Fassone: "L'Inter poteva vincere con Mancini. FFP? Nel 2018 anche il Milan..."

 di Alessandro Cavasinni Twitter:   articolo letto 30707 volte
Fonte: Corriere dello Sport
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Fassone: "L'Inter poteva vincere con Mancini. FFP? Nel 2018 anche il Milan..."

Milan ko contro la Lazio: una frenata netta, che ha lasciato qualche malumore. Marco Fassone, intervistato dal Corriere dello Sport, prova a gettare acqua sul fuoco. "Questa è la prima giornata di down dall’inizio della stagione, ma giocare subito ci aiuterà: non avremo tempo per rimuginare e per fare tanti discorsi".

Il ko di domenica ha minato le vostre certezze? 
"Qualche dubbio ci è venuto, ma Montella è stato bravo nel post partita a sottolineare che le sconfitte fanno parte di un progetto di crescita. Magari non di queste dimensioni... Ecco perché quando mi hanno inquadrato in tribuna dopo il 4-0 avevo quell’espressione terribile (sorride, ndr). Contro il Cagliari non avevamo giocato bene, ma erano arrivati i tre punti. Contro la Lazio invece...". 

In serata poi sono arrivate anche le parole di Raiola che non crede nel progetto del Milan.  
"Mi è dispiaciuto che abbia detto certe cose. Raiola è l’agente di Donnarumma, ma anche di Bonaventura, Abate e altri giovani. Ammetto però che Mino è coerente e questa sua sfiducia l’ha espressa fin da aprile perché vede come oscuro e nebuloso il futuro del club. Gli ho spiegato il nostro progetto che si svilupperà in 4-5 anni. Dalle sue ultime frasi deduco che, nonostante gli investimenti, nutre ancora perplessità, ma sono felice che Gigio abbia scelto di rimanere: vuol dire che lui ci crede". 

Qual è il risultato sportivo minimo che avete fissato? 
"C’è un piano economico che va di pari passo con quello sportivo. L’obiettivo è la zona Champions League: vogliamo conquistarla per poi crescere ancora e vincere. Non riuscirci, però, non sarebbe un dramma. Alla Uefa ho presentato anche dei piani che non prevedono la partecipazione alla Champions e quindi 40 milioni in meno di ricavi. Se arriveremo “solo” in Europa League non chiuderemo la baracca, ma non nascondiamo che gli azionisti ci hanno chiesto di tornare subito a giocare la coppa più prestigiosa". 

Su chi farete la corsa per piazzarvi tra le prime 4? 
"Juventus e Napoli hanno qualcosa in più delle altre perché sono solide e collaudate. La corsa va fatta su Inter, Roma e Lazio che mi sembrano più alla nostra portata come rose. Se cresciamo come squadra, possiamo dar fastidio a tutti". 

Il derby del 15 ottobre è sempre più vicino. L’Inter è in testa, mentre voi avete rallentato. I nerazzurri sono più forti? 
"Loro lo scorso anno in classifica sono finiti dietro di noi, ma il Milan ha cambiato molto. Ce la giocheremo senza paura, con loro e con le altre. Al derby e, ancora prima, allo scontro con la Roma arriveremo più rodati rispetto a ora". 

Lei “sente” molto il derby con l’Inter? 
"Ho buoni ricordi degli anni all’Inter. Il più grande rammarico è quello dell’ultima stagione con Mancini: eravamo primi, stavamo volando, poi qualcosa si è rotto (tra lui e Bolingbroke, allora Ceo nerazzurro, e Fassone se n’è andato, ndr). Peccato perché avremmo potuto vincere il campionato. Roberto (Mancini, ndr) è un fuoriclasse e gli auguro ogni successo perché lo merita".  

Il derby di mercato questa estate intanto lo avete vinto voi.  
"L’Inter era soggetta al Fair Play dell’Uefa, noi lo saremo il prossimo anno, ma non mi permetto di entrare nei loro affari. Tra la nostra proprietà e la loro c’è grande rispetto". 

E’ possibile per i tifosi sognare in futuro altre estati di grandi colpi? 
"Trovare l’accordo per il Voluntary Agreement potrebbe darci dei vantaggi, ma dei vincoli con l’Uefa li avremo. Quest’anno la proprietà ha accettato perdite forti che nel prossimo bilancio saranno coperte da aumenti di capitale e abbiamo inserito in rosa 11 nuovi giocatori. Nel 2018 niente rifondazioni: l’idea è quella di aggiungere 2-3 elementi e migliorarci dove ne abbiamo bisogno. Faremo mercati importanti anche senza cessioni di spessore".