Domani si torna in campo, alle 20.45 contro l'Atalanta, per riscattare il pareggio di Palermo. Di questo e altro parlerà oggi Walter Mazzarri dal centro sportivo 'Angelo Moratti' di Appiano Gentile, durante la consueta conferenza stampa pre-partita. FcInterNews.it è sul posto e vi proporrà in diretta testuale le parole dell'allenatore dell'Inter.
Atalanta pericolosa per varie ragioni, ha raccolto poco contro la Fiorentina e tradizionalmente è ostica.
"Bisogna essere bravi a considerare la tradizione e le valutazioni sull'ultima partita. Sono carichi, tutte le squadre che ci affrontano tirano fuori qualcosa in più ed è normale. Bisogna fare una grande partita".
Dopo Palermo cosa si è valutato in questi giorni, di cosa ha parlato con la squadra?
"Siamo all'inizio di un nuovo ciclo, ci sono molti giovani, anche stranieri. Quando in campo capiremo che ogni squadra va affrontata alla pari allora potremo fare emergere i nostri valori. Se poi non avviene può succedere che ogni avversario può metterci in difficoltà. I ragazzi lo sanno e spero che domani si vedrà quello fatto col Sassuolo, quando siamo entrati aggressivi e abbiamo visto com'è finita. Bisogna trovare continuità di rendimento sempre".
Guarin ha convinto da interno? Domani si rivedrà Palacio?
"Quando si gioca ogni due-tre giorni devo fare una rotazione tra i co-titolari. Oggi nel calcio moderno bisogna essere al massimo, tutti devono essere al meglio. Giocando ogni tre giorni però a volte manca l'energia psico-fisica necessaria e io ne terrò conto. Guarin ha fatto bene in Ucraina, lo sapevo, ci ha fatti salire e ha tenuto il colpo. Anche a Palermo ha giocato molto bene, adesso devo verifcare se il ragazzo può fare una terza partita a mille. Devo capire se ha la freschezza di giocare ancora da mezzala, considerando che ho ricambi freschi. Guarin giocherà in quella posizione se starà meglio di altri, ma è un discorso che vale per tutti i ruoli. Ne terrò conto per tutto l'anno, per avere un rendimento alto in tutte le competizioni. Per Palacio è arrivato il momento di giocare dall'inizio e vedere fino a dove arriva il suo rendimento in base allo stato attuale di forma. Lo sa già, era previsto che giocasse dal primo minuto perché la caviglia non gli dà fastido. Vedremo dove arriverà come minutaggio".
E' stupito dell'esplosione di Kovacic?
"Io lo speravo, grazie ai miei collaboratori dal punto di vista tattico è migliorato, non solo nella finalizzazione. Sbaglia meno passaggi, passa la palla con i tempi giusti, si muove senza, è più sicuro quando tira perché si è allenato molto. E spero che migliori ancora, ha enormi margini di crescita".
Qual è il problema di Hernanes?
"A parte l'altra sera a Palermo che ha commesso errori non da lui, non l'ho mai visto negativo. Col Sassuolo ha fatto due assist, ma da uno come lui ci si aspetta di più. Anche Hernanes lo sa ma è tranquillo, non è al top e lo aspetteremo. Presto sarà determinante nei risultati come in altre partite. A Palermo era complicata, anche il cambio di modulo non lo ha aiutato".
L'idea del tridente nasce dalla volontà di ridurre il numero di pareggi?
"Facile dire che bisogna vincere e l'allenatore deve avere coraggio. Lui deve valutare gli interessi della squadra in base a tanti aspetti. A Palermo per 20-25 minuti ci è mancato solo il gol, ma con i cambi ho voluto dare una mentalità vincente perché ho pensato che fosse necessario vincere pur rischiando di perdere, perché tra due vittorie e una sconfitta e una vittoria e due pareggi è meglio la prima soluzione, anche se perdere non è mai bello. Bisogna assumersi dei rischi in un club di un certo tipo, quando bisogna trasmettere una mentalità a giocatori nuovi e a chi c'era già. I componenti della rosa finora non hanno vinto molto a livello di squadra, bisogna tornare a farlo all'Inter. Abbiamo visto che sbilanciandoci si è rischiato di perdere, anche se al 94' potevamo vincere noi a Palermo. Non mi piace vedere queste occasioni ambo i lati, bisogna avere equilibrio".
Hernanes potrebbe giocare al centro della metà campo spastando Medel mezzala?
"Hernanes ha fatto bene a Torino quando l'ho abbassato, magari senza brillantezza conviene che parta da dietro. Medel però non può giocare da mezzala, perché ha sempre giocato davanti alla difesa e anche sulla linea difensiva. Non è uno che attacca lo spazio, ha qualità diverse per essere impiegato in quel ruolo".
Cosa può dare di diverso Palacio?
"Spero stia bene perché fa quasi tutto: seconda punta, centravanti, esterno. Giocatore moderno, che aiuta la squadra. Basta che trovi la condizione migliore. Rispetto agli altri due attaccanti può fare più ruoli, partendo da più lontano".
Quando tutti staranno bene è possibile un tridente dall'inizio?
"Vediamo, guardo prima gli interessi della squadra. Voglio fare un gol più degli altri. Il gioco bello lo fanno i giocatori tecnici, a Palermo ho messo tutti quelli con i piedi migliori ma non so se si è fatto meglio. Dipende da equilibri e condizione di tutta la squadra".
Oggi il rinnovo di Ausilio, la società si sta muovendo in tal senso. Rispetto a un anno fa Mazzarri è più tranquillo?
"Mi piace la nuova proprietà. Thohir è arrivato, ha valutato e ha preso le sue decisioni. Oggi non si può solo guardare al risultato sportivo, bisogna relazionarlo agli investimenti. Questo è il miglior modo per iniziare un ciclo. Mi sembrerebbe banale aggiungere altro".
Non teme che andando piano ci sia troppo da inseguire più avanti?
"Noi siamo tutti esperti di calcio italiano. In certi club è normale avere delle aspettative. Secondo me una società che programma deve essere chiara con i tifosi e avere le idee chiare, superando le scosse nel migliore dei modi con la consapevolezza che tutti stanno facendo bene. Le valutazioni si fanno al di là del risultato immediato".
Due gare in casa possono essere la svolta? Quante rotazioni farà in difesa?
"Ieri abbiamo fatto defatigante e mezza giornata di riposo. Ora comincerò le consultazioni con i giocatori per capire chi sta bene, parlando con loro e con il dottore. Non vorrei scombussolare l'aspetto tattico. Domani vedrete cosa emergerà da questo parto (ride, ndr). Due in casa sono importanti, ma l'Inter ha solo un risultato sia in casa che fuori. Cercheremo di trovare due vittorie, poi commenteremo cos'è successo. Ma gli intenti sono quelli".
I tifosi le chiedevano lo scudetto la scorsa estate. Essere chiari da parte della società cosa significa?
"Quando sono arrivato mi chiedevano l'Europa, è accaduto in piazza Duomo dopo che non c'ero stato da una vita. Era l'unico anno in cui l'Inter non partecipava. In qualche modo siamo entrati in Europa League dalla porta principale. La gente sa valutare le cose, si è iniziato un ciclo, la rosa è cambiata, in ogni reparto aziendale abbiamo fatto bene in base ai nostri parametri. Abbiamo raccolto due pareggi e una vittoria, speriamo che domani si arrivi al risultato. Stiamo andando bene in Europa League, abbiamo vinto su un campo difficile. Poi ci aggiorneremo di volta in volta, più avanti si parlerà di obiettivi pseudo precisi. Juve e Roma? Prima vanno affrontate, si fa presto a fare bilanci dopo una partita. Dipende dal calendario, dal momento, dalle rose, dal recente mondiale. Una società seria sa tutto, è iniziato un ciclo e mi sembra che al di là dei due pareggi questo processo di crescita stia andando per il meglio. Domani sarà un'altra verifica, l'importante è avere le idee chiare".
Domanda di FcIN: quanto è soddisfatto del rinnovo di Ausilio? Dodò potrebbe giocare da attaccante esterno in un tridente?
"Potrebbe giocarci, ha qualità. Così saremmo ancora più propositivi, ma finché ho giocatori con maggiore qualità in quella zona lui può essere più utile sulla fascia. Poi bisognerebbe giocare col doppio mediano ma non voglio cambiare troppo spesso il modulo. A Palermo cambiando abbiamo avuto problemi, sono un po' restio nel levare le certezze. Di Ausilio sono contento, sul lavoro spesso ci sono anche rapporti personali. Qui siamo tutti per dimostrare di saper fare il proprio ruolo. Se la società ha fatto questa scelta significa che lui ha fatto bene e a me fa piacere".
Cosa ti fa essere ottimista in vista delle prossime due partite?
"Il segreto è avere la cattiveria e la fortuna di sbloccare le partite. Questo è il problema prioritario. Rispetto all'anno scorso anche le altre big, giocando in casa, prima di segnare giocavano partite simili alle nostre. Sono state però brave e cattive e trovato il gol hanno avuto match in discesa. Mi ricordo la partita della scorsa stagione quando battendo 14 calci d'angolo abbiamo pareggiato 0-0, questa è una qualità con cui bisogna sbloccare le partite e l'anno scorso è successo poche volte. Ne ho parlato con i giocatori e lo dico anche a voi".
Icardi è fisicamente pronto per domani?
"Ne ho tre, due giocano e chi dei due titolari impiegati finora è meno stanco giocherà. Farò le consultazioni, valuterò tatticamente l'Atalanta e deciderò. Quest'anno Mauro si allena bene, a Palermo ha corso come un dannato per 90 minuti, ha pressato fino alla fine. Se gli chiedo mi dirà che sta bene, è importante avere questa garanzia da lui. Poi capita che a volte giochi bene o meno. Osvaldo a Palermo mi è sembrato più stanco, ma ha alle spalle qualche difficoltà in più rispetto a Icardi".
Autore: Redazione FcInterNews.it
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