Post-Stadium, l'Inter ha comunicato meglio della Juventus: ecco perché

 di Antonello Mastronardi Twitter:   articolo letto 31929 volte
Post-Stadium, l'Inter ha comunicato meglio della Juventus: ecco perché

Nel comunicato nerazzurro in risposta alle dichiarazioni di Elkann e Marotta spiccano un paio di righe, in cui FC Internazionale precisa che "il Club non comprende il motivo per cui Juventus FC continui a riferirsi all’Inter, mentre la nostra attenzione non è mai stata su di loro". Lontane dalla prammatica, queste parole paiono rivendicare alla società nerazzurra un'innegabile svolta comunicativa, che ha iniziato ad affermare i suoi dettami proprio nel concitato battage mediatico di questi giorni. Per meglio apprezzare questa sterzata, appare necessario un breve riepilogo della settimana.

DOPO GARA - Al termine del posticipo dello Juventus Stadium, Pioli e Gagliardini sottolineano ai microfoni delle tv le discutibili decisioni prese da Rizzoli durante il primo tempo; i due, tuttavia, adoperano parole misurate e tutto sommato banali se ricondotte al contesto italiano, nel quale -diciamolo pure con sincerità- un allenatore che a fine partita non si lamenti qua e là dell'arbitraggio non sembra far bene il suo mestiere. L'unica eccezione potrebbe essere rinvenuta nell'acceso scambio di vedute tra Pioli e l'ex arbitro Cesari a Mediaset Premium: anche in questo caso, però, il tecnico nerazzurro non perde mai un certo aplomb. Soprattutto, né Pioli né Gagliardini si lasciano andare a controproducenti accuse verso il mondo Juve; è cosa ancor più degna di nota, poi, che davanti alle telecamere non si presenti alcun esponente della dirigenza nerazzurra: tace Steven Zhang, il quale ha riportato dopo diciassette anni la società nerazzurra sugli spalti di Torino e, prima della gara, si era reso protagonista di una piacevole chiacchierata con Andrea Agnelli sul prato zeppo di telecamere dello Juventus Stadium. La polemica impazza fin dal fischio finale con i toni veementi che questa rivalità ben conosce, ma è un fatto esterno, in mano a tifosi e organi di stampa. L'Inter, dette le sue ragioni, torna a Milano con serenità.

LUNEDÌ E MARTEDÌ - All'indomani della discussa sfida, tocca all'ex patron Massimo Moratti, oggi primo tifoso nerazzurro, definire l'arbitraggio di Rizzoli "non benevolo" verso l'Inter; non parla Ausilio, non parla Zanetti, tace Zhang. Martedì, invece, è il giorno del video: le immagini del calcio di punizione di Chiellini, fatto ribattere mentre Icardi si involava a rete su assist dallo juventino, sono diffuse dal canale ufficiale per esigenze di completezza. Certo, fuori scoppia la bufera, ma l'Inter resta al caldo; ancora una volta, peraltro, nessun riferimento polemico viene rivolto all'ambiente Juve.

I GIORNI DELLA SVOLTA - Interrogato a questo proposito, mercoledì sera Marotta si lascia andare da Crotone a un commento sulla necessità di portare in Italia la cultura della sconfitta, scevra da ogni protesta o recriminazione; ieri, poi, arrivano le ben note dichiarazioni di John Elkann, seguite a breve giro di posta dalla reazione nerazzurra affidata al comunicato ufficiale. Alla luce di quanto si è detto, la svolta appare innegabile, ed emerge tanto più forte dalle righe del comunicato: soltanto due anni e mezzo fa, ad Agnelli che salutava la fine della presidenza Moratti con un riferimento allo scudetto 2006, l'Inter ricordava che in quell'anno "la Juventus è stata retrocessa in serie B insieme alla sua reputazione". Oggi, invece, si è optato per un linguaggio diverso, che veicola un messaggio diretto in primis all'ambiente interista: "il nostro pensiero oggi va ... solo al futuro, consapevoli di aver fatto una buona gara a Torino nonostante la sconfitta"; lo stesso riferimento finale alla storia nerazzurra, di cui andare orgogliosi, pare costituire una mera risposta all'antipatica sottolineatura di Elkann sull'abitudine alla sconfitta, piuttosto che un cenno velenoso al tribolato passato giudiziario dei bianconeri.

LO SGUARDO DEI GRANDI - L'Inter, insomma, guarda a se stessa, e con Suning pare aver intrapreso un percorso di crescita che non si esaurisce nell'interventismo sul mercato o nell'aumento del fatturato. Altro è il tifoso e le sue giuste punzecchiature, altro una società: la gestione passionale e accalorata che tanto ci ha fatto innamorare di Massimo Moratti non è più d'attualità. I nerazzurri ambiscono a tornare grandi e, per farlo, sfoggiano lo sguardo dei grandi, quello che guarda al futuro con ottimismo, dimentico dei vecchi rancori, e puntualizza con calcolata freddezza laddove c'è da puntualizzare. Non ci è dato giudicare sull'emotività dell'interista, che a torto o a ragione può riconoscere negli episodi di domenica gli antichi fantasmi, scatenandosi in polemica con i rivali. In assenza di attacchi da parte della società nerazzurra, è però singolare come la Juventus abbia scelto di prendere parte proprio al dibattito tra tifosi, rispondendo alle polemiche sui social con dichiarazioni ufficiali: ecco, è questa la ragione per cui le frasi di Elkann sono parse fin da subito particolarmente stonate.