Al triplice fischio di Inter-Benevento al presidente Erick Thohir venne in testa un'idea. "Torno a Milano a vedere il derby!". L'ultima volta del tycoon a San Siro era coincisa con la sconfitta per 3-1 contro l'Udinese che aveva dato avvio al periodo di crisi della squadra nerazzurra, piombata in poco più di due mesi dalla vetta solitaria della classifica al quarto posto. L'indomani a colazione Thohir avrebbe dato la notizia ai suoi familiari. Tutti però, incluso l'affezionato gatto nero Nicky (nome assegnato in onore dell'ex attaccante Ventola), risposero con sguardi raggelati ed espressioni miste di terrore e rassegnazione.
"Starò via solo un paio di giorni, chiamerò, mi farò sentire a ogni ora...".
"No, pa', non è questo...". "Lascia perdere, Arfa, è sempre stato difficile smuovere tuo padre da una decisione già presa. Anche quando comprò l'Inter, provai a spiegargli che non si trattava di una squadra di basket, ma come al solito lui non volle ascoltarmi".

Dopo averne discusso in famiglia, Thohir avrebbe avvisato pure i soci dell'Inter Club Indonesia.
"Presidente, non partire, prenderemo un maxischermo più grande". "Sai quanti gradi ci sono adesso a Milano?". "Cos'hanno che non vanno i nostri seggiolini?". "Cantiamo i cori e facciamo i video".
Non c'era niente da fare, Thohir aveva già acquistato anche i biglietti dell'aereo: "Voglio le file 13 e 17 come i numeri di maglia che portavano all'Inter Ba e Ziege!". Ora mancava da dirlo a Moratti.
Per chiamare usò l'anonimo, perché Moratti leggendo il prefisso indonesiano non rispondeva mai: "Ho paura che sia qualche venditore...".
Anche lo storico presidente però reagì con freddezza quando venne informato della visita: "Ma no, Erick, che dici? Guarda che è una partita come tante altre... E tu sei... diciamo fortunato", Moratti sogghignava, "ad avere l'oppurtunità di restartene comodamente al caldo in casa tua... E se i ragazzi soffrono la pressione del tuo arrivo e si decocentrano?".
"La squadra ha bisogno del mio sostegno!", replicò energico Thohir, che non si spiegava i motivi di tutte queste reazioni contrarie.

Tutti quanti alla fine furono costretti ad arrendersi, sino a quando non si fece vivo in casa di Thohir un sacerdote del tempio di Borobudur. Questi gli ricordò un impegno improrogabile: "Domenica inizierà la Settimana Santa del Levriero, sai bene che, come dicono i testi sacri, chi nei prossimi giorni dovesse astenersi dallo starsene in unione con i propri cari e con la propria casa verrebbe punito dagli dei con il potere sventuratissimo d'arrecare malasorte e sciagure a chiunque entri nel suo raggio vitale".
Thohir non si abbatté più di tanto, pur vedendosi costretto a rimandare il suo agognato ritorno a San Siro per rispetto della tradizione locale. Dopo aver accompagnato il sacerdote all'uscita, si prese in braccio il gatto nero Nicky, si risedette e rimuginò: "Di solito non credo a queste superstizioni, però stavolta non si sa mai...".

Sezione: Il Calcio parallelo / Data: Mar 27 Febbraio 2018 alle 00:10 / articolo letto 12413 volte
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DaniAlfieri