Parlando in conferenza stampa per presentare il 'Gran Galà del calcio AIC', Demetrio Albertini non ha potuto esimersi dal commentare l'eliminazione della Nazionale di Ventura dai playoff per l'accesso ai Mondiali di Russia. Albertini, peraltro, ha a lungo ricoperto incarichi federali, dopo esser stato sconfitto nella corsa alla presidenza della FIGC del 2014 proprio da Carlo Tavecchio. Com'è ovvio, Albertini è stato interrogato anche in merito alla sua possibile volontà di subentrare a Tavecchio al vertice della federazione, e lo stesso gli è stato chiesto per ciò che concerne Damiano Tommasi, presidente dell'AIC che oggi divideva con lui il palco. Ecco le parole dell'ex rossonero: "Damiano (Tommasi, ndr) è impegnato in Aic, io sono uscito cercando un percorso diverso. Lo sto facendo, vado avanti con le mie scelte e le mie idee. Se poi potrò ridare qualcosa a questo sport, lo farò come sto facendo ora per il Gran Galà. Non so se con me presidente della Figc sarebbe arrivato un altro risultato. Venire oggi a giudicare l'operato di qualcuno sarebbe la cosa più semplice; da esterno, credo che questo sia il momento non per giudicare ma per capire le cause e magari avere il coraggio di cambiare".

A proposito di cambiamento, ecco la ricetta di Albertini: "Credo che un bel progetto sportivo sarebbe importante, ma la mia non è una candidatura. Anche prima del 2014 le mie convinzioni erano quelle. Bisogna essere razionali e cercare un percorso condiviso. La Nazionale, anche con tutti i difetti che ha, aveva le carte in regola per andare al Mondiale, poi c'è la partita in sé. Questa conferenza era stata fissata da tempo. Ci sarebbe piaciuto celebrare l'Italia. Prossimo ct? Se devo fare un nome, Ancelotti è il primo che mi viene in mente, ma scegliere il ct è sempre difficile. Cosa avrei fatto nei panni di Tavecchio? Oggi faccio l'imprenditore, se non dovessi raggiungere i miei obiettivi non mi dimetterei ma chiuderei". Infine, una battuta sul campionato di Serie A in svolgimento: "Questo campionato mi piace. Penso all'Inter che ha tante individualità ed e diventata una squadra ma anche alla Roma. Credo però che la Juve sia ancora la squadra da battere".

Sezione: News / Data: Mar 14 novembre 2017 alle 15:54
Autore: Antonello Mastronardi / Twitter: @f_antomas
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