Ospite della puntata odierna di InterNOS, programma di Inter Channel, il 'muro' argentino nerazzurro Walter Samuel ha parlato a 360°, toccando varie tematiche. L'esperto centrale difensivo, protagonista degli ultimi due incontri, nelle anticipazioni offerte dal sito ufficiale nel corso del pomeriggio ha ringraziato prima di ogni cosa i tifosi nerazzurri: "Anche nei momenti che sono stati per me più duri, loro mi sono sempre stati vicino. Forse in questo sono un po' esagerati perché io non mi sento cosi tanto importante da meritare una statua. Sicuramente sono orgoglioso di aver fatto e di fare parte dell'Inter. La mia storia qui per me è molto importante, ho raggiunto trofei che non avrei mai pensato di raggiungere, come la Champions. Mi sento ancora importante qui ed è un orgoglio essere qui".
Difensore 'duro'? Walter risponde così: "Cerco di fare il mio mestiere, insieme ai miei compagni, non penso di essere un difensore 'duro'. Ho sentito del fallo 'alla Samuel', ma non mi sembra, anche se a volte capita di fare falli. Mi sembra di essere molto corretto in campo".
In campo, ma anche fuori. Con Samuel si parla poi di cucina e di chi - tra lui, Zanetti e Cambiasso - sia più bravo: "Diciamo che ci di dividiamo un po' i ruoli. Io sono quello che sta più vicino alla griglia insieme ad altri, il Cuchu aiuta e Pupi serve ai tavoli", una sorta di Capitano-cameriere".
Il gol più bello di questi 10 anni nerazzurri: "Derby e Siena, partita assolutamente emozionante".
Consigli ai giovani difensori: "Io metto sempre il massimo dell'impegno, cerco di fare il mio mestiere e dare il mio contributo alla squadra. Il ruolo del difensore è importantissimo, considerando che ci sono attaccanti che possono cambiare sempre le sorti di una gara. Mi piacerebbe fare l'allenatore dei giovani perchè penso che posso insegnar loro la mia esperienza di calcio. Penso a dare il mio contributo alla squadra perché credo che il nostro ruolo sia davvero importante. Se mi piacerebbe insegnare ai ragazzi? Sì, è vero, mi piacerebbe allenare i giovani perché ritengo che ai più piccoli puoi dare qualcosa in più in termine di esperienza. In serie A sono già tutti preparati. Per adesso, comunque, non ci sto pensando perché ho ancora voglia di giocare, ma ho già fatto il corso per allenare i più giovani. Ho fatto una tesi sulla fase difensiva collettiva. Non so che farò nel mio futuro, vivo alla giornata''.
Quando gli si chiede quale sia il giocatore con il quale si sia trovato meglio negli anni, Walter sorride e riflette: "Questa è una domanda che mi hanno sempre fatto e che mi mette sempre in difficoltà, ogni volta. Mi sono trovato bene con tanti, quando sono arrivato con Ivan (Cordoba, ndr) e Burdisso, poi anche quando c'era Marco (Materazzi, ndr). Anche con Lucio avevamo formato una bella coppia. Credo che collaborando si possa stare bene con tutti, io non voglio parlare troppo in campo".
Sulla sua condizione fisica, spiega: "Ci alleniamo bene, non solo io, e credo che chiunque sia entrato in campo in questa stagione abbia fatto bene. Abbiamo solo una competizione e dobbiamo dare sempre il massimo. Dopo la partita giocata contro l'Udinese mi sentivo bene, ma ho saputo aspettare il mio momento e le scelte dell'allenatore. Avendo una partita alla settimana, ci giochiamo tutti il posto".
Stagione senza Europa. Una stranezza, concordi? "Sì, anche perchè noi siamo abituati a giocare più volte durante la settimana".
Emozioni con la fascia da capitano, arrivata a Samuel dopo Zanetti e Cambiasso. Le ricorda bene Walter Samuel: "Mi sono emozionato tanto, non l'avrei mai pensato: essere capitano dell'Inter è bellissimo. Ma il vero Capitano è uno solo: Javier Zanetti. Nagatomo? Anche lui non si accorge del peso della fascia! (ride, ndr). Ma a Firenze non ci pensavo".
Piatto preferito italiano: "La cotoletta".
Ti piacerebbe tornare al Boca? "Con i miei compagni parliamo sempre del calcio argentino e ci prendiamo in giro perchè ognuno ha la propria squadra. Per il futuro, invece, dico che non ci penso. Vivo alla giornata".
Emozione più grande in carriera: "Non saprei, perchè ho vissuto momenti belli sia qui che al Boca. Dico la Champions con l'Inter e lo Scudetto con il Boca".
Perchè il 25 come numero di maglia? "Quando sono arrivato il 5 era libero, ma lo aveva chiesto Stankovic, quindi ho optato per questo numero".
Compagno di stanza nei ritiri: "Alvarez. Io ho sempre creduto in lui, ha sempre alzato la testa, ha chiesto la palla anche nei momenti di difficoltà. Spero che faccia bene anche perchè ci sarà il Mondiale. Brasile? La Nazionale è bellissima, ma vedendo la mia età non mi voglio illudere".
Consiglio per Ranocchia: "Noi dietro siamo in tanti, ci sono momenti. Lui ha iniziato benissimo, poi abbiamo cambiato. Lui non deve dimostrare niente a nessuno, gioca in Nazionale e spero che possa andare in Brasile. Non ci sono dubbi su di lui, in Serie A non deve dimostrare niente a nessuno".
Giovani che ti sono piaciuti nel tuo ruolo? "Solitamente seguo gli argentini, mi piace Rodriguez della Fiorentina, anche se siamo diversi. Mi piace molto, comunque".
Arrivano altri elogi per 'The Wall', lui ringrazia.
Futuro: "Valuto tutto, anche cosa penserà la società. Vediamo, voglio giocare e poi alla fine vedremo".
Samuel prosegue: "Mi piace proprio giocare e fino a quando le gambe risponderanno io continuerò. Mi arrabbio tanto quando non posso allenarmi per qualche problema. Mi piace ridere con i miei compagni. Quando uno lascia il calcio questa è la parte più triste per tutti".
Champions obiettivo? "Bisogna credere all'Europa, ma non bisogna illudere la gente. Dobbiamo avere equilibrio, poi vedremo in base a quello che faranno le altre. Arrivare in Europa sarebbe bellissimo".
Hernanes: "La sua carriera dice tutto. Lui ha tanta qualità e la squadra si sente sicura quando ha la palla tra i piedi".
Quando diventerai allenatore, porterai 'qualcosa' di quello che i tuoi vecchi allenatori ti hanno insegnato? "Ovviamente, anche Bielsa mi ha insegnato tanto. Posso prendere qualcosa da tutti. Di lui ho un bellissimo ricordo, viveva per il calcio e penso che continuerà così".
Hai mai incontrato un giocatore più 'duro' di te? "Non saprei, è difficile rispondere".
Balotelli ti ha mai fatto un tunnel? "Ma non solo lui! (ride, ndr). Anche Julio Cesar ci è riuscito".
Attaccante più forte incontrato: "Ibrahimovic, Vieri, Sheva. Lo svedese è un giocatore che ha vinto ovunque, la Champions può cambiare in un attimo, è diversa da un Campionato. Ogni dettaglio è importante".
Cosa ti ha dato l'Inter? "Tantissimo, forse io non ho mai ringraziato abbastanza. Ho giocato con tantissimi campioni, trovare alla Pinetina gente fantastica. Mi ha dato veramente tanto".
Messaggio da una parrucchiera, che lo invita nel suo negozio, Walter ride e ringrazia.
Botta e risposta
Se non avessi fatto il calciatore? "Penso che avrei lavorato in fabbrica con tutti i miei amici".
Paura di volare? "Abbastanza".
Significato della parola 'passione': "Nel calcio è quello che ti trascina, senza sarebbe difficile".
Se fossi un giornalista, cosa chiederesti? "Non ho mai avuto problemi con loro, fanno il loro lavoro e io non ho avuto alcun disguido. A volte le critiche bisogna accettarle, l'importante è non entrare nella vita privata".
Punto debole e di forza: "Timidezza direi. Il mio punto di forza, direi la testardaggine e la concentrazione".
Sai cucinare? "Poco, a parte la grigliata. A casa ci pensa mia moglie".
Se tuo figlio diventasse un calciatore, cosa diresti? "Assolutamente niente, guarderei e farei come mio padre, non parlerei e lascerei i miei figli tranquilli".
Sei scaramantico? "Poco".
Aneddoto di quando eri piccolo: "Ho giocato fino a 12 anni davanti e un altro ragazzo giocava dietro. Quando facevamo le partitine ci siamo invertiti perchè io non segnavo mai. Ho iniziato a giocare difensore e poi al Newell's è iniziato tutto. Senza questa cosa non penso che sarei qui".
Il migliore del mondo: "Messi, ho avuto la possibilità di giocare insieme. Anche Cristiano è fortissimo, ma Leo rimane il numero uno".
Il primo pensiero al mattino: "Allenamento".
Inter: "La parte più importante della mia carriera".
Chiusura dedicata al gol 'storico' contro il Siena: "Quando abbiamo pareggiato volevo rimanere dietro, ma mi hanno obbligato a rimanere davanti. E' andata bene".
Christian Liotta
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