Non servono le statistiche per toccare con mano il profondo cambiamento dell’Inter nel passaggio dalla gestione di Frank de Boer a quella di Stefano Pioli. La squadra insicura e altalenante guidata dal tecnico olandese ha lasciato spazio a un gruppo convinto dei propri mezzi, che sta perseguendo un obiettivo impensabile fino a due mesi fa. Il terzo posto è ancora lontano, ma non irraggiungibile soprattutto se i nerazzurri manterranno, e magari miglioreranno questa media di 2,26 punti a partita (in 15 gare). Oro colato, considerando gli 1,27 punti raccolti da Frank de Boer durante le sue 11 panchine milanesi. Ma al di là degli aspetti psicologici e tattici, entrambi fondamentali in questo ribaltone, anche i numeri offrono una panoramica interessante.
Innanzitutto, spicca la differenza nella quantità di reti segnate: 13 sotto De Boer (1,2 a partita), 30 sotto Pioli (2 a partita). Il numero di gol subiti è lo stesso (14), anche se dall’arrivo dell’italiano la media si è abbassata (0,9 vs. 1,2). Una delle prerogative del tecnico olandese era il possesso di palla, per ‘dominare il gioco’. Ebbene, per quanto Pioli abbia un atteggiamento più italiota in tal senso, la sua Inter praticamente registra la stessa percentuale rispetto alla precedente gestione: 53% vs. il 54% di FdB. Se la percentuale di passaggi completati non è molto diversa e vede l’ex Ajax davanti (84% vs. 81%), così come la lunghezza media degli stessi è identica per entrambi (18 metri), una sostanziale disparità figura nella precisione al tiro, che spiega anche la distanza tra le due gestioni in termini di produzione offensiva: con Pioli l’Inter ha centrato lo specchio il 51% delle volte, mentre con De Boer si è fermata ad appena il 34%. Differenza importante, considerando anche quella minima nella media delle occasioni da gol create (12,8 FdB, 14 Pioli). Infine, per quanto l’ex tecnico della Lazio abbia avuto 4 partite in più rispetto all’olandese, è palese la differenza tra i due nel numero di giocatori mandati in gol: 10 vs. 5. Il doppio. Questo perché con De Boer, in pratica, a segnare erano solo Icardi e Perisic. Pioli invece ha svolto un lavoro tattico che portasse al tiro più calciatori, e il progetto è riuscito. Basti pensare che, almeno in campionato, il primo gol di Candreva è arrivato proprio al debutto del mister parmense sulla panchina nerazzurra.
Numeri alla mano, senza voler puntare il dito contro Frank de Boer, le cui difficoltà in un campionato nuovo, con giocatori presi in corsa e senza che si creasse l’empatia necessaria tra squadra e staff erano preventivabili, salta all’occhio il grande impatto di Stefano Pioli in una realtà problematica come quella nerazzurra. E questo aspetto aumenta ulteriormente il rimpianto legato alla scelta sbagliata di inizio stagione.
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