L'Inter e Frank de Boer cadono nella trappola di Gian Piero Gasperini e dell'Atalanta. La partita inizia subito male: la squadra di casa spinge e fin dai primi minuti impone alla partita un ritmo molto elevato, che manda in difficoltà il centrocampo nerazzurro composto da Medel, Joao Mario e Brozovic, confermato dopo il turno di Europa League. Gasperini sa che in mezzo al campo gli ospiti hanno giocatori di maggiore qualità, e per questo chiede ai suoi due centrocampisti centrali Kessie e Freuler di prendere a uomo Joao Mario e Brozovic, con Kurtic che si alza per infastidire Medel nella prima costruzione di gioco, esattamente come aveva fatto contro il Napoli. Come contro il Southampton, De Boer chiede alla sua squadra di stare più bassa in fase di non possesso, per non esporsi al contropiede avversario; ma proprio come nella partita di giovedì, questo non si traduce in una maggiore densità difensiva quando l'avversario attacca, l'Atalanta trova comunque linee di passaggio pericolose con facilità, senza mai un seria opposizione. Perisic ed Eder sono sempre troppo bassi quando non hanno la palla, lasciando ai difensori atalantini tranquillità nel possesso. In particolar modo sulla corsia di Nagatomo arrivano i maggiori pericoli; Dramé riesce sempre a liberarsi per il cross, dato che Eder ritarda il pressing su Masiello, facendo di conseguenza saltare la scalata sull'esterno di Joao Mario e quindi del terzino giapponese. Proprio da un'occasione del genere arriva il calcio d'angolo con cui i padroni di casa passano in vantaggio. 

In tutta la prima frazione di gara, Icardi è costantemente isolato in mezzo ai difensori avversari, il centrocampo è in totale possesso atalantino, con Kurtic che si inserisce con grande facilità senza che i tre in mezzo al campo dell'Inter riescano mai a capirci qualcosa. A fine primo tempo il parziale dice 1-0 solo per imprecisione dell'Atalanta. Nella seconda frazione, come era prevedibile, i bergamaschi abbassano il ritmo, rimanendo comunque ordinati in campo e non concedendo mai un'occasione da gol nitida all'Inter. Dopo il pareggio di Eder, ancora una volta frutto di una prodezza individuale e non di un gioco di squadra, l'Inter prende coraggio e prova ad alzare il proprio baricentro, controllando meglio il possesso palla, proprio come contro il Southampton, solo che gli inglesi sono stati pericolosi fino alla fine, mentre l'Atalanta nel secondo tempo non crea grossi pericoli dalla parte di Handanovic; anzi sui piedi di Perisic prima e di Joao Mario poi c'è la palla del possibile vantaggio, ma Berisha si fa trovare pronto. Il rigore di Kessie, oltre che di una grossa ingenuità di Santon, è figlio di un errore in copertura di Perisic e Kondogbia, che lasciano che la palla arrivi senza intralci nei piedi dell'ivoriano. Alla fine l'Inter perde e lo fa con una facilità che inizia a diventare preoccupante. Oltre agli errori di squadra, i ragazzi di De Boer continuano ad accumulare grosse lacune individuali, che redono difficile un progesso collettivo. Nelle ultime uscite, l'Inter ha anche perso l'imprevedibilità offensiva che si era vista nelle prime giornate di campionato; a Bergamo la squadra ha creato ben poche occasioni da gol, e quando è successo è stato per iniziativa e talento individuale, e non per un'idea di squadra comune. La squadra non ha fiducia e nel momento di difficoltà non ha certezza tattiche a cui aggrapparsi. L'Atalanta è scesa in campo con un chiaro progetto di gioco, conscia in ogni suo singolo sul da farsi e così è riuscita a resistere al momento di maggiore pressione nerazzurra nel finale di secondo tempo. L'Inter aspetta che ci pensi Icardi, Perisic o Candreva a risolvere la situazione, ma così non si va da nessuna parte

Matteo Serra 

Sezione: Angolo tattico / Data: Dom 23 ottobre 2016 alle 20:00
Autore: Redazione FcInterNews / Twitter: @FcInterNewsIt
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