Prima di ricevere il premio speciale 'Rosa Camuna' a Palazzo Lombardia, l'ex patron dell'Inter Massimo Moratti parla così dal palco della sua esperienza in nerazzurro: "Posso dire che essere stato presidente dell'Inter è stato un privilegio, un'avventura. Ed è stata molto bella perché dall'altra parte c'era una persona (Berlusconi ndr) che aveva coraggio ed entusiasmo . Prima di prendere l'Inter feci una chiacchierata con Berlusconi e gli chiesi quanto gli costava, e mi disse una cifra. Pensai che fosse esagerata, invece aveva ragione. Sono rimasto affezionato a Silvio perché lo vedevo nella mia stessa situazione, con le mie stesse paure ma anche con lo stesso senso del dovere. Perché c'è un senso del dovere nei confronti della gente, è quello che ti tiene attacco alle cose quando vorresti dire 'ma chi me lo fa fare?'. Mentre sei lì chissà perché non ti pesa così tanto, ed è successo di tutto nei miei 15 anni. Eppure c'era l'adrenalina che mi faceva tirare avanti, quando c'è la passione non pensi a niente. A volte vorresti essere polemico ma poi vedi quei colori e ti dimentichi di mille cose anche più importanti, come il lavoro o la famiglia. Quando ami quei colori non pensi ad altro. Poi, quando smetti, e dai un'occhiata indietro ti chiedi: 'Ma io ero matto?'. Penso che questo riguardi la passione. Anche se ci sono cose più importanti, il calcio ti trascina e dà la possibilità a dare emozione alla gente. Io ho avuto la fortuna di mettere in piedi l'organizzazione di Inter Campus che funziona ancora ora, e quando vedi il sorriso dei ragazzi e delle loro famiglie ti accorgi che stai facendo qualcosa di utile. Sono orgoglioso di questo progetto, è una cosa che continua a dare frutti". 

In seguito, il discorso si sposta sulla necessità dei due ex patron di cedere i rispettivi club: "Non è un caso che i compratori siano cinesi - ha spiegato Moratti -. Perché loro hanno dei progetti statali sotto il profilo calcistico. Poi hanno un mercato immenso. Non c'è lotta, non trovi nessuno in Europa, a parte in Russia, che possa sostenere questi costi. Quindi per mantenere la forza alla tua società devi trovare qualcuno che abbia una certa forza. Inizialmente ho trovato l'amico Thohir che aveva la caratteristiche familiari ed economiche, ma anche lui non si aspettava una cosa così complicata. Forse è più difficile gestire un club di calcio rispetto a un'industria, ad esempio nella comunicazione. Ora per l'Inter si è completato l'azionariato cinese, quello che ci dobbiamo augurare è la continuità, poi il pubblico si abitua a tutto. Mi auguro che sia così per Inter e Milan, per questa bellissima città, che è sempre stata al passo coi tempi o addirittura li ha precorsi". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 30 maggio 2017 alle 11:00
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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