Inter-Torino - Perisic e Nagatomo bucano a sinistra. Eder impattante

 di Antonello Mastronardi Twitter:   articolo letto 26583 volte
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
Inter-Torino - Perisic e Nagatomo bucano a sinistra. Eder impattante

HANDANOVIC 5,5 – Non esente da colpe sul gol per via del posizionamento poco curato, è in generale poco sicuro nella gestione delle respinte e dei palloni di cui invece lo sloveno dovrebbe essere sicuro padrone.

D'AMBROSIO 6 – Ci mette una fisicità e una voglia ancor maggiore del solito, decidendo di prendere a sportellate qualsiasi avversario si palesi dalle sue parti. Il Torino, infatti, sfonderà sull’altra fascia.

SKRINIAR 6 – Tiene nel duello fisico e tecnico con un carrarmato quale Belotti. Sfiora anche la rete nella parte finale della prima frazione, e la sua pericolosità sui corner è oramai un altro dato che possiamo acquisire a favore del centralone slovacco.

MIRANDA 5 – Poco attento dietro, perde talvolta la marcatura anche sui calci piazzati; peraltro, non riesce mai ad essere lucido nel momento in cui è chiamato a far uscire il pallone dalla difesa. Se quest’Inter vuole davvero procedere palla a terra fin dalla propria trequarti, Miranda deve al più presto ricordarsi di essere brasiliano.

NAGATOMO 5,5 – Abbastanza puntuale nei ripiegamenti difensivi e nei tempi della sovrapposizione, è però raramente premiato da un Perisic poco in giornata. Pesa poi sul suo conto l’errore evidente con cui lascia comodamente andare Iago Falque sul mancino in occasione della rete granata (dal 76’, BROZOVIC 5,5 – Si fa notare solo per il giallo ben speso con cui blocca una ripartenza del Torino).

GAGLIARDINI 5,5 – La crescita del ragazzo nel ruolo di perno basso è abbastanza evidente. Meno palloni sbagliati del solito, nonostante la selva di gambe con cui i granata ostruiscono gli sbocchi alla manovra interista. Di contro, però, l’ex Atalanta è complice nella disattenzione generale che ha portato alla rete granata, anche se Iago Falque giunge fin troppo lanciato nella sua zona di competenza. (dal 69’, EDER 7 – Entra nel momento di massima confusione della gara e, nonostante i primi contatti col pallone non escano dalla confusione stessa, si rivela decisivo sottoporta. Oltretutto, a sua corsa è un’arma preziosissima in una gara del genere. Rinnovo bagnato dal gol).

VECINO 5,5 – Senz’altro frenato e assai meno preciso rispetto al solito. La sua scarsa condizione fa sentire i suoi effetti sulla manovra, dal momento che, col moto continuo in verticale che offre di solito, garantisce ai compagni occasioni immediate di scarico che oggi sono venute a mancare. Trovato un paio di volte in area da Nagatomo, i suoi colpi di testa si rivelano poco potenti e precisi. Peccato per la traversa finale, che non basta tuttavia a garantirgli la sufficienza.

CANDREVA 6 – Una gara di corsa: se l’Inter sulla destra risulta più pericolosa che sull’altro versante, il merito è soprattutto di Candreva, visto che D’Ambrosio è spesso chiamato a restare basso. Garantisce qualche buono spunto quando va al cross, ma mancano sufficienti inserimenti dal centrocampo perché i suoi traversoni possano risultare efficaci.

BORJA VALERO 6 – Meno protagonista delle ultime uscite. Come per Vecino, la sua prestazione sottotono toglie fluidità e logica alla manovra dell’Inter: raramente riesce a farsi sentire in appoggio ad Icardi, come pure gli era riuscito a Verona. Encomiabile lo sforzo fisico e tecnico nel finale, contro ogni legge del tempo e della carta di identità.

PERISIC 5 – La più classica delle giornate no in cui il croato tendeva a incappare di frequente nelle stagioni scorse. Se il orino sfonda a sinistra con Iago, è anche colpa sua. A maggior ragione, la quasi totale presenza offensiva dell’Inter su quella fascia è da ascrivere per intero all’esterno ex Wolfsburg.

ICARDI 5,5 -  Partecipa alla manovra, ma è impreciso negli appoggi e, per una volta, davanti alla porta in numerose occasioni. Sceglie bene quando assiste Eder e gli offre la palla del pareggio, ma deve ancora trovare equilibrio tra i nuovi compiti affidatigli da Spalletti e una presenza costante in zona gol.

ALL. SPALLETTI 5,5 – Contro squadre arroccate come il Torino, l’Inter deve imparare a proporre qualcosa che esuli dal solito, prevedibile copione. Da questo passano inevitabilmente la crescita e le sorti di una squadra che si è ritrovata e sta provando a darsi un’identità da grande, ma soffre ancora qualche stop di troppo nel suo percorso.

TORINO: Sirigu 6,5; De Silvestri 6,5, N'Koulou 6, Burdisso 6, Ansaldi 6,5; Baselli 7, Rincon 6,5, Obi 6 (dal 73’, Acquah 6); Iago Falque 7, (dall’83’, Niang sv) Belotti 6,5, Ljajic 6,5 (dall'87', Berenguer sv). All. Mihajlovic 6,5.

ARBITRO: ORSATO 5 – Vada per il suo stile all’inglese, nonostante il lasciar correre si addica poco a una gara fisica e spezzettata di suo com’è stata questa. Stupisce però in negativo la scarsa coerenza che sembra guidare il fischietto di Schio nella gestione dei falli e, in generale, nelle sue scelte.

ASSISTENTI: Di Fiore 5,5 – Manganelli 6.