Nelle ultime uscite la crescita di Mateo Kovacic, fino a un mese fa vittima della propria involuzione, è stata evidente. L'apice all'Olimpico: il croato ha mostrato grandi segni di vitalità, eseguendo ottimamente i dettami tattici di Roberto Mancini e risultando decisivo in occasione delle due reti nerazzurre. Una prova convincente che richiede però conferma domani contro la Juventus, quando il numero 10 probabilmente sarà chiamato ancora in causa vista l'assenza di Hernanes e Guarin. Lo stesso Mancini, in conferenza stampa, ha tessuto le lodi del talento di Linz, sottolineando come stia crescendo negli ultimi tempi e, a domanda specifica, togliendolo dal mercato: "Kovacic è un nostro giocatore, ha grandi qualità e sta crescendo. Ha margini di miglioramento enormi, puntiamo su di lui e non possiamo vendere i giocatori migliori". Parole che dovrebbero chiudere definitivamente la porta d'uscita di Appiano Gentile per quanto riguarda il croato.
HANDANOVIC BASTEREBBE? - Eppure la realtà non è così fluida come sembra. Intenzione della società è trattenere tutti i migliori under 24 in rosa per una questione di progetto a lunga scadenza, ma l'obbligo imposto dall'UEFA di autofinanziare il mercato in entrata spendendo solo quanto viene incassato impone delle riflessioni. Posto che Thohir farà il possibile per accontentare il suo allenatore, regalandogli giocatori di spessore (alcuni anche costosi), è chiaro che qualche uscita ci dovrà essere e una potrebbe essere 'ricca'. "Bisogna vedere, chiaro che qualcuno vada ceduto anche perché non possiamo avere 30 giocatori. Fare 0-0 però mi sembra difficile", il pensiero di Mancini sul rischio di veder partire un big. Che, giusto dirlo, potrebbe essere proprio Samir Handanovic, il quale però non garantirebbe un'entrata così significativa da finanziare nel modo giusto il mercato estivo in entrata.
IL SACRIFICABILE - Quindi? Posto che Mauro Icardi è ormai prossimo al prolungamento del contratto con ritocco importante verso l'alto e che il Mancio non vuole privarsene, l'altro giocatore pieno di richieste dall'estero è proprio Mateo Kovacic. Che, sull'altare del bilancio e a prescindere dalla volontà iniziale del club, non può sentirsi al sicuro da una possibile partenza. Soprattutto qualora in corso Vittorio Emanuele arrivasse un fax con una proposta molto ricca (25-30 milioni), difficile da rifiutare in questo momento. In più, c'è un altro indizio che porta a non escludere il sacrificio dell'ex Dinamo Zagabria: l'incontro a Barcellona tra Piero Ausilio e Ariedo Braida, che cenando insieme hanno anche affrontato l'argomento. Ai catalani infatti Kovacic piace molto, per ammissione dello stesso diesse blaugrana ai microfoni di FcInterNews.it: "Per il momento non posso esprimermi in merito, non c'è nulla di concreto ad oggi. Certamente non si può negare che il giocatore ci piace e ha qualità".
BLOCCO... FINO A UN CERTO PUNTO - Il gradimento insomma non è solo sui giornali, ma concreto. Però a un'eventuale trattativa c'è un ostacolo non da poco: il blocco del mercato imposto al Barcellona fino a gennaio 2016. Situazione che impedirebbe un trasferimento estivo del croato in Catalunya e, di conseguenza, liquidità immediata nelle casse dell'Inter. Ma altre parole di Bradìda fanno intendere che tale limite non rappresenta un freno alle discussioni e che l'operazione potrebbe concludersi virtualmente in attesa del prossimo gennaio: "Il regolamento è molto chiaro: il Barcellona non può muoversi e fare delle trattative durante la sessione estiva, ma questo non ci vieta assolutamente di prendere degli accordi verbali in vista di gennaio. Questo, ovviamente, è consentito". E qui si torna alla famosa cena catalana, possibile spartiacque per il futuro di Kovacic. Che l'Inter terrebbe molto volentieri, ma che potrebbe dover cedere in Spagna, dove al di là del freno a mano i soldi non mancano di certo.
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