però arriva l'errore clamoroso di Handanovic in uscita. Muriel approfitta dello svarione, complice uno spaeseato Nagatomo, e mette dentro a porta vuota.

Sul risultato di 2-5 si chiude difatti la partita. Strama manda in campo anche Schelotto, esce Rocchi. Fuori una punta quindi nonostante il passivo. Palacio va così a sistemarsi al centro dell'attacco, mentre l'ex atalantino si sistema a destra. Ma né occasioni né sussulti in area friulana. L'Udinese si dimostra vera squadra a San Siro. Prima annichilisce i tentativi di gioco dell'Inter e travolge l'avversario con la velocità e l'estro dei suoi uomini d'attacco. Nel finale poi il compito è ancora più facile, quando c'è da controllare una vittoria pesante ma pienamente meritata.

Sezione: L'angolo tattico / Data: Lun 20 maggio 2013 alle 02:30
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DaniAlfieri
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