Chissà che il fondo non sia stato già toccato. Al termine di due settimane di follia, con l'Inter al centro di un'impressionante sequela di avvenimenti al limite del credibile, la squadra nerazzurra torna alla vittoria col più beffardo dei successi, quello inutile per la classifica, noioso nel suo concretizzarsi e, soprattutto, irritante, dal momento che la lucida determinazione con cui questi giocatori hanno reagito all'inizio choc non pare sia stata portata ad Appiano da un fattorino nell'ultima settimana: volendo, la si poteva reperire con altrettanta prontezza molto tempo fa. 

Procediamo secondo l'abusato ordine cronologico e teniamocelo stretto come fosse un lanternino, visto il cieco caos dell'ambiente che andiamo a sondare. La serata romana di ieri si apre con le dichiarazioni di Piero Ausilio ai microfoni di Premium Sport: come d'abitudine, il ds nerazzurro fa il punto alla stampa prima della partita; stavolta, però, il suono della sua voce echeggia anche più in là dei successivi 4 gol che si vedranno sul prato dell'Olimpico. Ausilio, infatti, torna a parlare dopo il clamoroso svarione di giovedì, quando la sua lectio magistralis fin troppo onesta e "sbracata" sui problemi che attanagliano l'Inter ha colto alla sprovvista società, addetti ai lavori, tifosi, psicanalisti, accompagnatrici e ogni figura che in qualche modo assiste e cura l'interista dai peculiari malanni di questa stagione. La spiegazione di Ausilio chiama in causa con opportunità il carattere confidenziale dell'evento; soprattutto, ancor più giustamente il ds nerazzurro sottolinea come egli debba render conto delle sue parole soltanto alla società, con la quale il problema sarebbe stato risolto, a suo dire, nel giro di dieci minuti. Ciò che occorre chiedersi, semmai, è cosa porti un professionista che lavora nell'Inter da anni, e del quale si immagina il più incondizionato attaccamento alla causa, a mancare del più banale senso dell'opportunità in un modo inedito e inatteso.

Chiuso il succulento prepartita, l'Inter entra in campo con il consueto piglio sbandato. Campione, in questo senso, si conferma Murillo, che riesce a proseguire nella stesura del suo manifesto per la generosità dei difensori verso l'avversario di turno nonostante la sua prova duri solo 21', a causa di un problema fisico. Dopo un primo, rischioso intervento in area a danno di Keita, il colombiano accompagna con gentilezza Felipe Anderson prima di franargli addosso. Al rigore siglato dal gioiellino ispano-senegalese fa però seguito una reazione finalmente rabbiosa e, per certi versi, persino lucida dei nerazzurri. Forse subire a oltranza non piace a nessuno: come ne 'Il secondo tragico Fantozzi', quando il ragioniere dà una sterzata alla sua triste parabola col celeberrimo sfogo sulla 'Corazzata Kotiomkin', l'Inter decide di smettere di subire, e il rapido uno-due targato Andreolli e Candreva, grazie alla gentile collaborazione di Hoedt, è il giusto premio a un tangibile cambio di passo. Neppure la vittoria, completata dal gol di Eder nella ripresa e agevolata da una Lazio in comprensibile disarmo psicologico, riesce tuttavia a scacciare l'insania dall'amiente nerazzurro: come definire, infatti, la reazione di Gabigol che abbandona la panchina dopo il mancato ingresso? Sia chiaro, dispiace a tutti che il ragazzo brasiliano sia in qualche modo condannato all'invisibilità; soprattutto, è ormai gigante la curiosità sui motivi del suo scarso utilizzo. Appare difficile, però, giustificare il suo atteggiamento se non alla luce di mesi di follia, nello spogliatoio come nel palazzo nerazzurro: possibile, dunque, che l'ex Santos a quella follia si sia abituato, come a un gentile lascito della realtà a dir poco caotica in cui è stato calato; in ogni caso, resta un comportamento da primadonna, l'ennesimo caso in un gruppo che è ben lontano dal potersi permettere simili mattane. Ché i capricci si tollerano ben volentieri soltanto quando si accompagnano al genio e il genio, da troppo tempo e con troppi colpevoli, non veste più questi colori.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 22 maggio 2017 alle 08:30
Autore: Antonello Mastronardi / Twitter: @f_antomas
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