Il ritorno in panchina per Roberto Mancini finisce in pareggio, risultato tutto sommato giusto che, però, poteva facilmente arridere ai nerazzurri se ci fosse stata un po' più di cattiveria. L'Inter non riesce a tornare alla vittoria, che manca dalla gara contro la Sampdoria, ma dà qualche segnale di ripresa in vista della sfida decisiva contro il Dnipro in Europa League e quella dell'Olimpico contro la Roma nel tredicesimo turno di campionato. Andiamo a ripercorrere insieme i numeri che hanno contraddistinto il derby di ieri sera nel consueto appuntamento con “Da Zero a Dieci”.

ZERO - Le reti di Palacio. Continua il digiuno dell'attaccante argentino. C'è chi aveva sperato che l'aria della stracittadina e il cambio di allenatore potessero essere decisivi nel suo ritorno alla segnatura, ma anche questa volta l'argentino marca visita e rimane ancora a secco.

UNO - Nella storia ddei derby solo una volta si giocò il 23 novembre come ieri. Era il 2002 e a vincere fu il Milan con il gol del solito Serginho, anche in quella occasione l'Inter giocava in trasferta. Differentemente da quella stracittadina, la squadra nerazzurra ha saputo reagire portando a casa un punto che può far morale in vista di questo ultimo mese prima della pausa natalizia.

DUE - Questa è la seconda volta nella storia dei Milan-Inter in cui i rossoneri aprono le marcature al 23' del primo tempo. L'unico precedente fu la settima giornata del campionato 1972/73, quando fu Prati a segnare la prima rete nella gara che finì 3-2 per i rossoneri.

TRE - Le occasioni da gol avute da Icardi nella gara contro il Milan, di cui almeno due nitide. L'argentino pare aver smarrito la vena realizzativa e questo fa preoccupare i tifosi dell'Inter, visto quello che in passato aveva fatto il rosarino. La prima occasione al settimo minuto grida vendetta, come anche la conclusione (altissima) seguita al batti e ribatti nell'area del Milan. Quando poi a tutto questo si aggiunge la sfortuna allora si ottiene la traversa spizzata nel finale che avrebbe potuto dare i 3 punti all'Inter. Di solito, però, il vero Maurito questi palloni li sbatte in porta.

QUATTRO - I debutti in corsa di Roberto Mancini che conferma la tradizione e rimane imbattuto (1 vittoria e 3 pareggi). Il Mancio aveva raggiunto in corsa la Fiorentina, il Manchester City e il Galatasaray: solo nella prima occasione vinse, nelle altre due pareggiò, proprio come in questa occasione. Un dato curioso in merito: in tutte e tre queste esperienze il Mancio ha vinto la coppa nazionale al termine della stagione.

CINQUE - Gli anni passati dall'ultimo gol di un centrocampista in un Milan-Inter. Era la seconda di campionato del 2009/10 e allora segnarono Thiago Motta e Stankovic nel derby vinto 4-0. Joel Obi va a rompere un digiuno curioso per una squadra come l'Inter che ha sempre avuto nella storia dei centrocampisti con la propensione per il gol e, cosa non da poco, va a fare compagnia a giocatori molto importanti nella storia recente del club.

SEI - I palloni persi da Guarin nella serata di ieri. Mancini ha fatto chiaramente capire che il colombiano sarà un cardine del suo centrocampo e questo lo spera anche Fredy, da tempo relegato in ruoli non suoi e a lottare per qualche scampolo di gara. La prima prestazione del Guaro è stata tutto sommato sufficiente, nonostante questo dato che è figlio della troppa grinta e foga che ha messo in campo il colombiano.

SETTE - I minuti disputati da Osvaldo nella gara contro il Milan. Dopo i 60 secondi contro il Verona, l'italoargentino ha aumentato, seppur di poco, il proprio minutaggio, ma per lui dovrebbe essere importante la gara di giovedì contro il Dnipro in cui, per stessa ammissione di Mancini, molti dei rientranti potrebbero trovare spazio sin dal primo minuto.

OTTO - I tiri totali dell'Inter nella gara contro il Milan che ne ha tentati 10, di cui però solo 2 sono finiti nello specchio e uno sulla traversa, mentre i nerazzurri ne hanno mandati ben 4 nello specchio della porta (inclusa la traversa di Icardi).

NOVE - I tackle portati a segno dalla coppia centrale Ranocchia-Juan Jesus (67%). Il contraccolpo causato dal cambio tattico lo soffrono soprattutto i due difensori, abituati da più di una stagione e mezza a giocare con la retroguardia a tre. I due chiudono bene in tackle sugli attaccanti del Milan, ma devono ancora lavorare su molti altri aspetti del gioco per evitare certi errori che possono condurre ad azioni pericolose degli avversari.

DIECI - I punti percentuali di differenza nel possesso palla in favore dell'Inter. Durante la precedente gestione, il possesso palla dell'Inter è sempre stato elevato rispetto agli avversari, ma ieri sera si è avuta la sensazione di una squadra sempre pronta a far male e a cercare il passaggio decisivo o a servire il taglio dell'uomo senza palla. Quanto basta per toccare con mano il cambiamento.

Sezione: Da Zero a Dieci / Data: Lun 24 novembre 2014 alle 11:33
Autore: Gianluca Scudieri / Twitter: @JeNjiScu
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