Candreva: "Spalletti top, non sento la pressione di S. Siro. UCL estasiante, sogno la Premier League"

 di Mattia Zangari Twitter:   articolo letto 15243 volte
Candreva: "Spalletti top, non sento la pressione di S. Siro. UCL estasiante, sogno la Premier League"

Lunga intervista ad Antonio Candreva nel numero 232 di Calcio2000, in edicola questo mese. Nel corso della chiacchierata, le cui pillole sono state pubblicate oggi da Tuttomercatoweb, l'esterno dell'Inter e della nazionale italiana parla così di Spalletti: "E' uno davvero di grande livello. Sono felice di averlo come allenatore in questo periodo della mia carriera. Grazie a lui, sto migliorando molto. Lavora tantissimo sulla concentrazione, sulla motivazione, sulla continuità di rendimento. E’ meticoloso, direi che è tanta roba. Con lui, impari sempre qualcosa di nuovo”.

Parlando del Meazza, nuovo teatro in cui si esibisce in casa, Candreva spiega: "Non ho mai sentito la pressione di San Siro. Parliamo di un pubblico molto competente che ha visto moltissimi fuoriclasse, è normale che pretenda un calcio e un livello di prestazione alto. Per questo bisogna stare attenti a sbagliare il meno possibile".

L'ex Lazio, poi, ammette di aver un sogno nel cassetto, ovvero giocare nel calcio inglese: "Mi piace molto la Premier League. È davvero un campionato eccezionale. Mi piacerebbe provare a giocarci”.

L'obiettivo personale e di squadra è tornare in Champions League: "Indubbiamente - ha raccontato Candreva - la musichetta è qualcosa di speciale. La Champions League è il torneo europeo più importante e, di conseguenza, quando ci giochi ti senti estasiato. Quella musichetta ti fa capire che stai giocando la Champions League, il top”.

La Champions League è il top e le squadre italiane? Il movimento calcistico italiano si sta riprendendo? "Sicuramente - ha concluso Candreva - la Serie A di quest’anno sta dimostrando che il nostro è sempre un torneo difficile ma, da qualche anno a questa parte, anche con belle partite. Credo che le nostre squadre italiane stiano crescendo e, di conseguenza, si può far bene anche in Europa”.