Icardi si racconta: "Sono legato all'Inter. Gol più importante? Alla Juve"

 di Mattia Zangari Twitter:   articolo letto 17372 volte
Icardi si racconta: "Sono legato all'Inter. Gol più importante? Alla Juve"

Direttamente sul set dell’ultimo shooting fotografico per Foot Locker, l'attaccante dell'Inter Mauro Icardi ha rilasciato un'intervista ai microfoni di GQ. Una chiacchierata nella quale ha potuto spaziare tra tanti argomenti, sia di campo che extra. Ecco gli stralci più interessanti: 

I tuoi tre luoghi del ‘cuore’ di Milano
"Il primo sicuramente è San Siro. Poi mi piace andare in centro a fare shopping e mi piace sempre andare a vedere il Duomo, ogni volta che ci passiamo davanti scattiamo le foto". 

Quanto ti senti milanese oggi Mauro Icardi? Conosci qualche parola in dialetto?
"Mi sento molto milanese. Ormai sono qui da quattro anni e sono molto legato all’Inter". 

Si dice spesso che Icardi non ha molti palloni giocabili a partita, ma fa sempre gol. Qual è il segreto per sfruttare al meglio le occasioni che capitano?
"Quest’anno sto facendo anche molti assist. E per fare gol bisogna trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. Questo è il compito di ogni attaccante". 

Che cosa sogni ancora come calciatore?
"Il sogno di giocare ad alti livelli l’ho già raggiunto da un paio d’anni. Il mio prossimo obiettivo è migliorare in modo da poter giocare per la Nazionale del mio Paese"

Qual è il gol più bello della tua carriera?
"Come bellezza o come importanza? Il più bello è sicuramente quello fatto da fuori area contro il Bologna. All’incrocio dei pali. Il più importante… è sempre contro la Juve". 

A proposito di gioventù: sei stato al Barcellona e avevi una stanza alla Masia, considerata una ‘scuola’ per tanti giovani calciatori. Il compagno di allora che senti ancora e cosa ti ha insegnato la vita collegiale nel centro del Barca.
"Sono tanti i compagni di allora con cui mi sento. Poi la vita alla Masia mi ha insegnato tante cose che hanno più a che fare forse con la vita stessa che con il calcio in senso stretto. Alla Masia si cura più l’uomo che lo sportivo. Tra coloro che sento ancora oggi di più, certamente c’è Rafinha, che gioca in prima squadra col Barcellona".

E quando invece smetterai, addio calcio o ti piacerebbe continuare con un ruolo diverso?
"Escludo che lavorerò ancora nel mondo del calcio. Sicuramente non come allenatore. Non è nei miei pensieri. In questo momento non ho ancora progetti per il futuro".