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Ranieri duro: "Non temo l'esonero. Deki ha sbagliato, Juan..."

03.03.2012 13:25 di Fabrizio Romano  articolo letto 19276 volte
Fonte: dagli inviati ad Appiano, Guglielmo Cannavale e Fabrizio Romano
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ranieri duro: "Non temo l'esonero. Deki ha sbagliato, Juan..."

L'ultima spiaggia per Claudio Ranieri si chiama Catania. Massimo Moratti gli ha confermato la fiducia ma domani a San Siro arrivano gli etnei e fallire non si può. In conferenza stampa da Appiano Gentile il tecnico presenta la gara e gli argomenti del momento. FcInterNews.it è presente sul posto e vi riferisce LIVE le parole di Ranieri.

ORE 13.00 - Claudio Ranieri arriva in sala stampa ad Appiano.

Il Catania corre molto, come vedrà la gara di domani?

"Per vincere dovremo far gol, cosa che ultimamente non riusciamo a fare. Il Catania è sulle ali dell'entusiasmo, gioca bene, è una squadra colma di buoni elementi per cui dovremo stare molto ma molto attenti".

Nelle ultime gare hai provato più moduli. E adesso?

"Capisco il discorso, ma non credo che con il 4-4-2 che ci concesse di fare quattro vittorie di fila cambiasse tutto, anche perché era un 4-4-2 mascherano con esterni che non erano tali, come Coutinho o Alvarez. Noi ce la siamo sempre giocata, anche a Napoli quando potevamo pareggiare, ma pure a Marsiglia. Bisogna trovare il punto giusto".

E su Wesley Sneijder?

"Deve giocare dietro le due punte e quello è il suo ruolo. Bisogna lasciarlo libero di inventare il suo calcio".

Sneijder è diventato un problema?

"No, dire che Sneijder è un problema non è esatto. Wesley non è nel suo anno migliore almeno finora, per cui andrà gestito in un'altra maniera".

Lo spogliatoio ha mostrato di essere al suo fianco.

"Questo è basilare, perché i problemi si superano tutti insieme. I problemi ci sono altrimenti non sarei arrivato all'Inter, ma dovremo essere vogliosi di ribaltare la situazione. E' importante essere tutti insieme, avete visto quanto la società è stata vicina a tutti noi e anche a me, ma anche i tifosi sono sempre stati con noi, fino all'89esimo anche contro il Bologna. Devono starci dietro e supportarci perché la gara di domani è molto, ma molto importante".

Lei si è affidato ai senatori nel momento delicato.

"Scelgo sempre chi a mio avviso può fare la differenza. L'Inter quest'anno ha undici vittorie e undici sconfitte, alcune di queste ultime non le meritiamo; quando incontro gli altri allenatori ne discuto, siamo anche sfortunati ma dobbiamo saper reagire con orgoglio, determinazione e sangue freddo. Forse è giusto mettere in campo forze fresche, ma anche giocatori che sappiano giocare in situazioni del genere".

I giocatori sono condizionati a livello di testa?

"La sfortuna condiziona, non ci riesce nulla. Per questo dico che domani andremo sostenuti fino alla fine, dobbiamo avere il sangue freddo che richiede la situazione".

Forlan può essere come Milito qualche mese fa, ovvero riscattarsi all'improvviso?

"Sì, perché vedo la voglia di far cambiare la situazione in Forlan così come era per Milito tempo fa".

Tre motivi per cui l'Inter non riesce più a far gol.

"La poca determinazione che alcune volte mettiamo, quel pizzico di sfortuna che accompagna ogni stagione e una serenità che dobbiamo ritrovare, per essere più forti di tutto quello che sta accadendo. Non può andare tutto bene, ma se analizziamo le gare che abbiamo disputato siamo sempre stati pericolosi in zona rete. A Napoli e Marsiglia siamo stati sfortunati, anche col Novara e col Lecce, ma non lo dico per difendere il mio lavoro, ma perché capirete quanto sia paradossale la situazione, non ci gira nulla".

Ti sei inventato qualcosa di diverso per riprendere la squadra?

"Le stiamo provando tutte, ma i frutti non arrivano. Solo perseverando ne verremo fuori, non ci arrendiamo e non voglio che i ragazzi si arrendano. Dovremo essere liberi e il pubblico deve capirlo, possiamo dare una sterzata con il pubblico che spinge la squadra in difficoltà".

Dopo cinque sconfitte crede solo nei giocatori e meno nella squadra?

"Credo nella squadra, ma quello che conta per noi è vincere domani. E' come se fosse l'ultima partita, non per me, ma come pensiero: è una finale. Abbiamo un problema, non dobbiamo risolverlo ma dobbiamo superarlo".

Lei vive per la sua situazione come una finale? Teme l'esonero?

"Non la vivo come ultima spiaggia, ho la piena fiducia della società. Sono determinato a far bene, voglio che la squadra sia libera da ogni condizionamento. Non mi sento sotto esame proprio perché ho preso una situazione molto più critica rispetto a quella attuale, eravamo con le spalle al muro. Sono positivo come lo ero prima".

Stankovic cos'ha, non essendo convocato?

"Non l'ho visto bene negli allenamenti, aveva qualche problemino e ho preferito farlo riposare. Out perché si è lamentato? Magari fosse solo perché si è lamentato a Napoli... peraltro ha anche sbagliato perché ha detto che escono sempre i soliti ma lui non ha giocato tanto, per cui non è tra i soliti...".

Quanto serve la vittoria anche in Champions? E vede poca volontà offensiva in questa squadra?

"Bisogna vincere, se sale il morale ritrovi energie nervose che magari nel momento difficile non riesci a trovare. Io non ho mai visto un'Inter rinunciataria, a dispetto di quanto si dice. Dovrò trovare il modulo migliore per la squadra, se finora ho giocato con due punte e trequartista significa voler giocare anche in fase offensiva, anche a Marsiglia siamo andati lì a fare la partita. Il problema per il momento è il gol, dovremo essere molto attenti in fase difensiva".

Mancano più la testa, le gambe o la qualità?

"Manca la testa, perché abbiamo visto che quando si vinceva c'erano gambe e qualità. Ora corriamo, siamo volenterosi ma corriamo male per la frenesia di voler fare le cose".

Nagatomo come sta?

"Era un pochino stanco, questa passeggiata in Giappone andata e ritorno non è stata da poco. Ma il problema al polpaccio è smentito".

Alla domanda di FcInterNews.it: quanto è stato importante il colloquio con Moratti in settimana?

"E' stato un colloquio di prassi, parliamo almeno una volta a settimana. Diciamo un colloquio normale con il presidente, c'è fiducia".

Come vede questa rottura tra Juventus e Milan?

"Calcio italiano, non cambierà mai. Non so della rottura perché quando c'ero io alla Juventus c'era un'altra dirigenza".

Juan è tra i convocati.

"E' un premio, si sta allenando benissimo per cui ho voluto premiarlo. Ancora non è pronto ma ho voluto premiarlo essendo in casa...".

ORE 13.27 - Termina la conferenza stampa di Ranieri.


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