In attesa di capire se davvero il sogno di Roberto Mancini di portare all'Inter Yaya Touré diventerà realtà (stiamo entrando nella fase calda dell'operazione), è il caso di capire che tipo di contributo potrebbe portare l'ivoriano alla causa nerazzurra nella prossima stagione. Analizzando alcuni dati che riguardano il centrocampista del Manchester City, La Statistica è arrivata a un vedretto sulla sua utilità potenziale in nerazzurro:

Prima di tutto i dati medi che meglio possono esprimere il valore di un centrocampista centrale, analizzando il periodo inglese del giocatore (dal 2010 al 2015): dribbling riusciti, palle perse, key-passes, assist, tiri, tiri da fuori e falli subiti. È piuttosto evidente come il picco in quasi tutti i valori sia stato raggiungo nel 2013-14. Una stagione nella quale ha il più basso numero di palle perse (1,7) e il più alto di assist (0,3), ma anche il terzo per dribbling (1,2) e tiri (1,8). La stagione attuale, invece, è stata la prima per dribbling (1,6) e tiri (3,1), però ha rappresentato un’involuzione per quanto riguarda il numero di palle perse, tornate al di sopra delle 2 a partita per la prima volta dal 2010-11. I key-passes hanno il valore più basso del periodo e lo stesso vale per gli assist e i falli subiti. È stato meno pericoloso? Pare proprio di sì, anche se si guarda alla tipologia di conclusioni scelte: ben 1,9 da fuori area. Mai ne aveva tentate tante in questo quinquennio.

La flessione di Touré nell’ultima stagione è rispecchiata anche dai valori medi difensivi: tackle, palle intercettate, falli commessi e duelli aerei vinti. L’ivoriano ha presentato il valore più basso di tackle (solo 1 a partita) e palle intercettate (0,5: la metà rispetto alla sua media delle quattro stagioni precedenti). È migliorato nei duelli aerei (1,3 a match), ma nel complesso la contrazione è evidente. Qui non c’entra tanto il momento della squadra, quanto quello individuale. Ed è possibile che per il giocatore sia iniziata una flessione generale dopo il picco toccato nella stagione precedente.

La conferma si ha nelle sue percentuali realizzative (qui purtroppo i dati sono solamente relativi alle ultime tre stagioni). Analizzando il suo rendimento al netto dei rigori trasformati, scopriamo come il 2013-14 sia stato un campionato difficilmente ripetibile. Non soltanto per i 20 gol totali (14 al netto dei rigori), ma per la percentuale realizzativa del 66,7% e la percentuale realizzativa totale del 24,14%, con una SOT* del 36,21%. Numeri quasi da attaccante, che sono tornati nelle medie nel 2014-15. Anche se, è bene ricordarlo, si può comunque andare a nozze serenamente con un centrocampista che segna con il 33,3% dei tiri in porta come è accaduto a Touré in quest’ultimo campionato.

In chiusura l'analisi del modo in cui passa il pallone. Touré, e questo è il dato che forse meglio di tutti spiega una stagione non sempre all’altezza, è stato coinvolto molto di più rispetto a tutte le stagioni precedenti: ha passato 84 palloni a partita, quando in precedenza non è mai salito sopra i 78,9 del 2012-13. Che il Manchester City abbia puntato un po’ troppo su di lui? Può essere. Detto questo, le sue percentuali restano incredibili: 88,8% di passaggi completati, con 70,7 palle corte e 3,9 filtranti a partita. Anche qui si nota una leggera flessione. Ma se dovesse tornasse a essere un valore standard, per l’Inter porterebbe comunque un salto di qualità notevole.
 


* Il SOT è un valore semplice semplice per misurare l’efficacia o l’inefficacia di una squadra in attacco. Si tratta infatti di “Shots on target”, ovvero tiri in porta. Per calcolarlo bisogna dividere il numero di tiri in porta effettuati per il numero di tiri totali.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 25 maggio 2015 alle 11:30 / Fonte: Elaborazione la Statistica su dati Whoscored e Squawka
Autore: Redazione FcInterNews.it
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